Vol. 12, n. 2, ottobre 2026

TEORIE E MODELLI DELLA VALUTAZIONE

Valutare le pratiche didattiche (anche) in Università

La scala di valutazione PraDiUni

Rossella D’Ugo1

Sommario

Il contributo presenta la definizione di una nuova scala di valutazione mirata all’osservazione e alla riprogettazione delle pratiche didattiche dei docenti universitari: la scala PraDiUni. Lo strumento è nato nell’ambito di un percorso di formazione per i docenti universitari dell’Ateneo di Urbino, promosso dal CISDEL, Centro Integrato di Servizi Didattici ed E-Learning, struttura in questo momento in fase di ridefinizione per divenire un TLC (Teaching and Learning Center). In questo primo contributo vengono presentate, in generale, le fasi necessarie per la definizione dello strumento, e, nello specifico, ci si concentra sulla presentazione della prima fase: la ricognizione teorica, la definizione della filosofia e dell’impianto epistemico a sostegno dello strumento, definiti grazie a un approfondimento del dibattito sul tema, unito a un’indagine partecipata con alcuni docenti dell’Ateneo di Urbino, attraverso focus group, questionari, momenti di riflessione collegiale, ecc.

Si rimanda, ovviamente, a contributi successivi la presentazione dello strumento nella sua versione definitiva.

Parole chiave

Teaching and Learning Center, didattica universitaria, strumenti di autovalutazione.

THEORIES AND MODELS OF ASSESSMENT

Evaluating teaching practices (also) in universities

The PraDiUni assessment scale

Rossella D’Ugo2

Abstract

This paper presents the definition of a new assessment scale aimed at observing and redesigning the teaching practices of university professors: the PraDiUni scale. The tool was developed as part of a training course for university professors at the University of Urbino, promoted by CISDEL, the Integrated Center for Teaching Services and E-Learning, which is currently being redefined to become a TLC (Teaching and Learning Center). This first contribution presents, in general terms, the steps necessary for the definition of the tool, focusing specifically on the presentation of the first phase: the theoretical review, the definition of the philosophy and epistemic framework supporting the tool, defined thanks to an in-depth discussion of the topic, combined with a participatory survey with some professors from the University of Urbino, through focus groups, questionnaires, moments of collegial reflection, etc.

The presentation of the tool in its final version will, of course, be covered in subsequent contributions.

Keywords

Teaching and Learning Center, university teaching, self-assessment tools.

La qualità della Didattica. Anche in Università

Già dalla fine degli anni ’60, in Italia, hanno avuto inizio le prime riflessioni su come insegnare agli insegnanti a insegnare, riflessioni che hanno trovato una concretizzazione nel 2013 con l’introduzione, da parte dell’ANVUR — Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca — del processo di valutazione della qualità della didattica universitaria. Tale percorso è stato ulteriormente rafforzato dalla programmazione triennale di sviluppo del MIUR per il periodo 2016-2018 e, nel 2018, con la pubblicazione delle linee guida elaborate dal Gruppo di Lavoro ANVUR QUARC_Docente (2017) (Lotti et al., 2022). Grazie a questi e altri avanzamenti, negli ultimi anni, il contesto dell’istruzione superiore italiano sta affrontando significativi mutamenti che vedono come protagonisti i TLC — Teaching and Learning Centers — e le attività di Faculty Development. Pertanto, nell’ottica di un costante impegno verso l’eccellenza e l’adeguamento alle evoluzioni tecnologiche e digitali, prendersi cura della formazione, anche, dei docenti universitari è fortemente necessario.

Nel documento Linee guida per il riconoscimento e la valorizzazione della docenza universitaria (Felisatti e Perla, 2023) si legge, infatti: «Lo sviluppo professionale della docenza universitaria rappresenta oggi una priorità del sistema di istruzione superiore e una leva strategica necessaria per innovare e sostenere la qualità della didattica e della formazione (ENQA, 2007; 2015; OECD, 2012; ESG, 2015; EUA Trends, 2015; 2017; 2018; EHEA, 2015; 2018; 2020; Eurydice, 2017)».

