Giornale italiano di ricerca clinica applicativa

Direzione scientifica: Giacomo Stella e Enrico Savelli
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 14, n. 1, 2017

Indice

Enrico Savelli Giacomo Stella

Editoriale

Esistono diverse forme di apprendimento; la psicologia e le neuroscienze negli ultimi anni hanno tentato di analizzare i meccanismi cognitivi e le basi neurali di diversi tipi di processi di apprendimento. Partendo dalla distinzione fra processi automatici e controllati, sono state proposte categorie dicotomiche dell’apprendimento. Le dicotomie tra processi espliciti (presenti alla coscienza) e impliciti (che avvengono senza consapevolezza del soggetto) oppure fra memoria dichiarativa (che può essere espressa verbalmente o in altra forma) e memoria procedurale (che si manifesta nell’esecuzione automatica di varie attività) tuttavia non sono in grado di spiegare tutta la complessità dei fenomeni dell’apprendimento e delle sue alterazioni. L’applicazione di queste categorie interpretative alle situazioni disfunzionali come i disturbi specifici di apprendimento è un elemento molto stimolante per la ricerca. In particolare la teoria del deficit procedurale o di automatizzazione è stata proposta come meccanismo alla base dei disturbi del neurosviluppo, e potrebbe costituire fonte di importanti ricadute sui processi educativi, nella prospettiva di una nuova disciplina di integrazione delle conoscenze fra neuroscienze, psicologia e scienze dell’educazione. Questa rassegna analizza una parte della vasta letteratura su questo tema, cercando di trarre considerazioni conclusive ma evidenziando anche le persistenti aree critiche relative ai rapporti dinamici fra le diverse forme di apprendimento, il loro diverso ruolo a seconda del tipo di materiali e di compiti (ad esempio linguaggio vs. lettura) e la persistente carenza di spiegazione dei passaggi intermedi nelle catene di eventi che portano al disturbo, aree che richiedono ulteriori ricerche.

Orientamenti della ricerca

Beatrice Capitelli Claudia Riva Angela Rezzonico Sergio Curti

L’apprendimento della letto-scrittura in contesti di insegnamento veicolare della lingua inglese

DOI: 10.14605/DIS1411702

Con il termine «insegnamento veicolare» si intende qualsiasi esperienza didattica che inserisca all’interno del curricolo un percorso di apprendimento disciplinare in una lingua diversa dalla lingua prima o dalla lingua ufficiale della scuola. Diversi genitori, ma anche alcuni insegnanti, sollevano tuttora delle perplessità, ritenendo che tale modalità didattica possa essere causa di difficoltà di apprendimento. Questo studio intende indagare in che modo l’esposizione all’inglese come lingua veicolare e la stimolazione ambientale influiscano sull’acquisizione delle abilità di lettura e di scrittura, considerando i parametri di velocità, correttezza e comprensione in lettura e correttezza in scrittura.

Orientamenti della ricerca

Veronica Marrocu Enrico Savelli

L’apprendimento della competenza ortografica secondo il modello di Ridescrizione Rappresentazionale

DOI: 10.14605/DIS1411703

L’abilità di scrittura è un processo complesso che, in generale, prevede l’applicazione di un’analisi uditivo/fonologica, la conoscenza di regole di conversione fonema/grafema, l’acquisizione di specifiche regole ortografiche e la messa in opera di schemi d’azione motori. L’acquisizione di queste abilità presuppone una serie di processi impliciti che diventano progressivamente sempre più espliciti e consapevoli. Basandoci sul Modello di Ridescrizione Rappresentazionale (RR) di Karmiloff-Smith, abbiamo cercato di capire se il processo RR entrasse in gioco anche nell’apprendimento della scrittura dei bambini, mettendo in evidenza quanto di implicito o di esplicito vi sia durante l’apprendimento di questa abilità e quanto un evolvere dell’automatizzazione della stessa coincidesse con un rilassamento di un’ipotetica rigidità del sistema delle fasi iniziali e dunque una progressiva capacità di manipolare volontariamente i processi. Nel nostro lavoro abbiamo somministrato delle prove di dettato di brano a 262 bambini frequentanti le classi prima, seconda, terza, quarta e quinta primaria, chiedendo loro di commettere volontariamente degli errori. Abbiamo poi fatto un’analisi cognitivo-linguistica degli errori volontari e spontanei di ogni bambino e un confronto fra le varie classi al fine di valutare l’andamento della flessibilità cognitiva e la sua relazione con l’automatizzazione dei processi. Dai risultati emerge un’effettiva presenza dei processi RR anche nell’evoluzione delle abilità di scrittura con possibile riscontro di rappresentazioni di differente livello a seconda della fascia d’età e del livello scolare raggiunto. Abbiamo dunque riscontrato che, in funzione dell’età, il sistema si rilassa e le rappresentazioni inerenti ai processi ortografici si svincolano dai vincoli presenti nelle prime fasi dell’apprendimento in cui una procedura sequenziale viene applicata rigidamente.

