Rivista internazionale di scienze dell'educazione

Condirezione: Michele Pellerey (coordinatore), Paolo Gambini, Gabriele Quinzi, Giuliano Vettorato, Claudia Giorgini (segreteria)
Periodicità: marzo, giugno, settembre, dicembre

Vol. 64, n. 2, 2017

Mario O. Llanos

Editoriale

Tale unità si avrà se tutti i ricercatori riusciranno ad accordarsi su un concetto comune di educazione, che va al di là delle singole scienze particolari ed è fornito dalla filosofia, in particolare dalla filosofia dell’educazione.

Sezione monografica

Giorgio Chiosso

Pietro Braido storico della pedagogia e dell’educazione

Gli studi di Pietro Braido hanno intrecciato educazione, pedagogia, vita religiosa e sensibilità storica nel nome di don Bosco. Notevoli i suoi studi sul sistema preventivo e la meticolosa ricostruzione della figura del sacerdote piemontese. Intellettuale libero e coraggioso, non esitò a misurarsi anche con tematiche non solo salesiane. Affiancò infatti gli studi su don Bosco con quelli su autori laici e questioni controverse (positivismo, marxismo) e importanti ricerche sulla storia della catechesi.

Sezione monografica

Giuseppe Biancardi

Pietro Braido storico della catechesi

Pietro Braido, teorico e storico della pedagogia, nella sua lunga attività accademica ha avuto modo di occuparsi per vari anni anche della storia di quella specifica attività formativa che è la catechesi. I suoi studi in merito si sono concentrati specialmente sulla catechesi di epoca moderna, trovando espressione in un ampio manuale che copre tutto l’arco di tempo analizzato e in alcuni importanti scritti monografici. Caratteristiche principali della sua ricerca sono: l’accezione ampia data al termine catechesi, la cura della sua contestualizzazione, l’attenzione al concreto «vissuto» catechistico delle popolazioni cristiane e la costante segnalazioni di piste per l’approfondimento dello studio.

Con la disponibilità di documenti d’archivio e di testimonianze dirette si ricostruisce la significativa azione promozionale del prof. Braido in favore di alcune istituzioni di «salesianità», quali il «Centro Studi Don Bosco» (CSDB), il «Centro Studi Storici Missioni Salesiane» (CSSMS) e l’«Istituto Storico Salesiano» (ISS). A tutto ciò, per oltre mezzo secolo, lo studioso ha aggiunto una serie di edizioni critiche di fonti salesiane, di saggi e di studi di storia salesiana, culminati nell’opera Don Bosco prete dei giovani nel secolo delle libertà, che costituisce una sorta di piccola enciclopedia, nella quale tutti i grandi temi, i soggetti principali, i problemi aperti relativi al personaggio don Bosco trovano la loro più aggiornata voce, grazie a una matura riflessione dell’autore, alla completezza dei dati da lui raccolti, all’accuratezza nell’uso della documentazione e all’invidiabile aggiornamento critico di un’immensa bibliografia.

L’articolo studia l’evoluzione delle concezioni di Pietro Braido sul Sistema Preventivo di don Giovanni Bosco. In particolare si analizzano le tre edizioni del «manuale», abbracciando un arco di tempo di quasi metà secolo (1955-1999). Il focus dello studio è triplice: l’evoluzione del metodo di studio; la strutturazione delle tematiche educative che svelano il contesto e la mentalità dell’Autore; i quadri mentali di Braido che connettono e danno originalità alle sue sintesi.

Ma l’intervento mette in luce anche la grande intenzionalità educativa a vantaggio dei giovani, che sorresse sempre sia la sua opera di studioso sia quella di uomo delle istituzioni.

Studi e ricerche

Núria Llevot, Carme Molet, Jordi Garreta, Olga Bernad

Análisis de la diversidad religiosa en el sistema educativo catalán (España)

Questo testo analizza la diversità religiosa nel sistema educativo catalano e la sua articolazione nella normativa in materia di pubblica istruzione d’ambito statale spagnolo. Mostra come il trattamento della religione sia andato di pari passo con gli obiettivi dei differenti sistemi educativi legati al bipartitismo, che si sono andati applicando in Spagna dall’avvento della democrazia. In particolare, espone le caratteristiche peculiari del sistema educativo in Catalogna, sottolineando, tra gli altri, un aspetto importante della sua normativa in ambito educativo: il suo carattere consensuale. Per questa ragione, finché un patto analogo non sarà possibile in Spagna, il governo catalano non potrà situarsi ai margini di tali politiche spagnole di partito, anche se ha potuto sviluppare politiche proprie, di carattere orientativo, formativo e di gestione. D’altro canto, anche alcune organizzazioni e settori della comunità educativa catalana hanno scommesso sul dialogo interreligioso, essendo parte attiva di questo sistema.