Questo a testimonianza dell’importanza attribuita alla didattica universitaria sia a livello nazionale che internazionale: sono, infatti, molti gli studi e le ricerche (Lowenthal, 2008; Felisatti e Serbati, 2015; Felisatti, 2020; Silva, 2022) che hanno come obiettivo quello di promuovere azioni di Faculty Development volte alla professionalizzazione della docenza universitaria affinché studenti e studentesse possano beneficiare di una qualità dell’insegnamento migliore, in termini di risultati di apprendimento attesi e di un’esperienza formativa più profonda e significativa.

La qualità delle Pratiche Didattiche. Anche in Università

Per i motivi citati sopra, appurata l’estrema importanza e la necessità di migliorare la qualità della didattica universitaria in un’ottica di Faculty Development, anche l’Ateneo di Urbino ha messo in atto molteplici azioni per potenziare il «suo» CISDEL — Centro Integrato di Servizi Didattici ed E-Learning — e ri-convertire e migliorare la sua qualità in un Teaching and Learning Center, dando vita — con i docenti dell’Ateneo — a importanti riflessioni teoriche e pratiche sull’innovazione didattica. La proposta concreta è stata ed è quella di sperimentare attività co-progettate, che permettano ai docenti di formarsi sia sulle teorie che sulle pratiche didattiche efficaci, al fine di migliorare l’esperienza di apprendimento di studenti e studentesse e l’esperienza formativa, in senso più globale, all’interno dell’Università.

Tra le diverse iniziative avanzate nell’a.a. 2024-2025, è stato proposto, a un gruppo di docenti volontari, di co-partecipare alla costruzione di uno strumento di auto ed eterovalutazione delle pratiche didattiche del docente universitario: il PraDiUni (Pratiche Didattiche in Università).

Il percorso è stato così strutturato:

  • un primo seminario introduttivo nel quale è stato spiegato il paradigma dell’educational evaluation (Bondioli e Ferrari, 2004), delineando il valore e l’importanza strategica della costruzione di uno strumento basato su quei principi teorici e metodologici, anche in contesto universitario;
  • l’erogazione di due seminari di co-progettazione dello strumento con i docenti di Urbino. I docenti, in queste due occasioni, sono stati interpellati nella riflessione e nella costruzione passo dopo passo dello strumento di auto ed eterovalutazione. Ovviamente, passo dopo passo, sono state spiegate loro le fasi e la metodologia che sostengono la costruzione di uno strumento che appartiene al paradigma dell’educational evaluation.

Da un punto di vista metodologico,la proposta è stata di tipo collaborativo, in modo da cercare di avviare processi di «sperimentazione partecipata» (Savio, 2011) a partire dalla voce degli attori coinvolti. Tale modalità, infatti, cerca di assicurare sia l’accrescimento delle competenze professionali dei docenti coinvolti, sia l’individuazione di soluzioni «democratiche» per la costruzione dello strumento, in senso stretto, sia per l’evoluzione della qualità della didattica dell’Ateneo, in senso più generale. La ricerca collaborativa, infatti: valorizza il Teacher’s Thought, introduce cambiamenti nella realtà che studia, favorisce lo scambio epistemologico fra l’universo esperienziale e l’universo teorico e fa discendere, infine, la formazione dei docenti dal loro essere-in-ricerca.

Concretamente, si è cercato di perseguire due obiettivi principali, a partire dal «macro-obiettivo»: progettare – costruire – validare il primo strumento di educational evaluation dedicato ai docenti universitari.

Obiettivo 1

Mettere a punto uno strumento di auto ed eterovalutazione in grado di definire, monitorare e promuovere la qualità didattica nel/del sistema universitario.

La promozione di questo primo obiettivo ha previsto, nell’a.a. 2024-2025, la messa in pista di alcune fasi.

Fase I

Ricognizione teorica e definizione della filosofia e dell’impianto teorico a sostegno dello strumento (a.a. 2024-2025).

