TEORIE, RICERCHE, PRATICHE

Andrea Canevaro, Antonio Genovese, Miriam Traversi (fondatori della rivista)
Stefania Lorenzini, Federica Tarabusi (coordinamento scientifico)
Periodicità: maggio, novembre

Vol. 17, n. 1, maggio 2019

Indice

Numero monografico Educazione Interculturale vol. 17 n. 1 (2019): Formare gli insegnanti per una scuola democratica e interculturale. L’esperienza dei Master universitari “Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali" (a cura di Bolognesi I.)

Riflessioni e teorie

Massimiliano Fiorucci, Lisa Stillo

La formazione interculturale degli insegnanti tra esperienze, saperi e ricerca sul campo

DOI: 10.14605/EI1621901
Full text (PDF)

Il presente contributo mira ad approfondire il tema della formazione interculturale degli insegnanti avvalendosi dell’integrazione di aspetti teorici, esperienza pratica e ricerca empirica. Nella realtà multiculturale e complessa la formazione sui temi legati alla diversità diviene fondamento irrinunciabile per il pieno sviluppo delle competenze necessarie ad affrontare le sfide attuali. La formazione interculturale, infatti, nella pratica rischia spesso di essere banalizzata, tradotta in maniera confusa e distorta. Per tale ragione, oltre ad elementi più teorici, all’interno di questo contributo si è scelto di presentare un’esperienza formativa sui temi della multiculturalità appena conclusa, e alcuni dati di una ricerca empirica sull’educazione interculturale e la formazione docente. Tali aspetti, più vicini alla realtà osservabile, possono essere utili a un’analisi più completa e approfondita rispetto ai temi dell’intercultura e della formazione docenti.

The aim of this paper is to deepen the theme of intercultural teacher training through the integration of theoretical aspects, practical experience and empirical research. In a multicultural and complex reality, training on diversity becomes an indispensable foundation for the development of the skills needed to face current challenges. In fact, intercultural training often risks being trivialised or translated in a confused and distorted way. For this reason, in addition to more theoretical elements, we have chosen to present in this paper a recently concluded training experience on the themes of multiculturalism, and data from empirical research on intercultural education and teacher training. These aspects, closer to observable reality, may be useful for a more complete and in-depth analysis regarding interculturalism and teacher training.

L’articolo entra nel tema della formazione interculturale degli insegnanti, assumendo il punto di vista della pedagogia della decostruzione. Le rappresentazioni sociali sui migranti così come anche le teorie ingenue che accompagnano la visione delle altre culture rappresentano spesso nel lavoro interculturale un ostacolo che rischia di orientare le pratiche e le conoscenze su pericolosi equivoci e di produrre, anziché decostruire, stereotipi e pregiudizi. Il primo passo da compiere è dunque quello di portare i docenti a un alto livello di consapevolezza su quanto le azioni educative possano risentire di atteggiamenti che si costruiscono dentro una conoscenza del sociale troppo ancorata al senso comune e alle rappresentazioni sociali veicolate dai media. Rivolgendosi soprattutto ai formatori, l’articolo contiene anche alcune attività da proporre nella formazione iniziale e continua dei docenti.

This article deals with the theme of intercultural teacher training, taking the point of view of pedagogy of deconstruction. Social representations on migrants as well as naive theories that accompany the vision of other cultures often prove to be an obstacle in intercultural work, which risks orienting practices and knowledge towards dangerous misunderstandings, and producing, rather than deconstructing, stereotypes and prejudices. The first step is therefore to bring teachers to a high level of awareness of how educational actions can be affected by attitudes that are built into social awareness, which is too anchored to common beliefs and social representations conveyed by the media. Targeting above all trainers, the article also contains a series of activities which can be proposed during initial and ongoing teacher training.

L’articolo introduce le principali caratteristiche del contesto e le scelte di contenuto e di struttura del Master in Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali, attivato presso il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia in funzione della formazione di insegnanti e dirigenti scolastici. Da un lato, argomenta sul conoscere per progettare in prospettiva pedagogica e didattica nella reciprocità tra fattori sociali, culturali e psicologici e in funzione del passaggio dalla multicultura, all’intercultura e alla transcultura. Dall’altro lato, si concentra su famiglia e scuola, ritenendo la famiglia il principale osservatorio e progetto della migrazione e la lingua e il lavoro i principali mezzi di integrazione e inclusione culturale e sociale.

