Giornale italiano di ricerca clinica applicativa

Direzione scientifica: Giacomo Stella e Enrico Savelli
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 15, n. 1, 2018

Indice

Enrico Savelli Giacomo Stella

Editoriale

Orientamenti della ricerca

Francesca Zanon Daniele De Stefano

Comprensione orale, comprensione scritta e disturbo dell’apprendimento

DOI: 10.14605/DIS1511801

Questa ricerca mira a indagare quale possa essere l’effetto stancabilità nella comprensione di testi scritti in alunni con diagnosi di DSA, frequentanti la scuola secondaria di primo grado, tramite la somministrazione di due prove in sequenza, che implichino un carico cognitivo intenso e protratto nel tempo, pari a circa un’ora di attività, senza soluzione di continuità. Si è inoltre indagato quale fosse la correlazione tra le prove di comprensione di testi scritti e testi orali (prove da ascolto) in questi soggetti. Dall’esame dei dati relativi al campione individuato emerge inoltre che gli alunni con DSA, rispetto agli alunni con normo-sviluppo, evidenziano: una maggiore stancabilità nella comprensione del testo scritto, causata da protratto sforzo cognitivo, ma in modo modesto rispetto agli alunni con normo-sviluppo (tale effetto si nota solo per gli alunni delle classi prime e seconde, non per gli alunni delle classi terze); una prestazione inferiore nella comprensione di testi scritti, rispetto agli alunni con normo-sviluppo, anche senza calcolare l’effetto stancabilità; una prestazione inferiore nella comprensione di testi orali (ascolto) rispetto agli alunni con normo-sviluppo; un deficit più marcato nella comprensione di testi scritti, rispetto alla comprensione di testi presentati in modalità da ascolto.

ORIENTAMENTI DELLA RICERCA

Melissa Scagnelli Massimo Ciuffo Alice Baradello Francesca Santulli

SuperReading: ulteriori prove di efficacia rilevate con i test di valutazione per l’adulto

DOI: 10.14605/DIS1511802

SuperReading è un corso rivolto a adolescenti e giovani adulti che promuove l’apprendimento di nuove strategie di lettura. Il corso si focalizza sul potenziamento delle abilità di lettura silente, che rappresenta la modalità più comunemente adottata dagli studenti a partire dall’adolescenza. I dati raccolti mediante la somministrazione di prove cartacee su un campione di 156 soggetti hanno dimostrato l’efficacia del corso nel migliorare significativamente velocità di lettura, comprensione ed efficacia di lettura, per i partecipanti normolettori e per quelli con disturbo dell’apprendimento (DSA). È stata quindi effettuata una verifica indipendente dell’efficacia del corso, mediante la somministrazione di una batteria di test standardizzati sviluppati per adolescenti e adulti. In questo lavoro presenteremo le variazioni intercorse nelle prestazioni di 30 soggetti (27 studenti con DSA e 3 normolettori) cui è stata somministrata la suddetta batteria di test, focalizzando l’attenzione su due prove: la lettura ad alta voce e quella silente. In entrambi i casi si rilevano incrementi nella prestazione media del gruppo con effect size grande. Inoltre, il confronto tra le prestazioni del gruppo sperimentale e quelle di un gruppo di controllo di 22 soggetti ha rivelato differenze statisticamente significative. I risultati confermano dunque l’efficacia di SuperReading e incoraggiano a proseguire la ricerca, ampliando il campione di riferimento.

Orientamenti della ricerca

Arianna Pasqualotto Raffaela Zanon Anna Chiara Frigo

Individuazione precoce dei bambini a rischio DSA

DOI: 10.14605/DIS1511803

In questo contributo si riportano i risultati di un progetto di individuazione precoce dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), effettuato dal 2011 al 2015, nell’Azienda ULSS 13 Mirano (VE), con un campione composto da 5.237 bambini frequentanti il primo anno della scuola primaria. Dall’analisi dei risultati emerge che 119 alunni (italiani e senza certificazione scolastica), pari al 2,9% del campione di ricerca, rientrano nei criteri di rischio di DSA. Questi dati risultano molto vicini all’attuale epidemiologia sui disturbi dell’apprendimento in Italia (2,5-3,5%; assunto dalla Consensus Conference sui DSA, 2011). I dati, confrontati con quelli raggiunti nelle precedenti esperienze, attestano l’affidabilità della prova di screening (il Dettato 16 parole del prof. G. Stella) e sottolineano altresì la necessità di attivare, a livello nazionale, nuove azioni condivise per una governance più efficace in ambito di screening precoce dei bambini a rischio di DSA.

