Giornale italiano di ricerca clinica applicativa

Direzione scientifica: Giacomo Stella e Enrico Savelli
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 16, n. 1, 2019

Indice

Orientamenti della ricerca

Roberto Padovani, Stefania Casini, Alfia Valenti, Christine Cavallari, Giovanni Bigi, Manuela Mussini, Francesco Orlando

Screening delle abilità scolastiche nella scuola secondaria di primo grado

DOI: 10.14605/DIS1611901

Presentiamo uno studio sull’utilizzo di una batteria di prove per la valutazione delle abilità scolastiche nella scuola secondaria di primo grado. Hanno partecipato 1.420 alunni della classe prima suddivisi in base alla presenza di difficoltà scolastiche (sviluppo tipico, Disturbi Specifici dell’Apprendimento – DSA, Bisogni Educativi Speciali – BES) e al livello di competenza della lingua italiana (italiani, bilingui). Sono state proposte in modalità collettiva prove per la valutazione della lettura (Word Chain, Decisione Lessicale Collettiva, Comprensione del testo scritto), della scrittura (Copia di brano) e della cognizione matematica (Calcolo rapido, Operazioni scritte). I risultati mostrano una buona capacità discriminativa di tutte le prove nel differenziare i gruppi di alunni, con un ruolo significativo del bilinguismo a penalizzare le prestazioni per la maggior parte delle prove utilizzate. Vengono presentati le tabelle di correzione in base alle fasce di prestazione classicamente usate in Italia (Criterio Completamente Raggiunto, Prestazione Sufficiente, Richiesta di Attenzione, Richiesta di Intervento Immediato) e i valori di sensibilità e specificità della batteria collettiva di prove.

Orientamenti della ricerca

Renzo Tucci Giulia Principe Daniela Moroni e Paola Morosini

Dal Suono Al Segno: il trattamento della disortografia a fini diagnostici e riabilitativi

DOI: 10.14605/DIS1611902

Lo scopo del presente contributo è duplice: il primo è quello di verificare l’efficacia del trattamento riabilitativo effettuato utilizzando il programma Dal Suono Al Segno, inserito recentemente nella piattaforma di tele-riabilitazione RIDInet. Il secondo è quello di illustrare come lo stesso programma permetta a un servizio sanitario di attivarsi per rispondere alle richieste di molti più utenti in una situazione clinica di dubbio diagnostico o di chiara condizione di disturbo. Il campione è formato da 48 bambini frequentanti la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado: 24 con diagnosi accertata e 24 con diagnosi dubbia di disortografia. Negli utenti con diagnosi accertata, i risultati hanno evidenziato una riduzione significativa degli errori nella scrittura, soprattutto errori di tipo fonologico. Per i bambini con diagnosi incerta, alla fine del trattamento è stato possibile verificare i criteri di inclusione, identificando i bambini con diagnosi di disortografia e differenziandoli da quelli con profilo normalizzato oppure incerto.

Orientamenti della ricerca

Marco Orlandi, Francesca Magostini, Angelina Capuano, Marta Ronconi, Ilaria Pino

Il trattamento visuo-percettivo-motorio e la velocità di lettura

DOI: 0.14605/DIS1611903

In questo studio vengono analizzati i risultati del trattamento visuo-percettivo-motorio (VPM) sulle abilità di scrittura in corsivo e rapidità/correttezza di lettura di un brano e liste di parole, in termini di efficacia e rateo di variazione in un campione composto da 20 bambini con diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). I risultati sono poi stati confrontati con quelli descritti da altri studi relativi ad altre tipologie di trattamento della dislessia evolutiva (sublessicale, balance, neuropsicologico e lessicale). Tra le cinque categorie di trattamento non ci sono sostanziali differenze per incremento di velocità di lettura del brano; notevoli differenze si riscontrano invece nel miglioramento ottenuto nella lettura di parole e non parole e nel numero medio di ore di trattamento. Tutti i tipi di trattamento presi in esame sono efficaci ma, per quanto riguarda il rateo di variazione, il trattamento sublessicale e quello visuo-percettivo-motorio risultano di minor durata. Nel caso specifico del trattamento VPM, si registra il minor numero medio di ore di trattamento. Per la scrittura, in considerazione del campione ristretto, i risultati mostrano solo una tendenza a una maggiore efficacia sul parametro dell’accuratezza rispetto alla velocità. Successivi studi dovranno prevedere un ampliamento della numerosità del campione anche attraverso l’utilizzo di criteri di selezione più stringenti. Inoltre, potranno essere verificati gli effetti dell’interazione con altre tipologie di trattamento.