This paper introduces the main features of the local context and choices related to the structure and content of the Master’s degree in School organisation and management in multicultural contexts offered by the Department of Education and Human Sciences of the University of Modena and Reggio Emilia, in order to train teachers and head teachers. On the one hand, it refers to pedagogical and didactical knowledge and planning, focusing on the reciprocity between social, cultural and psychological factors and taking into account the transition between multiculturalism, interculturalism and transculturalism. On the other hand, it alludes to the family and the school, considering the family as the primary observatory and project of migratory processes and language and work as the main mediums of integration and inclusion.

Tra le competenze richieste da contesti scolastici plurali in cui la multiculturalità si presenta secondo caratteristiche diverse (culturali, sociologiche, valoriali, pratiche), occupa un posto di rilievo la capacità di acquisire una postura di ricerca che riduca la distanza tra teoria e prassi, favorisca la riflessione sull’esperienza ed elevi la pratica educativa e didattica a oggetto di analisi sistematica e rigorosa per creare spazi di apprendimento interculturali. Nell’articolo, facendo riferimento all’esperienza del “Master in Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali” (Bando FAMI) attivato all’Università di Milano-Bicocca, approfondiremo il modello della ricerca-azione come dispositivo formativo che incoraggia il “pensare con metodo” e la “logica dell’indagine” come competenze interculturali chiave per la gestione della complessità della vita quotidiana a scuola.

Among the skills required by plural school contexts in which multiculturalism presents itself with different characteristics (characteristics related to culture sociology, values and practices), the ability to adopt a research posture that reduces the distance between theory and practice, fosters reflection on experience and raises the educational and didactic practice to subject of systematic and rigorous analysis, in order to create intercultural learning spaces, is of particular importance. In this article, which refers to the Master’s experience in “School organisation and management in multicultural contexts” at the University of Milan-Bicocca (funded by FAMI), we will analyse in-depth the research-action model as a training device that encourages “thinking methodically” and “using logic of inquiry” as key intercultural competences for facing the complexity of daily life at school.

La pedagogia interculturale considera il processo riflessivo una componente essenziale per lo sviluppo delle competenze interculturali, perché grazie all’assunzione della postura riflessiva l’insegnante può diventare capace di partecipare alla formazione di un pensiero interculturale in sé e negli alunni, e alla costruzione di spazi di incontro e di dialogo a scuola. Il contributo presenta un approfondimento sul tirocinio degli insegnanti in servizio attuato all’Università di Bologna con il Master “Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali”, e si articola in una prima parte descrittiva relativa all’organizzazione dell’intera formazione e in una seconda in cui sono analizzate le fasi in cui gli insegnanti sono stati condotti a costruire insieme riflessioni sulle prassi attuate a scuola.

Intercultural pedagogy values the reflective process as an essential factor in the achievement of intercultural skills. From a reflective standpoint, teachers participate in the conception of an intercultural thought both in themselves and in their students, and also in the creation of spaces for encounters and dialogue at school. This paper analyses the in-service teacher training programme arranged by the University of Bologna with the Master’s in “School organisation and management in multicultural contexts”. The course is divided into a first descriptive section regarding the structure of the entire training programme, and a second part analysing the steps teachers took to co-create reflections about praxes at school.

Questo lavoro presenta i dati per l’indagine di contesto del project work, che hanno messo in discussione la percezione di sé della comunità educante del Convitto “Cotugno” dell’Aquila. Sono stati rilevati attraverso due strumenti complementari: una ricerca negli archivi della Segreteria studenti, per descrivere l’effettiva composizione dell’utenza dei licei del Convitto (Classico, Linguistico, Scienze Umane, Economico Sociale, Musicale) e tre questionari, identici nei contenuti, proposti ai docenti, agli studenti e ai genitori. Lo scopo era rilevare l’atteggiamento nei confronti dei migranti e la competenza interculturale dei diversi attori. Dall’incrocio dei dati delle risposte con la realtà effettiva descritta dai dati della segreteria è emersa una contraddizione significativa: la comunità educante continuava a rappresentare se stessa secondo schemi non più compatibili con la realtà dei fatti. Si è rivelato necessario perciò prevedere una revisione delle pratiche per gli studenti di origine straniera, presenti nella comunità in maniera più importante di quanto effettivamente percepito. La costituzione di un gruppo di lavoro di docenti per la predisposizione di nuovi strumenti di accoglienza e didattici –ricerca-azione proposta – è ancora in fase di avvio.