Lo strumento, lo esplicitiamo, consiste nella declinazione di una gamma di descrittori e indicatori rappresentativi di soluzioni didattiche innovative specifiche dell’ambito della didattica universitaria. Questi — descrittori e indicatori — sono rappresentativi delle aree che sono state individuate attraverso le seguenti azioni:

  1. analisi dettagliata dei documenti e della letteratura inerente all’argomento da parte dei ricercatori (ad esempio, che cosa dicono le Linee guida ANVUR?; che cosa suggeriscono la letteratura e le normative nazionali e internazionali in merito? Ecc.);
  2. focus group con i docenti universitari dell’Ateneo di Urbino coinvolti, durante i due seminari sopracitati, per iniziare a definire le competenze del docente universitario;
  3. progettazione, costruzione e somministrazione, da parte dei ricercatori, di un questionario rivolto ai docenti universitari dell’Ateneo di Urbino coinvolti, costituito da item che vertevano proprio sull’indagare quali possibili aree avrebbero potuto essere rappresentative (e quindi inserite in una prima bozza) dello strumento di valutazione.

Il prodotto emerso da questa fase è stato, quindi, una prima definizione dell’impianto teorico dello strumento a partire dall’analisi della letteratura e dalla voce degli attori coinvolti, i docenti dell’Ateneo di Urbino.

Esplicitando ulteriormente, questa fase ha consentito di definire le aree dello strumento e i relativi item di interesse. Nel terzo paragrafo ne esploreremo l’architettura emersa.

Fase II

Costruzione di una prima ipotesi di strumento PraDiUni (a.a. 2025-2026).

Per prima cosa occorre dire che questa fase è in corso mentre si scrive il presente contributo.

Una volta analizzato dettagliatamente il materiale emerso dalla Fase I, si è dato il via alle seguenti azioni:

  1. definizione delle dimensioni dello strumento (quali concetti teorici emergono dall’analisi della Fase I?);
  2. definizione degli indicatori delle diverse dimensioni (quale rilevanza empirica hanno le dimensioni individuate nell’azione precedente?);
  3. definizione di eventuali variabili (come sono «operazionalizzabili» gli indicatori dell’azione precedente?);
  4. definizione di una prima bozza dello strumento (quale risulta essere la migliore stesura/architettura dello strumento?).

Il prodotto che emergerà da questa seconda fase sarà la definizione di una prima bozza di strumento di valutazione del sistema universitario.

Fase III

Analisi della validità di contenuto dello strumento (a.a. 2025-2026).

La terza fase prevede l’attuazione di un’analisi della validità dello strumento. Essa si basa sulla correlazione tra concetto e indicatore e fa riferimento al grado con il quale una certa procedura di traduzione di un concetto in variabile rileva effettivamente il concetto che si intende rilevare. Questo significa indagare se gli indicatori coprono davvero il concetto. È una convalida che copre un piano squisitamente logico. Si scompone analiticamente il concetto studiato, con l’obiettivo di capire se tutte le dimensioni (indicatori) individuate lo coprano. Per portare avanti questa terza fase, sarà necessario costituire un panel di esperti su scala nazionale che si esprimerà in tal senso.

Fase IV

Analisi dell’affidabilità dello strumento (a.a. 2026-2027).

L’analisi dell’affidabilità, invece, ha a che fare con la riproducibilità del risultato. Segnala il grado con il quale una certa procedura di traduzione di un concetto in variabile produce gli stessi risultati in prove ripetute con lo stesso strumento di rilevazione. La si può misurare attraverso diverse modalità/azioni: parallel forms / forme equivalenti (ad esempio analizzando quale correlazione dei dati raccolti si ha con scale «equivalenti» esistenti); coerenza interna (alpha di Cronbach).

Per raggiungere al meglio i risultati di questa IV fase, sarà necessario somministrare in auto ed eterovalutazione lo strumento in diversi possibili contesti di ricerca al fine di avere una prova «nazionale», dopo aver costituito un gruppo di valutatori.

Obiettivo 2

Sostenere lo sviluppo professionale dei docenti coinvolti in una logica di miglioramento continuo e contribuire a ri-definire il profilo professionale del docente universitario.