STRUMENTI APPLICATIVI

Marina Zoppello Camilla Latronico Mirta Vernice e Umberto Balottin

Prove bilanciate di lettura per la classe prima della scuola primaria

DOI: 10.14605/DIS1611904

Si presentano prove di lettura sperimentali sviluppate per valutare l’accuratezza e la rapidità di lettura in fase pre e post-trattamento e per verificare gli effetti di differenti ambienti di lettura sulla decodifica. L’utilizzo di prove bilanciate nella valutazione dell’efficacia di una riabilitazione risponde alle raccomandazioni sulla buona pratica del trattamento della dislessia. Le prove consistono in due liste di parole (30 parole per ogni lista) bilanciate per lunghezza, lettera iniziale, complessità di struttura, categoria grammaticale, frequenza d’uso e di due liste di non parole (30 per ogni lista) bilanciate per lunghezza, lettera iniziale, complessità di struttura. Le liste sono state somministrate a 41 bambini con sviluppo tipico frequentanti la prima classe di una scuola primaria di una città del Nord Italia. Sono stati registrati tempi di lettura e numero di errori e sono state effettuate analisi statistiche per verificarne la comparabilità. I primi dati sono indicativi di un buon bilanciamento delle prove che possono essere utilizzate per valutare l’efficacia e l’efficienza di un percorso riabilitativo e per esaminare l’eventuale beneficio conseguente alla modificazione dell’ambiente di lettura.

Il presente studio vuole documentare un’esperienza di trattamento rivolto a un bambino con diagnosi di disturbo specifico della compitazione e disturbo specifico di lettura, in presenza di deficit della memoria di lavoro fonologica, al fine di offrire un contributo nell’ambito della ricerca sull’efficacia di trattamenti riabilitativi rivolti a soggetti con disortografia e dislessia. Dal confronto delle prestazioni prima degli interventi, a conclusione degli stessi e al follow-up, è emerso un cambiamento significativo. Inoltre le valutazioni espresse dal bambino, dai genitori e dagli insegnanti hanno documentato il «miglioramento clinico» (Tressoldi e Vio, 2008a) riscontrato in ordine a percezione di sé, motivazione ad apprendere e comportamento scolastico, dimostrando l’impatto che un trattamento efficace può avere anche sul benessere del suo destinatario.

esperienze

Francesca Derba, Maria Clara Cavallini, Eleonora Villani

Migliorare la performance accademica in una studentessa universitaria con diagnosi tardiva di dislessia

DOI: 10.14605/DIS1611906

Sono sempre più numerosi gli studenti con dislessia che entrano a far parte dell’istruzione superiore. Alcuni studi presenti in letteratura evidenziano come gli studenti con dislessia ottengano risultati inferiori negli esami universitari, mentre altre ricerche avvalorano la tesi secondo cui essi sperimentino ansia e frustrazione in misura superiore rispetto agli studenti universitari senza diagnosi. Questo studio ha avuto l’obiettivo di misurare l’efficacia di un training di goal setting e self-monitoring nel ridurre l’ansia, nel migliorare la performance accademica e nell’aumentare il tempo on-task di una studentessa di 22 anni con diagnosi tardiva di dislessia. I risultati dello studio mostrano miglioramenti in tutte le aree: i punteggi nella Prova di Studio (test AMOS) e i livelli resilienza sono aumentati, mentre è diminuita la percezione di ansia (parametri valutati con il questionario QAR del test AMOS). È anche aumentata la percentuale di tempo che la studentessa trascorre sul compito durante lo studio autonomo (tempo on-task). A questi dati si può aggiungere un importante risultato qualitativo: dal 2016 al 2017 gli esami sostenuti e quelli superati dalla partecipante sono aumentati (rispettivamente da 3 a 9 e da 0 a 9).