ORIENTAMENTI DELLA RICERCA

Claudia Simonetto Laura Bravar Cristiano Vanin Mavi Lodoli Isabella Lonciari Marco Carrozzi

Le difficoltà grafo-motorie nella scrittura: correlazione tra riabilitazione grafo-motoria e correttezza ortografica

DOI: 10.14605/DIS1511804

Negli studi scientifici nazionali e internazionali lo sviluppo tipico e lo sviluppo atipico dell’abilità di scrittura rimangono ancora poco indagati soprattutto nella loro componente grafo-motoria. Il presente lavoro intende offrire un contributo alla comprensione della scrittura a mano in quanto abilità complessa, tramite uno studio retrospettivo con paradigma sperimentale. Sono stati oggetto di studio e di analisi i dati raccolti nelle cartelle di indagine neuropsicologica di bambini e adolescenti con diagnosi di disgrafia che avessero seguito un programma d’intervento grafo-motorio secondo il Metodo delle famiglie di lettere. Questo metodo implica l’apprendimento dei movimenti scrittori, organizzati in famiglie con movimenti affini, sulla base di una progressione graduale dai più semplici ai più complessi. L’analisi statistica dei dati ha riscontrato e motivato l’efficacia di tale riabilitazione grafo-motoria non solo per quanto riguarda un miglioramento nella grafia, ma anche per la significativa diminuzione degli errori ortografici. Questi risultati suggeriscono l’opportunità di uno standby diagnostico quando la disortografia appare associata a disgrafia. Inoltre, sono stati sottolineati alcuni fattori anamnestici e clinici, quali l’attenzione, che potrebbero influenzare il miglioramento grafo-motorio e ortografico ottenuto tramite l’intervento.

STRUMENTI APPLICATIVI

Tatiana Coli Daniela Gallo Enrico Savelli Giacomo Stella

Costruzione di un indice di automatizzazione della lettura

DOI: 10.14605/DIS1511805

Lo scopo principale dello studio è stato quello di sviluppare un test specifico che fosse in grado di misurare il livello di automatizzazione della lettura in modo semplice e veloce, in quanto risulta oggi ampiamente riconosciuto come il deficit sostanziale della dislessia evolutiva. Per realizzare questo indice sono stati confrontati i tempi necessari per denominare una serie di immagini e per leggere una serie di parole corrispondenti, in quanto la discrepanza risultante tra questi due processi cognitivi fornisce un indice quantitativo diretto del grado di automatizzazione della lettura. Analizzando la traiettoria evolutiva di questo fenomeno durante i primi cinque anni dell’acquisizione della lettura, è stato individuato quando si verifica il vantaggio della lettura sulla denominazione e come questo si incrementa negli anni. Dai risultati è emerso che nei normolettori si evidenzia un progressivo vantaggio della performance di lettura sulla denominazione grazie al continuo esercizio ed esposizione alla letto-scrittura, che costituisce un indice del grado di automatizzazione dei processi ad essa sottostanti. Nei soggetti dislessici la differenza tra i due compiti rimane stabile e, nonostante entrambi i processi risultino deficitari, indica la mancata automatizzazione dei processi di lettura. Questo indice di automatizzazione potrebbe costituire un utile strumento di previsione e valutazione delle capacità di lettura, breve e affidabile, con importanti applicazioni sia nella diagnosi che nella prognosi e nello studio degli effetti della riabilitazione.

ESPERIENZE

Serena De Luca

Uno studio per il potenziamento della lettura

DOI: 10.14605/DIS1511806

Il presente studio preliminare ha avuto la finalità di applicare su un campione di sei utenti dislessici, con disturbi evolutivi delle abilità scolastiche non specificate, con difficoltà di lettura e normolettori, in virtù delle differenti caratteristiche e difficoltà presenti nei bambini, una modalità di allenamento dei muscoli oculari, lavorando sulle saccadi e sui punti di fissità, sulla velocità di spostamento e di fermata degli occhi prima su schemi proposti e poi sul testo stesso. Le conclusioni hanno dimostrato che questo tipo di training determina un miglioramento sia delle prestazioni di lettura sia della comprensione del testo di bambini con difficoltà di lettura e con dislessia. Il miglioramento e l’accuratezza nella velocità dei movimenti da sinistra verso destra, ma anche dall’alto al basso (e viceversa), mediante esercizi mirati, infatti, hanno a loro volta delle ripercussioni positive sulle abilità di lettura, sulla capacità di comprensione del testo e sul numero di parole lette al minuto, determinando nel contempo una riduzione del numero di fissazioni e di regressioni. Inoltre, le abilità oculomotorie e quelle di comprensione sono entrambe dipendenti dall’attenzione: il loro allenamento, pertanto, richiede cura e occorre infine sottolineare non solo che il miglioramento dell’attenzione potenzia queste capacità, ma anche che i risultati derivanti dal training rendono più efficaci le capacità attentive.

RUBRICA

Stefano Calzolari Giulia Fronza

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Luisa Lopez

Rassegna internazionale