La supervisione professionale nei contesti socio-educativi
Alice Femminini, Irene Stanzione, Anna Salerni
Il sistema dei servizi socio-educativi italiani sta attraversando una fase di rafforzamento normativo orientata a migliorare la qualità, il benessere e la tutela dei diritti dei lavoratori. In questo contesto, il Piano Nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali 2021-2023 ha inserito la supervisione professionale tra i Livelli Essenziali per le Prestazioni Sociali (LEPS), riconoscendone il ruolo nel sostenere la formazione continua e nel consolidare l’identità professionale. La supervisione pedagogica è descritta come uno spazio strutturato di riflessione e dialogo, capace di trasformare l’esperienza in sapere, promuovere il pensiero critico e favorire il benessere organizzativo, elementi centrali per la qualità dei servizi. Nonostante i recenti avanzamenti normativi, come la Legge 55/2024, che attribuisce al pedagogista la funzione di supervisore, la sua attuazione risulta ancora disomogenea e talvolta affidata a figure prive di adeguata formazione. La letteratura sulle modalità con cui la supervisione è effettivamente esercitata nei contesti educativi risulta ancora insufficiente. Il contributo intende colmare questo vuoto attraverso un’indagine empirica rivolta a 320 professionisti dell’educazione, che analizza diffusione, finalità, organizzazione e percezioni di soddisfazione. I primi risultati evidenziano una presenza irregolare della supervisione e una forte variabilità nelle pratiche, pur confermandone il valore formativo e il potenziale nel sostenere lo sviluppo professionale.
DOI 
10.14605/PD1222605
Keywords
Supervisione professionale, contesti socio-educativi, pratiche professionali, formazione continua.