Giornale italiano di ricerca clinica applicativa

Direzione scientifica: Giacomo Stella e Enrico Savelli
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 15, n. 3, 2018

Indice

Orientamenti della ricerca

Ilaria De Dominicis, Enrico Ghidoni

Valutare il Disturbo Evolutivo dell’Apprendimento in bambini bilingui

Diagnosticare la dislessia in bambini bilingui pone dei problemi, data la possibile interferenza di fattori correlati alla scarsa conoscenza della seconda lingua in cui si esegue la valutazione. Poiché la dislessia è tipicamente caratterizzata da un deficit di processamento fonologico, è necessario avere strumenti capaci di valutare le abilità di lettura e di processamento fonologico, in modo indipendente dalle abilità linguistiche generali della seconda lingua e dagli anni di scolarizzazione ad essa. L’obiettivo di questo studio è verificare preliminarmente la validità del Copenhagen International Dyslexia Test – CIDT (Daugaard, Elbro e Gellert, 2010) su un campione monolingue e bilingue italiano. Il CIDT è un test dinamico di lettura, che valuta le abilità ad apprendere un codice di corrispondenza tra grafemi e fonemi. I partecipanti (ragazzi di 4a e 5a primaria) hanno appreso tre nuove lettere, e le hanno lette all’interno di nuove parole. Questo test dinamico è stato somministrato a 83 bambini bilingui e monolingui dell’Italia centrale. Il campione clinico era composto da 42 bambini con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento e il campione non clinico da 41 bambini normolettori. I risultati indicano che i bambini con diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento ottengono una prestazione peggiore al CIDT, se confrontati con il campione non clinico. Invece non sono emerse differenze significative tra i bambini bilingui e i monolingui. I risultati di questo studio indicano che il CIDT è un test discriminativo per i disturbi evolutivi specifici dell’apprendimento, indipendente dalle abilità linguistiche generali di una seconda lingua appresa.

Orientamenti della ricerca

Elena Catelani, Marina Paparusso

La produzione di non-parole e di parole nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

Le analisi mostrano che la capacità di produrre sia parole che non-parole tende ad aumentare con l’età in entrambi i campioni, evidenziando un’effettiva presenza dei processi di Ridescrizione Rappresentazionale (Karmiloff Smith, 1997) anche nello sviluppo del linguaggio. Inoltre, i due campioni differiscono significativamente nelle due variabili di studio; in particolare, la produzione di non-parole e la produzione di parole con fluenza fonemica risultano essere maggiormente carenti nei DSA.

Orientamenti della ricerca

Andrea Novelli, Joyce Oddo

Co-occorrenze emotivo-motivazionali correlate ai DSA in età evolutiva

La letteratura scientifica internazionale ha sempre dedicato poco spazio alla descrizione — basata sulle evidenze — del disagio psicologico che si verifica in soggetti con disturbi specifici dell’apprendimento. Esiste invece una recente produzione scientifica che si è occupata e si occupa di questi aspetti sottolineando la necessità di identificare e gestire adeguatamente la dislessia in età evolutiva. La rassegna di Mugnaini, Chelazzi e Romagnoli (2008) ha riassunto la notevole mole di studi svolta in questa direzione, anche se di fatto non è giunta a un’interpretazione conclusiva di come questi disagi potrebbero insorgere e poi evolvere. Nel contributo vengono proposte alcune ipotesi esplicative basate su due classici costrutti cognitivi: l’impotenza appresa di Seligman (1990) e l’autoefficacia percepita di Bandura (1997b).

Si sono comparati i dati del test in fase di entrata e del re-test in fase di uscita, dopo sei mesi di potenziamento. Si evidenziano miglioramenti sostanziali nei processi di letto-scrittura e rispetto al profilo emotivo-comportamentale.

Orientamenti della ricerca

Marco Maria Leonardi, Francesca Comito, Mirko Pensieri, Giuseppe D’Ales, Federica La Rosa

Training riabilitativo della lettura rivolto a soggetti dislessici dai 7 ai 13 anni

Questo contributo descrive uno studio di casi singoli, riferito a un training riabilitativo della capacità di decodifica e basato sul principio del trattamento sub-lessicale. Il campione è composto da 31 soggetti con diagnosi di dislessia dai 7 ai 13 anni, delle province di Caltanissetta, Catania, Trapani e Fermo. La durata del training è stata di tre mesi (ciclo unico), utilizzando due strumenti informatici WinABC® e Lettura Facilitata®. Al fine di osservare i cambiamenti nella lettura, si è attuato quanto suggerito nel PARCC della Consensus Conference e cioè che il cambiamento, oltre a essere riscontrato dagli indicatori normativi e a mantenersi al follow-up a sei mesi, deve rientrare all’interno di determinati «Criteri Clinici». Per soddisfare il criterio clinico si sono utilizzati questionari su scala Likert — rivolti ai soggetti sottoposti a training, ai genitori e agli insegnanti della scuola — atti a indagare i cambiamenti percepiti nella capacità di lettura e le relative ricadute sull’autonomia didattica. I risultati osservati sui soggetti alle prove standardizzate hanno messo in luce un incremento significativo delle prestazioni della lettura, mantenendosi anche ai follow-up con ricadute sull’autonomia didattica evidenziate dalle scale Likert.

È ormai noto come l’intervento logopedico sulle Competenze Metafonologiche in bambini con Disturbo Specifico del Linguaggio favorisca l’accesso al linguaggio scritto. Inoltre, secondo la letteratura recente, nell’era dei nativi digitali, utilizzare dispositivi tecnologici in supporto all’intervento tradizionale rende i bambini più collaborativi. Con questo lavoro si intende presentare una nuova app, Il castello delle parole, descrivendone gli aspetti innovativi e mostrandone l’utilità. All’utente vengono inizialmente presentati il percorso di gioco e l’obiettivo finale: attraversando il castello, in compagnia del mago Flick, il bambino deve raggiungere il drago sputafuoco e farlo addormentare. Lungo il percorso esercizi di metafonologia si alternano a divertenti minigames. La suddivisione degli esercizi in livelli di crescente difficoltà favorisce una migliore organizzazione dell’intervento e la condivisione degli obiettivi con genitori e insegnanti. Uno studio preliminare ha previsto la valutazione delle competenze metafonologiche di bambini con DSL dai 5 ai 6,7 anni prima e dopo un training specifico. L’intervento di tipo sperimentale, che ha previsto la combinazione di attività tradizionali con l’uso dell’app, ha coinvolto la metà dei partecipanti. Secondo i risultati, i bambini dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia inclusi nel gruppo sperimentale sono migliorati più rapidamente rispetto ai coetanei del gruppo di controllo.