This paper discusses the project work context data which called into question the self-perception of the Convitto Cotugno school community. The data was collected in two different ways: the real composition of the school population comes from searching the archives in the student administration office; the Cotugno community’s perception of migrants comes from answers to questionnaires given to students, parents and teachers. The aim of the questionnaire was finding out the attitudes of the Cotugno community towards migrants and understanding if its members have any intercultural competences. An important contradiction has emerged from the comparison between data about the composition of the school population and data from the questionnaire answers: for years the Cotugno community has had the self-perception that it is incompatible with the real presence of foreign students. It will therefore be necessary to change welcoming and didactic practices in order to give migrant pupils what they need. A work group of teachers to realise inclusive and intercultural didactic is going to be constituted, as proposed by the action-research project.

La presenza crescente nella scuola italiana di alunni stranieri di seconda generazione, portatori di culture plurali, rende necessaria la revisione in prospettiva interculturale dei curricoli. Il presente contributo riguarda un’esperienza di revisione del curricolo di storia delle classi di scuola secondaria di I grado avviata in una scuola romana. Il gruppo di lavoro ha condotto una ricerca-azione, con l’obiettivo di sperimentare la didattica interculturale della storia. Gli insegnanti hanno lavorato alla progettazione di alcuni moduli di apprendimento, nei quali si sono sperimentati il metodo della visione al plurale della storia e quello decostruttivo. Il lavoro ha portato alla creazione di una rete di docenti impegnati nella sperimentazione didattica e ha prodotto un notevole incremento di conoscenze condivise in materia di educazione interculturale. Nella parte finale del testo si è proposto un confronto provvisorio tra l’attuale curricolo della classe prima e la sua riscrittura, nella quale costituisce un elemento di novità l’introduzione di una serie di competenze interculturali, alcune delle quali riguardanti la disciplina, altre trasversali.

The growing presence in Italian schools of second-generation, multi-cultural immigrant children makes it necessary to revise the curriculum to embrace an intercultural perspective. This paper is dedicated to revising the history curriculum in the lower secondary school classes of a school in the city of Rome. The work group conducted an action-research project. The aim of the research was to explore teaching history from an intercultural perspective. The teachers worked to create various educational units that were then used to experiment a method that views history in a plural and deconstructive manner. The project has led to the creation of a network of educators engaged in pedagogical experimentation and has produced a significant increase in shared knowledge in the field of intercultural education. The final part of the paper is a comparison between the current, established curriculum of the school in question and its revised version, which contains a series of new elements regarding both history and cross-curricular subjects.

Dall’analisi dei PEI e dei PDF di ragazzi disabili figli di migranti emerge l’assenza di riferimenti alle biografie culturali, alle competenze linguistiche, ai modelli di genitorialità o alle rappresentazioni che le famiglie hanno della disabilità. Il questionario e le interviste somministrati ai docenti specializzati confermano un agito pedagogico-didattico poco incline a riconoscere la specificità dei bisogni degli studenti disabili che provengono da contesti migratori. La ricerca, pertanto, si è articolata lungo due piani di lavoro: il primo, incentrato sulla realizzazione di un’indagine di carattere esplorativo sulla rappresentazione sociale dei ragazzi disabili figli di migranti nei docenti specializzati; il secondo, incentrato sull’individuazione di linee guida e strumenti che potessero migliorare le pratiche inclusive e intercettare i bisogni formativi dei ragazzi disabili provenienti da contesti migratori. Sono stati pertanto realizzati un protocollo di accoglienza, che prevede il lavoro congiunto del docente specializzato, del coordinatore di classe, del mediatore culturale e del docente funzione strumentale Intercultura sin dalla fase di inserimento dell’alunno nella struttura scolastica, e una scheda di anamnesi transculturale per raccogliere informazioni sul contesto della migrazione, sulle competenze linguistiche e, più in generale, sulla biografia culturale.

