La Clinica legale della disabilità e della vulnerabilità

Virginia Bilotta, Alessandro Campo

In questo contributo, dopo aver proposto un inquadramento storico della clinical legal education, descriviamo il lavoro della Clinica legale della disabilità e della vulnerabilità del Dipartimento di Giurisprudenza presso l’Università di Torino. Poniamo quindi attenzione all’attività giuridica in senso stretto, concentrandoci su uno specifico caso penalistico e sul tema della vita indipendente, che orienta la complessiva attività della clinica. Cerchiamo poi di dare conto dell’attività di rappresentazione della disabilità, che nella clinica legale viaggia in parallelo all’attività casistica. Ci soffermiamo inoltre sulla concezione della disabilità che alimenta il nostro lavoro, il quale si muove in una direzione ulteriore da quella disegnata da Martha Nussbaum. Proviamo infine a dare conto delle principali questioni metodologiche che riguardano la nostra idea di clinical education: l’accostamento retorico, la prospettiva casistica declinata secondo una articolata concezione della terzietà giuridica e soprattutto il rapporto con le humanities, da cui discende il senso clinico-legale di usare il cinema come mezzo di rappresentazione della disabilità.

DOI 
10.14605/ISS1922004

Keywords
Clinica legale, disabilità, vulnerabilità, humanities, vita indipendente.

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