Orientamenti della ricerca

Monica Picasso Gian Marco Marzocchi

Il benessere scolastico, e non solo, nei bambini con disturbi specifici dell’apprendimento: una rassegna critica

DOI: 10.14605/DIS1411704

La rassegna di studi qui proposta intende effettuare un’indagine sulle ripercussioni che un disturbo specifico dell’apprendimento può avere sul benessere dell’individuo. Il punto di partenza è proprio quello di comprendere cosa l’individuo stesso reputa fondamentale per sentirsi soddisfatto della propria vita. L’area maggiormente colpita dal disturbo dell’apprendimento è risultata essere il benessere emotivo; per questo motivo è stato condotto un approfondimento al riguardo, indagando le difficoltà principalmente riscontrate dall’individuo e interrogandosi sulla possibilità che il disturbo stesso possa costituire un fattore di rischio per il benessere. Gli studi hanno inoltre evidenziato l’importanza della famiglia e del benessere familiare nel determinare il benessere dell’individuo con disturbo dell’apprendimento, a causa delle numerose influenze che i vari membri esercitano tra di loro.

Strumenti applicativi

Stefania Brotto Arturo Orsini Lina Pezzuti

La scala WISC-IV in un gruppo di bambini con DSA

DOI: 10.14605/DIS1411705

La versione italiana della Wechsler Intelligence Scale for Children − Fourth Edition (WISC-IV) è stata somministrata a un campione clinico di 51 bambini con diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento suddivisi in tre gruppi: 1) bambini che presentavano solo dislessia, 2) bambini con dislessia e altri disturbi (disortografia, disgrafia, discalculia) e 3) bambini senza dislessia ma con disortografia, disgrafia, discalculia. Tale campione è stato appaiato a un gruppo di controllo di 51 bambini, estratto dal campione di standardizzazione italiano della taratura italiana della WISC-IV. L’analisi delle differenze tra i tre gruppi clinici e il gruppo di controllo è stata eseguita considerando gli indici di base della WISC-IV (ICV, IRP, IML e IVE), quelli opzionali (IAG e ICC) e il QI totale, ed esaminando le differenze tra IAG e ICC. I risultati hanno mostrato che i due campioni DSA con dislessia hanno cadute significative rispetto al gruppo di controllo nell’IML, IVE, QI e ICC. Il campione con DSA senza dislessia si differenzia dagli altri due campioni clinici in quanto non presenta cadute nella Memoria di Lavoro. Inoltre, nei soggetti con dislessia si rilevano un Indice di Abilità Generale (IAG) più alto e un Indice di Competenza Cognitiva (ICC) più basso, rispetto al gruppo di controllo. I pazienti con una diagnosi senza la presenza di dislessia sembrerebbero più simili al campione di controllo.

Strumenti applicativi

Itala Riccardi Ripamonti Barbara Cividati Valentina Russo Alberto Zerbini Katia Federico

VCLA-Frasi – Valutazione delle Competenze Linguistiche Alte

DOI: 10.14605/DIS1411706

Il test VCLA-Frasi valuta quelle competenze linguistiche necessarie per affrontare le richieste della scuola secondaria, che possiamo definire alte. L’accresciuto numero di studenti, degli ultimi anni di scuola secondaria, segnalati alla clinica per difficoltà di apprendimento e che manifestano difficoltà nell’esposizione/comprensione del testo ha determinato l’esigenza di disporre di test che andassero a valutare difficoltà linguistiche che si evidenziano solo con l’aumentare delle richieste della scuola. È stato questo l’input che ha indotto gli autori del presente contributo a redigere e standardizzare un test di linguaggio che ha l’obiettivo di evidenziare eventuali limiti nelle competenze linguistiche e, in particolare, nell’integrazione delle stesse con le competenze logico-verbali. Il test è stato somministrato a 237 soggetti normolettori della scuola secondaria di primo grado e a 182 studenti della scuola secondaria di secondo grado (primo e secondo anno). Questi dati sono stati confrontati con quelli ottenuti somministrando il test a un gruppo di 98 dislessici della scuola secondaria di primo grado e 22 della scuola secondaria di secondo grado (primo e secondo anno). Dall’analisi statistica è emersa una differenza significativa tra il gruppo di controllo e quello clinico, evidenziando competenze linguistiche carenti tra i dislessici testati. Le informazioni raccolte danno un valore aggiunto nel diagnosticare e nell’indirizzare la riabilitazione e il lavoro scolastico nei ragazzi con DSA della scuola secondaria, come si evince dai casi che verranno presentati.

ESPERIENZE

Arcangela Carli Donatella Palmieri Roberto Paolucci Italia Pietrangelo

Il Piano Didattico Personalizzato tra clinica, didattica e applicazione

DOI: 10.14605/DIS1411707

Questo studio è nato dall’esigenza di verificare i dubbi espressi dai genitori della sezione AID di Pescara in merito all’effettiva applicazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP), fondamento della legge 170/2010. I genitori sostenevano che «era ben redatto, ma poi la maggior parte degli insegnanti non vi si atteneva nonostante l’attenta partecipazione alla stesura». Lo studio ha considerato il processo di costruzione e di concretizzazione del PDP, a partire dall’analisi delle indicazioni contenute nella diagnosi e nel PDP, dal loro confronto e dalle informazioni fornite dai questionari, a cui sono stati sottoposti i 26 soggetti del campione, sull’uso degli strumenti previsti. Questo lavoro ci ha permesso di esplorare le garanzie e i limiti che si accompagnano alla concreta attuazione del Piano Didattico Personalizzato e di avvalorare i dubbi manifestati dai genitori.

RUBRICA

Stefano Calzolari Giulia Fronza

Eventi e notizie dall’Italia