Il secondo obiettivo — trasversale al primo — prevede di supportare lo sviluppo professionale dei docenti universitari, a partire proprio dall’adozione/sperimentazione dello strumento «PraDiUni».

Due le azioni previste in tal senso una volta appurata la validità e l’affidabilità della prima bozza dello strumento:

  1. La sperimentazione sul campo dello strumento, guidata da alcuni quesiti di base: quali sembrano essere i principali punti di forza e criticità dello strumento? È necessario, a seguito dei dati emersi, avviare una nuova revisione? Lo strumento supporta concretamente lo sviluppo professionale dei docenti universitari? Ecc.
  2. La promozione dello sviluppo professionale dei docenti dell’Ateneo attraverso l’applicazione del paradigma dell’educational evaluation (Bondioli e Ferrari, 2004).

Questo percorso, che potremmo chiamare di ricerca-formazione, infatti, mira, da un lato, a definire, monitorare e promuovere la qualità della didattica del sistema universitario e, dall’altro, a sostenere lo sviluppo professionale dei docenti stessi in una logica di miglioramento continuo. Infatti, PraDiUni, una volta costruito e assoggettato a procedure di testing e validazione scientifica, potrà essere utilizzato in autonomia dai docenti universitari, e aiuterà questi a riflettere in merito al personale posizionamento professionale nel campo della didattica universitaria.

Lo strumento PraDiUni: Scala di osservazione (valutazione e autovalutazione) delle Pratiche Didattiche promosse dai Docenti Universitari

Lo strumento PraDiUni, come ampiamente anticipato, è stato costruito — nella sua I fase — seguendo, in parte, come base, le Linee guida ANVUR per il riconoscimento e la valorizzazione della docenza universitaria (Felisatti e Perla, 2023) e integrandole con la «voce» di alcuni docenti dell’Ateneo di Urbino (attraverso focus group, questionari, momenti di confronto, ecc.). Lo strumento, lo ribadiamo, mira principalmente alla promozione di una riflessione comune tra docenti e consiste nella declinazione di una gamma di descrittori e indicatori rappresentativi di soluzioni pedagogiche e didattiche innovative specifiche dell’ambito della didattica universitaria.

La Fase I ha fatto emergere dieci pratiche didattiche emblematiche. Dieci azioni didattiche imprescindibili per la professionalità di un docente universitario. Le seguenti:

  1. Saper progettare l’intero Corso di insegnamento e le singole lezioni con coerenza didattica.
  2. Saper sollecitare la partecipazione degli studenti attraverso la promozione e la formulazione di domande e interrogativi.
  3. Saper gestire la complessità della duplice preparazione di studio in presenza e a distanza (studenti frequentanti / studenti non frequentanti).
  4. Saper promuovere negli studenti l’abito mentale / modus operandi della disciplina.
  5. Saper attivare la didattica innovativa e quella digitale (attraverso strumenti innovativi e coinvolgenti) con consapevolezza, sapendo utilizzare diverse metodologie didattiche per promuovere e ampliare l’apprendimento dei contenuti.
  6. Saper individuare i bisogni formativi di studenti e studentesse.
  7. Saper promuovere negli studenti/nelle studentesse l’autonomia nell’analisi e nella selezione degli strumenti di AI più adatti rispetto al contesto.
  8. Saper dare e ricevere Feedback (promuovere Feedback loop, peer Feedback, ecc.).
  9. Saper attuare pratiche docimologiche/ valutative valide e affidabili.
  10. Saper gestire la «duplice vita del docente»: ricerca e didattica.

Proviamo di seguito a mostrare, sotto forma di tabella, quanto emerso dalla Fase I, tentando una corrispondenza tra le Aree proposte e ritenute essenziali dalle Linee guida ANVUR3 e le aree individuate dai docenti urbinati; aree, queste ultime, che possiamo catalogare come possibili «item» dello strumento PraDiUni; completa la tabella una terza colonna denominata «elementi/azioni importanti per la definizione degli item a partire dal livello eccellente», nella quale sono stati inseriti elementi, appunto, individuati collegialmente e che potranno rappresentare gli indicatori per definire il livello «eccellente» di ciascun item (immaginando, sin da subito, che lo strumento sia costruito su tre livelli, minimo/buono/eccellente; tabella 1).