The analysis of the IEPs and PDPs of disabled children with migrant backgrounds shows the absence of references to cultural biographies, linguistic skills, models of parenting or representations that families have of disability. The questionnaire and interviews to special needs teachers confirm pedagogical-didactic action which is not inclined to recognise the specificity of the needs of disabled pupils with migrant backgrounds. This research was therefore articulated along two work plans: the first focused on the realisation of an exploratory survey on the social representation of disabled pupils with migrant backgrounds in special needs teachers; the second focused on the identification of guidelines and tools to improve inclusive practices and intercept the training needs of disabled children from migrant backgrounds. A reception protocol has thus been created, which involves the joint work of specialised teachers, cultural mediators and intercultural education teachers right from the pupil’s admission to school, and a transcultural anamnesis card to collect information on the context of migration, language skills and, more generally, on cultural biography.

La ricerca-azione presentata in questo articolo si è sviluppata in riferimento al seguente tema di interesse-criticità: la rilevante presenza di alunni migranti negli Istituti Professionali come può essere conosciuta nelle sue specificità al fine di progettare azioni efficaci di integrazione per prevenire l'abbandono e l'insuccesso scolastico? La prima fase di ricerca-azione si è sviluppata attraverso un’indagine esplorativa realizzata mediante il questionario “Chi Sei? Cosa pensi? Tra vissuto e prospettive...”. Dall'analisi dei dati emersi dal questionario somministrato a 626 studenti del primo biennio di due Istituti Professionali di Modena sono state individuate le aree di intervento (in tema di stereotipi, pregiudizi, hate speech) intorno alle quali sono state realizzate specifiche attività didattiche in due classi (n. 50 studenti). L'ascolto delle risposte degli alunni rispetto alle attività realizzate (visione di video, debate, laboratorio narrativo) e l'analisi dei dati relativi a una seconda somministrazione di una parte del questionario iniziale hanno messo in evidenza elementi di cambiamento negli studenti coinvolti. Il percorso di ricerca-azione realizzato ha evidenziato altresì che i contenuti teorici, i laboratori e gli incontri con il gruppo di ricerca del Master hanno rappresentato la necessaria condizione di realizzazione, monitoraggio e valutazione del presente progetto di inclusione di alunni migranti.

The action-research presented below was developed around the following theme: how can the significant presence of migrant children in Professional Institutes be studied in depth in order to develop effective actions of integration and prevent early school leaving and scholastic failure? The first phase of research-action was developed through a fact-finding study, using the survey “Who are you? What do you think? From life experiences to different points of view...”. Intervention areas (such as stereotypes, prejudices, hate speech) were identified through analysis of the data taken from the survey, which was administered to 626 pupils attending the first two years of two Professional Institutes. Elements of change in the pupils involved were identified by listening to responses from students and analysing the data from a second administration of part of the survey. The research-action project was necessarily developed, monitored and evaluated using theoretical content, labs and meetings with the Master’s research group.

Presenze ormai consolidate in una popolazione scolastica definitivamente e stabilmente multiculturale, i ragazzi e le ragazze con origini straniere hanno provocato una profonda ridefinizione nelle modalità di organizzare la didattica e gestire le relazioni nel gruppo-classe, ponendo importanti elementi di novità e istanze di integrazione non ancora completamente risolte. Le opere di narrativa scritte da autori di origine migrante, in molti casi contenenti elementi autobiografici, possono essere messe al centro di attività che offrano agli alunni opportunità di rispecchiamento, riflessione e condivisione. Il progetto qui presentato, realizzato in alcune classi di un istituto di istruzione superiore nella provincia di Modena, ha utilizzato la letteratura migrante come strumento al contempo di indagine e didattico, stimolo da cui sono scaturite discussioni che hanno permesso ai ragazzi e alle ragazze di origine straniera di raccontare i propri vissuti, convinzioni e punti di vista in merito alla loro condizione di persone con molteplici appartenenze e riferimenti culturali e identitari.

By now consolidated presences in a multicultural school population, boys and girls with foreign origins have caused a profound redefinition in the ways of organising teaching and managing relationships in the class, generating significant innovation and instances of integration, which have not yet been completely resolved. Narrative works written by authors of migrant origin, in many cases containing autobiographical elements, can be placed at the centre of activities that offer opportunities for reflection and sharing. The project presented here, carried out in several classes of a higher education institution in the province of Modena, has used migrant literature as a tool for teaching and investigation, as a stimulus for discussions that have allowed pupils with foreign origins to recount their experiences, beliefs and points of view regarding their condition as people with multiple belongings and cultural and identity roots.

