Rivista internazionale di scienze dell'educazione

Condirezione: Carlo Nanni (coordinatore), Paolo Gambini, Gabriele Quinzi, Giuliano Vettorato, Claudia Giorgini (segreteria)
Periodicità: marzo, giugno, settembre, dicembre

Vol. 64, n. 3, 2017

Francesco Casella

Editoriale

I risultati che emergono dall’indagine, essenziali per comprendere i successivi sviluppi della biografia personale e scientifica della studiosa, smentiscono, una volta di più, la persistente vulgata che accredita la Montessori come culturalmente distante dal pensiero cristiano, indifferente agli aspetti religiosi dell’educazione dei fanciulli, soggetta a pesanti influenze teosofiche ed esoteriche, anche se paradossalmente ancorata a un modello di ricerca rigidamente positivista e scientista.

In base all’accezione propriamente batesoniana1 del «sacro», inteso come «territorio» intensamente relazionale, abbiamo adottato una prospettiva ermeneutica, interpretando gli scritti della filosofa francese alla luce di una riflessività pedagogica che, mentre si interroga su di sé, non teme di esplorare gli spazi della spiritualità. Si tratta di un approccio metodologico di tipo qualitativo, che privilegia la dimensione relazionale, cercando di intercettare i nessi di significato fra linguaggi, ambiti e fenomeni considerati, ovvero di un’epistemologia normativa, piuttosto che di un’etica. E, tuttavia, l’etica è il filo rosso che intreccia la trama di tutta la nostra riflessione.

La Liebig, l’azienda che tra Otto e Novecento dà il maggiore impulso alla produzione di figurine pubblicitarie, realizza subito dopo la seconda guerra mondiale l’unica serie dedicata a Don Bosco. Si tratta di sei immagini che privilegiano il profilo educativo del santo piemontese (1815-1888) — patrono di apprendisti, giovani, editori, educatori e pedagogisti — e narrano la sua storia. Queste immagini rinviano a un’epica figurativa religiosa che porta in scena i frammenti di una teologia dei semplici, i momenti salienti di una vita esemplare secondo i canoni della letteratura agiografica e le modalità espressive di un’enciclopedia visiva. Siamo di fronte non a immagini sacre o devozionali in senso stretto, ma a «vignette» che, descrivendo la vita di un santo operoso — figura centrale nella storia della cultura popolare cattolica —, offrono un inedito contributo alla sua iconografia.

Questo breve saggio nasce dalla volontà di approfondire le dinamiche in atto nel mondo arabo, nella convinzione che in tanta parte di esse l’educazione stia giocando un ruolo fondamentale. Fin dall’inizio appare evidente come, in tali dinamiche, componenti sociali e culturali siano intimamente legate a fattori economici e politici, e come la definizione stessa di un territorio non possa che avvenire in base alla prospettiva utilizzata dall’osservatore. Consapevoli di queste premesse, per addentrarsi nei relativi paesaggi educativi si sceglie di utilizzare un filo conduttore che prende in analisi dapprima lo sviluppo dei sistemi di istruzione coloniali, poi nazionali, pubblici e privati, negli Stati che per vicinanza storica e geografica possono essere considerati prossimi (Tunisia, Algeria, Marocco). Lo studio si concentra poi sulla controversa questione religiosa, per chiedersi quale ruolo abbia assunto l’educazione islamica nel mondo arabo nella storia recente, in particolare in Paesi, come la Tunisia e l’Egitto, anch’essi affacciati sullo stesso «nostro» mare Mediterraneo. Il periodo preso in esame parte dall’ottenimento della loro indipendenza, negli anni Cinquanta del Novecento, fino alle rivoluzioni della primavera araba del 2011 e del 2013. Infine, si seguono le tracce dell’attualità indagando le mosse dell’Università egiziana di Al-Azhar che, con la sua moschea, è considerata attualmente, da molti, se non una delle massime autorità religiose del mondo islamico, un imprescindibile punto di riferimento in materia.

Studi e ricerche

Vincenzo Cascino

Generazione off/on line

Child Depression Inventory (Kovacs, 1985), che misura gli stati di depressione sperimentati nelle ultime due settimane. Parole chiaveAggregazione con il gruppo dei pari devianti, Aggressione fisica e verbale, Delinquenza, Depressione, Rifiuto dei pari.

L’articolo presenta una sperimentazione didattica realizzata nella facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana a Roma e intende valutare la possibilità di adoperare la metodologia del lavoro con l’ePortfolio ai fini di far vedere il bilancio delle competenze alla conclusione del primo ciclo di studi. Saranno esposte, quindi, le modalità di attuazione e le prime osservazioni successive alla fase di pilotaggio. Saranno delineati, inoltre, un quadro teorico di riferimento e alcune ricerche che evidenziano le potenzialità dell’ePortfolio al fine di sostenere lo sviluppo delle competenze nei processi formativi.

Esperienze, documentazione e riflessioni

Alessandra Romano

Extended learning in formal contexts: Two case studies

I due casi di studio illustrano il disegno di ricerca e l’applicazione di Facebook nel campo dell’educazione come strumento per promuovere l’apprendimento esteso.

Esperienze, documentazione e riflessioni

Stefania Carioli, Andrea Peru

Sviluppare la comprensione dei testi online con la tecnica metacognitiva del Think Aloud

Infine, sono descritti gli aspetti salienti emersi dal MOOC («Stop and Think. Modeling the process of online reading comprehension using Think Aloud»), progettato nell’ambito del programma «Talent Italy» e rivolto alla formazione di insegnanti di scuola primaria e secondaria.

Gli adolescenti trascorrono molto tempo a curare il proprio corpo, non solo per adeguarlo alle mode correnti, ma anche per dare attraverso il corpo una possibile rappresentazione di se stessi. Mentre costruiscono la loro nuova identità, avviano svariate sperimentazioni per produrre un’immagine di sé capace di narrare tutto il sé e per favorire il debutto sociale. Il proprio corpo è dunque considerato come una «lavagna» su cui scrivere di sé per leggersi ed essere letti. Il corpo diviene narrante, ma non sempre la sua lettura è immediata perché i suoi messaggi sono molto simbolizzati. Comprendere il valore comunicativo delle varie manipolazioni del corpo da parte degli adolescenti è importante per ogni educatore, per andare oltre le apparenze e decodificarli correttamente.

Orientamenti bibliografici

B. Bordignon, G. Mari, C. Nanni, M.C. Monacchia, C. Nanni, Z. Formella, R. Mion, C. Nanni, F. Casella

Libri ricevuti