Tabella 1

Linee guida ANVUR in sinergia con Item PraDiUni

Linee guida ANVUR

Area

Item strumento (10)

Elementi/azioni importanti per la definizione degli item a partire dal livello eccellente

Progettazione didattica

1. Saper progettare l’intero Corso di insegnamento e le singole lezioni con coerenza didattica

❏ Il/la docente sa illustrare gli obiettivi formativi del corso all’inizio dell’insegnamento e far dialogare ogni lezione con quelli.

❏ Il/la docente sa valorizzare le interconnessioni tra i diversi argomenti trattati e con gli obiettivi formativi.

Progettazione e Metodologie

2. Saper sollecitare la partecipazione degli studenti attraverso la promozione e la formulazione di domande e interrogativi

Il/la docente è solito/a:

❏ promuovere un brainstorming iniziale;

❏ mantenere sempre aperta la possibilità di Q&A;

❏ formulare domande nel corso dell’esposizione con riferimento a conoscenze che sono state già trattate o a questioni che gli studenti possono affrontare sulla base delle conoscenze e delle competenze acquisite;

❏ fare sempre un recap finale;

❏ allenare gli studenti a un ascolto critico.

Progettazione Metodologie Valutazione

3. Saper gestire la complessità della duplice preparazione di studio in presenza e a distanza (studenti frequentanti / studenti non frequentanti)

❏ Il/la docente crea attività fruibili in presenza e a distanza utilizzando le tecnologie.

❏ Il/la docente guida studentesse e studenti nello studio autonomo, formulando una «guida» utile a tutti, ma in particolar modo ai non frequentanti.

❏ Il/la docente formula prove intermedie in autovalutazione per aiutare i frequentanti, ma soprattutto i non frequentanti, a monitorare il proprio processo di apprendimento e li incoraggia a chiedere spiegazioni e/o aiuto.

Scholarship didattica e ricerca

4. Saper promuovere negli studenti l’abito mentale / modus operandi della disciplina

❏ Il/la docente sa progettare un ambiente di insegnamento/apprendimento che promuove il dibattito, il confronto e la negoziazione di idee, sia attraverso il dialogo con il/la docente nelle lezioni seminariali, sia attraverso attività strutturate (debate).

❏ Il/la docente propone attività in cui si riflette sulla letteratura della materia (argomentazione tipica dei saggi della materia).

❏ Il/la docente predilige un approccio induttivo, seguendo metodologie di analisi e ricerca tipiche della materia.

Metodologie e tecnologie di insegnamento e apprendimento

5. Saper attivare la didattica innovativa e quella digitale (attraverso strumenti innovativi e coinvolgenti) con consapevolezza, sapendo utilizzare diverse metodologie didattiche per promuovere e ampliare l’apprendimento dei contenuti

❏ Il/la docente traspone contenuti complessi con chiarezza, rendendoli comprensibili agli studenti.

❏ Il/la docente ricorre a diverse modalità di comunicazione.

❏ Il/la docente illustra più volte concetti, procedure ecc. ricorrendo a diverse modalità di comunicazione (problem solving, spiegazione induttiva, ecc.).

❏ Il/la docente conosce e sa utilizzare diverse metodologie didattiche.

❏ Il/la docente si serve di volta in volta della metodologia didattica più adeguata per favorire l’apprendimento di specifici contenuti.

❏ Il/la docente sa esplorare concetti complessi in modo pratico e coinvolgente: mappe, video inseriti in slide accattivanti con tecniche efficaci, animazioni build up per dare vita ai processi astratti.

Metodologie e tecnologie di insegnamento e apprendimento

6. Saper individuare i bisogni formativi di studenti e studentesse

Il/la docente sa:

❏ ascoltare le necessità di studenti e studentesse;

❏ raccoglierle e organizzarle;

❏ progettare la propria attività didattica sulla base dei bisogni individuati (intesi, anche, come BES).

