Giornale italiano di ricerca clinica applicativa

Direzione scientifica: Giacomo Stella e Enrico Savelli
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 14, n. 2, 2017

Indice

Giacomo Stella Enrico Savelli

Editoriale

Orientamenti della ricerca

Chiara Straccamore Elisabetta Morelli Cesare Cornoldi

Il contributo delle abilità ortografiche e di grafismo alla qualità dei testi scritti da adolescenti

DOI: 10.14605/DIS1421701

È stato ipotizzato che, per quanto apparentemente indipendenti, i tre aspetti principali della scrittura (grafismo, competenza ortografica e capacità di produzione scritta) siano relati: in particolare il bambino che deve ancora automatizzare la strumentalità e non scrive in maniera fluente e ortograficamente corretta produrrebbe testi qualitativamente meno buoni. Questo aspetto non era però stato finora indagato sistematicamente con gli adolescenti. Lo studio, utilizzando i dati raccolti per la standardizzazione delle Prove MT Avanzate-3-Clinica (Cornoldi, Pra Baldi e Giofrè, 2017) su 3.122 studenti frequentanti il biennio di scuola secondaria di secondo grado, esamina il problema della relazione tra le diverse componenti del processo di scrittura. Attraverso procedure di correlazione e regressione multipla si è potuto vedere che un contributo non alto, ma significativo, alla qualità della produzione scritta è effettivamente dato dalle variabili ortografiche, mentre il contributo della velocità grafo-motoria è ridotto. Qualità del grafismo e del testo nella prova di espressione scritta risultano però correlate. Nel presente lavoro viene infine proposto un nuovo indice di Correttezza Ortografica Lessicale, ottenuto sottraendo al numero di errori fatti nel dettato di parole quello nel dettato di non-parole. L’indice appare correlato con la qualità dell’espressione scritta.

Orientamenti della ricerca

Valerio Corsi Barbara Bacocco Francesca D’Antonis Alessandra Onofri Francesca Tonelli Gloria Cannici Giorgia Millucci Federica Terrinoni

Disturbi Specifici di Apprendimento e benessere scolastico

DOI: 10.14605/DIS1421702

L’articolo presenta i risultati di un’indagine che ha avuto il duplice obiettivo di rilevare l’incidenza di alunni con Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) — quelli già certificati e quelli non ancora riconosciuti — e verificare lo stato di benessere educativo dei bambini con DSA in un Istituto Comprensivo (IC) di Roma. Lo studio ha coinvolto complessivamente 472 bambini e bambine delle classi III, IV e V, che sono stati tutti sottoposti a uno screening per l’individuazione di DSA; di questi, 226 appartenenti alle classi quarta e quinta hanno risposto a un questionario per la rilevazione dei livelli di benessere educativo a scuola. Attraverso uno screening per il riconoscimento di Disturbi Specifici di Apprendimento e la successiva valutazione diagnostica dei casi sospetti, abbiamo rilevato un’incidenza di bambini con DSA del 9,7%; di questi, circa il 2% era composto da bambini il cui disturbo non era ancora stato riconosciuto prima del nostro intervento. Successivamente, con l’obiettivo di avere informazioni relative al benessere educativo percepito dagli alunni, ai 226 bambini di due delle tre scuole primarie che hanno partecipato allo studio è stato somministrato un questionario sul benessere scolastico (Antonova, Chumakova e Stanzione, 2016), che ha messo in evidenza alcune situazioni di disagio vissute dai bambini con DSA. I risultati mostrano in generale un buon livello di benessere ma, in particolare in una delle due scuole dell’Istituto, si è evidenziata una significativa differenza tra i bambini certificati DSA e quelli a «sviluppo tipico» su come si sentono a scuola. I bambini con DSA mostrano, infatti, maggiori ansia da valutazione, ansia aspecifica e ansia da esclusione.

