Giornale italiano di ricerca clinica applicativa

Direzione scientifica: Giacomo Stella e Enrico Savelli
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 14, n. 3, 2017

Indice

Enrico Savelli Giacomo Stella

Editoriale

La presente ricerca nasce con l’obiettivo di realizzare un’indagine sul territorio, con lo scopo di approfondire i profili clinici di un campione di 68 utenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), diagnosticati nell’anno 2015-2016, presso un Centro di diagnosi e trattamento del Basso Salento, esaminando l’espressività di questi disturbi in età evolutiva, ricavando un tracciato della complessità dei quadri clinici, nel tentativo di realizzare un confronto con le principali teorie proposte dalla letteratura degli ultimi anni che hanno enfatizzato gli aspetti comuni sottostanti a questi disturbi o, al contrario, sottolineato le differenze di caso in caso. Le dimensioni indagate sono state: l’età media della prima diagnosi, il quadro anamnestico dei soggetti, il rapporto di frequenza tra i DSA in sede di diagnosi e analisi delle aree maggiormente compromesse nelle prestazioni, analisi delle situazioni in comorbilità omotipica ed eterotipica. I risultati sottolineano l’importanza di uno studio integrato di questi disturbi data l’eterogeneità dei profili clinici emersi.

Orientamenti della ricerca

Angela Pasqualotto Laura Fattorelli Paola Venuti

Dislessia e disortografia: l’individuazione di prerequisiti trasversali attraverso attività di screening delle abilità di letto-scrittura

DOI: 10.14605/DIS1431702

Il presente studio descrive un’esperienza longitudinale di screening condotta in diverse scuole della provincia di Trento. L’obiettivo di questo lavoro è stato indagare se esistano delle capacità in cui i soggetti «a rischio» di dislessia e disortografia si discostino significativamente dai coetanei con capacità di letto-scrittura pienamente nella norma. Si è voluto, inoltre, verificare l’esistenza di eventuali nessi causali tra le abilità testate all’inizio della scuola primaria e le prestazioni nei compiti di letto-scrittura rilevate al termine del primo anno di scuola primaria. Un gruppo di 219 bambini è stato sottoposto a una batteria di test al fine di valutare diverse capacità ritenute dei buoni predittori di possibili disturbi di apprendimento. Inoltre, mediante modelli di regressione lineare sono state indagate le abilità sottostanti alle capacità di apprendere a leggere e scrivere in modo efficiente. Sono state anche verificate le relazioni esistenti tra prerequisiti e prestazioni nei compiti di letto-scrittura in soggetti «a rischio dislessia» e soggetti «a rischio disortografia». I risultati hanno indicato un ruolo della consapevolezza metafonologica, della capacità di denominazione, dei meccanismi visuo-attentivi e della velocità di processamento. Complessivamente, questi risultati sembrano confermare l’importanza di inquadrare i disturbi dell’apprendimento in un’ottica multifattoriale.

Orientamenti della ricerca

Nunzia Losito Claudia Zamperlin Martina Massini Enrico Toffalini

Abilità di lettura e competenza grammaticale in latino in studenti di scuola secondaria di secondo grado con diagnosi di dislessia

DOI: 10.14605/DIS1431703

Nel 2014 abbiamo pubblicato una nuova batteria, composta da due nuove prove di lettura in lingua latina e una prova di grammatica latina, costruite e standardizzate con lo scopo di arricchire l’apparato testistico disponibile per la valutazione dell’abilità di lettura in studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Abbiamo infatti ritenuto importante poter indagare in modo più completo e approfondito gli apprendimenti e, nello specifico, l’apprendimento del latino — considerabile come una lingua straniera (L2) — di studenti della scuola secondaria di secondo grado. La prova era proposta anche per considerare il caso di studenti con dislessia le cui difficoltà con l’apprendimento di lingue vive straniere sono già state documentate. Il latino appare infatti una lingua che per certi versi può costituire una fonte di difficoltà particolare per i numerosi studenti con dislessia che affrontano il liceo, dal momento che è completamente basato sulla lingua scritta. Questa ipotesi è stata confermata nel presente studio attraverso la valutazione delle abilità di lettura di parole e non parole di 32 studenti con dislessia. Le difficoltà con il latino sembrano simili a quelle che si riscontrano con l’italiano e non sono mitigate sostanzialmente dal ricorso alla conoscenza grammaticale, che appare comunque meno compromessa.