Metodologie e tecnologie di insegnamento e apprendimento

7. Saper promuovere negli studenti e nelle studentesse l’autonomia nell’analisi e nella selezione degli strumenti di AI più adatti rispetto al contesto

Il/la docente promuove:

❏ laboratori pratici;

❏ case study;

❏ project work con role play.

Valutazione e feedback

8. Saper dare e ricevere Feedback

Il/la docente sa:

❏ costruire e proporre agli studenti situazioni in cui si chiede loro di pensare al tipo di feedback che desiderano ricevere dal docente/dai colleghi e attivare esplicitamente questa richiesta (devono essere esplicitate le modalità, gli strumenti e i criteri con cui deve essere costruito e ricevuto il feedback);

❏ dare come attività agli studenti di autovalutarsi considerando la scheda dell’insegnamento e proporre personali aree di debolezza e possibili miglioramenti;

❏ costruire attività a step nelle quali il feedback ricevuto deve essere analizzato, compreso e usato per passare allo step successivo;

❏ promuovere Feedback loop, peer Feedback.

Valutazione e feedback

9. Saper attuare pratiche docimologiche/ valutative valide e affidabili

Il/la docente sa:

❏ costruire e somministrare tutte le prove di valutazione (strutturate, semistrutturate, aperte);

❏ individuare i diversi livelli logici dell’apprendimento e correlarli alle prove;

❏ definire prove adeguate in itinere;

❏ riconoscere possibili distorsioni valutative;

❏ esplicitare tutti i criteri di valutazione;

❏ fornire feedback adeguati e una valida restituzione;

❏ utilizzare strumenti come l’ePortfolio per monitorare i processi di apprendimento;

❏ adottare una valutazione congruente a quanto dichiarato negli obiettivi formativi della propria scheda di insegnamento;

❏ definire modelli di autovalutazione per gli studenti;

❏ valutare, in presenza e a distanza, attraverso dispositivi innovativi.

Scholarship didattica e ricerca

10. Saper gestire la «duplice vita del docente»: ricerca e didattica

A questo punto, come anticipato, sarà avviata la fase II che porterà a una prima bozza dello strumento PraDiUni che dovrà attraversare, successivamente, le fasi di validazione e affidabilità. Per questo, è tanto necessario quanto opportuno sottolineare che i risultati prodotti e presentati in questo primo contributo hanno un carattere prettamente descrittivo e riflessivo. L’intento è che rappresentino la base per avviare le fasi successive qui dichiarate e che verranno discusse e presentate in un prossimo contributo.

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  1. 1 Professoressa Associata di Pedagogia Sperimentale PAED-02/B, Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM), Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

  2. 2 Professoressa Associata di Pedagogia Sperimentale PAED-02/B, Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM), Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

  3. 3 Le Linee Guida ANVUR, in merito allo sviluppo delle Competenze del docente universitario, propongono un’attenzione ai seguenti aspetti.

    • Progettazione didattica: definizione di obiettivi, risultati attesi, contenuti, struttura, attività e materiali didattici, e strategie per combinarli in modo coerente
    • Metodologie e tecnologie di insegnamento e apprendimento: il focus è su strategie, metodi e strumenti con cui i docenti guidano il processo di apprendimento attraverso l’interazione docente-studenti e studente-studenti, valorizzandone le diversità, per raggiungere i risultati di apprendimento attesi
    • Valutazione e feedback: progettazione, costruzione e utilizzo di prove valutative sommative e formative, di feedback per la promozione dell’apprendimento e di competenze (skills) di valutazione
    • Scholarship didattica e ricerca: le pratiche di scholarship permettono un superamento della dicotomia tra ricerca e didattica e favoriscono un aggiornamento dei contenuti dell’insegnamento della disciplina e un miglioramento continuo della propria pratica didattica
    • MACRO-AREA
    • Riflessione continua e sviluppo professionale: attività mirate allo sviluppo professionale e al potenziamento delle competenze sopra descritte, in ottica di formazione e crescita continua in chiave olistica.

Vol. 12, Issue 2, October 2026

 

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