La Grammatica Contrastiva come laboratorio interculturale nella scuola italiana
Marina De Rossi, Francesca Favino, Barbara Cinel
L’articolo esplora il ruolo della Grammatica Contrastiva (GC) nell’insegnamento e apprendimento delle lingue, evidenziandone la prima applicazione pratica in Italia per quanto concerne l’abbinamento italiano-inglese e le relative implicazioni pedagogiche, osservate e future. In un contesto scolastico di crescente superdiversità (Vertovec, 2007) sia culturale che linguistica, le pratiche contrastive potrebbero supportare lo sviluppo di un «curricolo più inclusivo» (Santipolo, 2020), eppure gli studi sugli aspetti morfologici di tali pratiche sono ancora limitati (Cognini, 2022). Pertanto, a partire dall’analisi della letteratura esistente, si individuano alcuni gap di ricerca e si propongono possibili traiettorie di analisi, attraverso uno studio di caso qualitativo di tipo esplorativo (Yin, 2018), che ha coinvolto due docenti e 44 studenti di una scuola secondaria di secondo grado. Le percezioni dei partecipanti sono state raccolte al termine di un corso sperimentale di GC, grazie a interviste semi-strutturate e focus group, mentre, per la codifica, si è ricorso alla tabulazione dei dati con fogli di calcolo e all’analisi tematica con il software QDA Miner Lite. I dati delle interviste sono stati triangolati con quelli di alcune verifiche sommative, somministrate a una delle due classi coinvolte. I risultati, seppur limitati a una sola scuola, indicano che la GC può favorire la consapevolezza, il pensiero critico e la capacità di apprendere in modo autonomo. La riflessione metacognitiva sulla lingua, promossa dalla GC, può contribuire al successo formativo di tutti gli studenti, specialmente quelli più svantaggiati. In chiusura, si suggeriscono altre possibili applicazioni delle GC nel contesto educativo italiano, anche in funzione di future potenzialità di ricerca.
DOI 
10.14605/PD1212604
Keywords
Interculturalità, Grammatica contrastiva, Glottodidattica, Focus on Form, Metacognizione.