L’esperienza clinica mostra che per una notevole percentuale di bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento è sufficiente ricevere una diagnosi chiara accompagnata da una adeguata spiegazione rispetto alle cause del disturbo e alle metodologie per bypassare il problema. Altre volte invece la presenza di un disturbo di apprendimento può essere una circostanza che si accompagna a grandi sofferenze emotive nell’infanzia e, in tal senso, può concorrere a determinare una deviazione patologica dello sviluppo, soprattutto se coesistono anche altri fattori di vulnerabilità nella storia del soggetto (Luci e Ruggerini, 2010). Altre volte ancora, a seguito della diagnosi, i bambini devono intraprendere dei percorsi logopedici e/o riabilitativi che richiedono molti sforzi e questo può concorrere a produrre ulteriore malessere, soprattutto se gli obiettivi del trattamento non vengono condivisi e se non si pone attenzione agli aspetti motivazionali. Nei casi dei bambini più grandi (scuola secondaria) o con disturbo più severo, si sceglie di bypassare il problema di automatizzazione impostando un lavoro per familiarizzare con gli strumenti compensativi (Shavelson, Hubner e Stanton, 1976). In tutti questi casi alcune tecniche mutuate dall’approccio cognitivo-comportamentale possono venire in aiuto. Il presente lavoro si propone di fornire alcuni esempi di applicazione delle stesse, in ambito DSA.

L’obiettivo del presente articolo è quello di porre l’attenzione del lettore sull’utilizzo «mobile» di iTunesU e del modello «USiena» come futuri strumenti compensativi. Partendo dalle teorie sull’apprendimento multimediale, è stato progettato un modello di corso mobile (modello «USiena») ed è stato utilizzato il metodo sperimentale per effettuare uno «studio pilota» con 32 studenti dislessici. Lo scopo della sperimentazione era di indagare in che modo iTunesU in associazione al modello «USiena» siano in grado di influenzare l’apprendimento. L’ipotesi sperimentale era che la soluzione progettuale proposta avrebbe favorito la trasmissione dei contenuti rispetto al «libro parlato» (assimilabile a un modello definito nell’articolo «Solo audio»), proponendosi (iTunesU e modello «USiena») come un possibile strumento compensativo del futuro. Sono stati prodotti due contenuti video utilizzando il modello «USiena», sono stati registrati due contenuti audio ed è stato comparato il livello di apprendimento («USiena» vs. «Solo audio»). I risultati ottenuti hanno confermato l’ipotesi sperimentale.

La ricerca presentata in questo contributo si sviluppa da tre questionari condotti nel 2015, uno dei quali in collaborazione con AIRIPA (Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento), al fine di studiare da una parte i servizi offerti agli studenti con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) dalle Università e dalle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) del Veneto e dall’altra la conoscenza da parte degli studenti maggiorenni con DSA della Certificazione Diagnostica, del profilo di funzionamento e della normativa vigente. Le risposte ai questionari possono fornire spunti per migliorare, eventualmente modificare e rendere più visibili le attività promosse dal sistema universitario per garantire il diritto allo studio agli studenti con DSA.

esperienze

Alessandra Landini Ilaria Orlandelli Eleonora Furia

Screening DSA: considerazioni sulle ricadute del progetto di rete Scuola-AUSL nel territorio della Val d’Enza

DOI: 10.14605/DIS1421706

Scopo di questo lavoro è portare alla luce quali sono stati gli effetti della creazione di un progetto di rete che ha messo in relazione la scuola e l’AUSL in un’area dell’Emilia-Romagna. Partendo dall’analisi degli obiettivi e delle metodologie del progetto «Formazione per un corretto approccio alla letto-scrittura in classe prima: didattica inclusiva per difficoltà o ritardi nell’apprendimento», si sono evidenziati alcuni assi portanti che hanno condotto all’ideazione di un primo protocollo di valutazione: in particolare si è indagata l’opportunità per gli insegnanti di formarsi sulla più moderna letteratura scientifica riguardo all’apprendimento della letto-scrittura e di avvicinarsi alle tematiche dei DSA, in affiancamento con gli esperti della Neuropsichiatria Infantile. Inoltre attraverso la valutazione del Progetto stesso, tramite Questionario strutturato, l’analisi ha permesso di anticipare possibilità future di collegamento e collaborazione tra i due ordini di scuola coinvolti e l’AUSL. La sintesi, operata dagli operatori del Dipartimento di Neuropsichiatria infantile e dalla figura di Funzione strumentale DSA, tenterà di dare uno sguardo analitico sulla valenza metodologico-didattica di questo approccio nel nostro territorio. In particolare il lavoro si propone di evidenziare il ruolo decisivo del costruirsi di una rete dove l’apporto di condivisione e di competenza organizzativa dei dirigenti e degli attori coinvolti si interseca con la possibilità diventata tangibile di «comunicazione» diretta e funzionale tra scuola e AUSL.

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