Questo lavoro presenta un project work, svolto in un Istituto Professionale della periferia di Milano durante l’a.s. 2017-18, relativo agli adolescenti con background migratorio che acquisiscono la cittadinanza italiana. Con la supervisione del dirigente scolastico e di due insegnanti, in una classe quinta sono state svolte varie attività didattiche con un approccio interculturale, sia all’interno che all’esterno della scuola, impegnando tutte le studentesse (italiane, straniere, “nuove italiane”) in riflessioni e ricerche sul ruolo della cittadinanza nella costruzione dell’identità personale. I prodotti didattici multimediali realizzati da queste studentesse hanno poi avuto un ruolo centrale in una cerimonia pubblica in onore di tutti gli studenti “nuovi italiani” dell’istituto. Coerentemente con una logica di ricerca-azione, questo percorso ha coinvolto l’intera comunità scolastica, il territorio circostante, le autorità e i mass media. Nelle conclusioni, l’autore effettua alcune riflessioni sul compito della scuola nel garantire che ogni adolescente – qualunque siano le sue origini culturali e il suo attuale status giuridico in ordine alla cittadinanza – maturi sentimenti di appartenenza affettiva e valoriale alla società italiana.

This paper presents a project which was developed during the 2017-18 school year in an “Istituto Professionale” (vocational secondary school) on the outskirts of Milan regarding adolescents with migrant backgrounds who acquire Italian citizenship. Under the supervision of the head teacher and two teachers, several learning activities were carried out with an intercultural approach in a year five class, both inside and outside the school, engaging all the pupils (Italians, foreigners, “new Italians”) in reflections and research on the role of citizenship in the construction of personal identity. The didactic multimedia products realised by these pupils then played a central role in a public ceremony in honour of all the “new Italian” pupils of the school. Consistent with the logic of action-research, the entire school community, the surrounding area, the authorities and the mass media were involved. In the conclusions, the author carries out some consideration on the school’s task of ensuring that every adolescent – whatever their cultural origins and current legal status of citizenship may be – develops a sense of belonging to Italian society both from an emotional and a moral point of view.

Il fenomeno migratorio è uno degli eventi più complessi del nostro periodo storico: l’arrivo di donne e uomini da luoghi lontani alla ricerca di rifugio, di lavoro o di protezione sta mettendo le società occidentali davanti a sfide difficili che non coinvolgono soltanto i settori dell’economia o della politica, ma anche quelli dell’immaginazione e della letteratura. Anzi, a volte, proprio la letteratura sembra divenire uno strumento potente capace sia di raccontare empaticamente l’esperienza dei migranti, sia, per converso, di amplificare e deformare le paure e le angosce che l’arrivo di nuova gente provoca in Occidente. Il romanzo Il Campo dei Santi pubblicato nel 1973 dallo scrittore francese Jean Raspail appartiene a questa seconda categoria: esso descrive in termini apocalittici e distopici l’arrivo via mare dall’India di una moltitudine affamata di migranti che sono determinati a invadere la Francia. Si tratta di un romanzo volutamente disturbante che è divenuto una sorta di vademecum per molti esponenti politici dei nostri giorni. Il presente articolo intende esaminare il libro di Raspail da un punto di vista letterario, storico e pedagogico, per mettere in luce i suoi meccanismi narrativi, i suoi riferimenti ideologici e le possibili implicazioni sull’immaginario collettivo.

The migration phenomenon is one of the most complex events in our historical period: the arrival of men and women from distant countries in search of refuge, work or protection forces Western societies to deal with difficult challenges that do not only involve the sectors of the economy and politics, but also the domains of imagination and literature. Indeed, sometimes literature seems to become a powerful tool capable both of empathically telling the experience of migrants, and, conversely, of amplifying and deforming the fears and anguishes that the arrival of new people causes in the West. The novel Le Camp des Saints published in 1973 by the French writer Jean Raspail belongs to this second category: it describes in apocalyptic and dystopian terms the arrival by sea of a hungry multitude of Indian migrants who have decided to invade France. It is deliberately a disturbing novel which has become a sort of handbook for many political figures today. This article intends to examine Raspail's book from a literary, historical and pedagogical point of view, in order to highlight its narrative mechanisms, ideological references and the possible implications on the collective imagination.



Registrazione presso il Tribunale di Trento n. 1155 del 19/12/2002. ISSN 2420-8175 Educazione interculturale (Online). Resp. Marika Giovannini