La ricerca è stata realizzata su 1261 studenti (54%, maschi; 46%, femmine), di età compresa tra i 14 e i 18 anni, di tre Licei, tre Istituti Tecnici e un Centro di Formazione Professionale del territorio dei Castelli Romani. I risultati confermano che gli adolescenti figli di genitori separati/divorziati hanno livelli più alti di parentificazione, sono meno disponibili a sovrapporre il proprio sé a quello del genitore e utilizzano con più facilità comportamenti internalizzanti.

Studi e ricerche

Antonio Meli

Per un progetto razionale di etica

I filosofi moderni non sono riusciti a darci un’autentica giustificazione razionale dell’etica. Ciò è dovuto al fatto che essi, nel loro insieme, hanno respinto quell’interpretazione teleologica della natura umana che per secoli aveva fornito una valida giustificazione all’ethos. Senza una struttura teleologica diviene impossibile giustificare il comportamento morale, in particolare l’obbligatorietà delle norme morali. A questo punto siamo posti di fronte a un’alternativa: o proseguire fino in fondo con Nietzsche denunciando l’illusorietà (il carattere fittizio) di ogni possibile progetto etico e facendo prevalere la pura volontà di potenza che intende porsi al di là del bene e del male, oppure ritornare a un’interpretazione teleologica della natura umana, la sola che rende possibile una giustificazione razionale dell’etica. L’articolo riprende il progetto etico espresso da Aristotele nell’Etica Nicomachea, secondo la ricezione operata in particolare da Tommaso d’Aquino.

Esperienze, documentazione e riflessioni

Aldo Borsese

Sull’utilizzo dell’inglese nell’insegnamento scientifico

Si fa riferimento al progetto CLIL che propone di realizzare l’insegnamento scientifico a scuola in lingua inglese. Questo progetto viene promosso in Italia e in Europa, anche a livello istituzionale, come mezzo per favorire l’integrazione europea. Nel contributo l’autore espone e motiva le ragioni delle sue perplessità rispetto a questa iniziativa.

Esperienze, documentazione e riflessioni

Emanuela Guarcello

Relazione educativa e Medicina Narrativa nel lavoro di cura in sanità

Il contributo propone una riflessione critica sulla Medicina Narrativa all’interno della relazione educativa in ambito sanitario, un tema noto nelle scienze della salute e con crescente applicazione pratica soprattutto in alcuni ambiti di lavoro. Infatti, con la trasformazione dei modelli sottesi alla relazione tra professionista sanitario e paziente, è stata fortemente sottolineata l’importanza dell’umanizzazione dei processi di cura e dell’attenzione a una relazione professionale che ponga il soggetto in una posizione quanto più possibile attiva rispetto al proprio percorso di salute. Si persegue quindi il fine di approfondire sia alcuni riferimenti epistemologici e pedagogici connessi alla medicina narrativa sia alcune applicazioni pratiche nella relazione con la persona assistita e nell’ambito della formazione degli operatori.

Esperienze, documentazione e riflessioni

Cristina Buonaugurio

L’intersoggettività: dal livello neurobiologico a quello etico e pedagogico

L’articolo vuole riflettere sulle implicazioni etiche e pedagogiche della questione ed evidenzia l’importanza di recuperare l’educazione morale, appunto, affinché i neuroni specchio possano diventare il substrato neuronale atto alla creazione di uno spazio relazionale in cui sperimentare rapporti di cura reciproca.

Il presente contributo desidera porsi come un invito ad avvicinare l’affascinante mondo delle neuroscienze, quale disciplina in dialogo con diverse altre aree della scienza, particolarmente di natura umanistica. Il percorso prevede una rapida riflessione su questo recente intreccio, la presentazione, a tratti abbastanza specialistica, di alcuni aspetti tecnico-scientifici importanti nello sviluppo recente delle neuroscienze cognitive,1 e di alcune scoperte e possibili risposte che interessano le due aree. L’obiettivo principale è sensibilizzare e motivare il lettore a porsi non da semplice spettatore in questa nuova prospettiva, che oramai inevitabilmente sta invadendo, in termini sostanzialmente positivi, molti ambiti di ricerca, tra i quali appunto l’educazione e le scienze umanistiche. Il presente contributo, per la complessità e l’ampiezza di alcune tematiche e lo spazio a disposizione, risulta purtroppo necessariamente inesaustivo, pur essendo in sé concluso. Prevederebbe, in ogni caso, un seguito che apra all’intreccio ulteriore tra le due aree.

Orientamenti bibliografici

Libri ricevuti