SEZIONE STRUMENTI APPLICATIVI

Damiano Angelini Caterina Barletta-Rodolfi Alessandra Manassero Mavi Lodoli Federico Gasparini Alessandro Marti Enrico Ghidoni

Dati normativi per gli adulti nelle prove classiche di letto-scrittura

DOI: 10.14605/DIS1431704

In questo articolo presentiamo i dati normativi per soggetti adulti per le prove classiche di letto-scrittura maggiormente usate in età evolutiva (lettura di liste di parole, non parole e brano) per una prova di confronto di allografi, una prova di comprensione di brano e una prova di scrittura di non parole. I dati sono stati raccolti su 403 soggetti, di età compresa fra 18 e 54 anni, con tre livelli di scolarità (5-8 anni, 9-13, >13). Le prestazioni delle diverse prove sono molto sensibili al livello di scolarità, mentre l’effetto dell’età è scarso. Sono presentati i valori normativi sia per le varie combinazioni di età e scolarità, sia considerando solo la scolarità. Le soglie di normalità sono riportate come 2 o 1,5 deviazioni standard oppure 5° o 10° centile per i punteggi con distribuzione non normale. L’utilizzo di questi dati permette di effettuare il confronto diretto con le prestazioni dello stesso soggetto in età evolutiva, delineando la traiettoria di sviluppo delle abilità di lettura.

SEZIONE STRUMENTI APPLICATIVI

Massimo Ciuffo Massimo Ingrassia Antonio Milanese Maria Venuti Ausilia Alquino Alice Baradello Eva Germanò Giacomo Stella Antonella Gagliano

A quale velocità leggiamo nella mente? Traiettorie evolutive della velocità di lettura silente

DOI: 10.14605/DIS1431705

The present research is aimed to measure the silent reading speed in a sample of proficient students, assessed by an original silent reading fluency task, based on behavioural indicators of the silent reading speed. A total of 180 high school and university skilled students (age range 14-23 years) have been assessed using 3 tasks aimed to evaluate the oral reading speed (lists of words, lists of pseudowords and narrative text) and one task aimed to measure the silent reading speed. The average silent reading speed in our sample was 12.5 syllables per second, almost double than the oral reading speed rate. The silent reading speed increased from 8.9 to 12.67 syllables/sec from the first year of high school (ninth grade) to the fifth year of University. Conversely, the oral reading speed unchanged for the entire academic course. This study highlights the importance of including both silent and oral reading modes in the assessment of the older students and young adults.

SEZIONE STRUMENTI APPLICATIVI

Valentina Dazzi Alice Guardigli Giuseppe Pellegrino Niccolò Rovatti

Campus Inglese: tecnologia, innovazione ed esperienza per un approccio inedito alla lingua inglese per DSA

DOI: 10.14605/DIS1431706

Dal 2005 si svolge nella Repubblica di San Marino il Campus sulla lingua inglese per ragazzi italiani con dislessia. Il Campus ha una connotazione residenziale: i ragazzi, oltre a lavorare in aula informatica e a partecipare ad attività in lingua inglese, sono immersi in una situazione di confronto, scambio e condivisione. Si svolgono attività in aula informatica per far conoscere strumenti che permettono di eseguire i compiti in maniera consona alle loro caratteristiche, fare scoprire quali possano essere le strategie adeguate, perché possano migliorare l’autonomia nello studio. Inoltre, vengono proposte situazioni «in lingua» nelle quali i partecipanti devono comunicare in inglese, in forma di gioco, senza nessuna valutazione formale: l’obiettivo è quello di fare esperienza di comunicazione efficace in inglese. Altrettanto importante è la gestione delle attività «extra aula», che viene affidata a una figura professionale che deve agevolare il confronto tra i ragazzi. In tutti i momenti del Campus si mantiene un clima accogliente e non giudicante, in modo che i partecipanti si sentano liberi di esprimere le loro idee e confrontarsi anche rispetto alle proprie situazioni personali e scolastiche.

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