Direzione scientifica e editoriale: Stefania Capizzuto, Paola Orlando, Paola Steffani.
Rivista fondata da
Adriana De Filippis
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 13, n. 1, 2017

Indice

Stefania Capizzuto Paola Orlando Paola Steffani

Editoriale

Ricerca internazionale

Balthasar Bickel Alena Witzlack-Makarevich Kamal K. Choudhary Matthias Schlesewsky Ina Bornkessel-Schlesewsky

La neurofisiologia del processamento del linguaggio plasma l’evoluzione della grammatica: evidenze dalla marcatura dei casi

DOI: 10.14605/LOG1311701

I principi del processamento cerebrale del linguaggio possono influenzare il modo in cui la grammatica evolve nel tempo? O i cambiamenti della lingua rappresentano solo un tema di contingenza storico-sociale? Nonostante il bilancio delle evidenze risulti ambiguo e controverso, identifichiamo nel presente lavoro un vincolo neuropsicologico sul processamento del linguaggio che ha un effetto sistematico su come i sintagmi nominali vengono marcati dai casi. In esperimenti neurofisiologici che hanno interessato lingue diverse abbiamo riscontrato che nel processamento i soggetti all’inizio interpretano come agente il primo sintagma nominale semplice che ascoltano, anche quando la frase successivamente richiede l’interpretazione di un ruolo paziente. Mostriamo che questo principio di processamento risulta operativo in hindi, una lingua in cui la forma-base dei sintagmi nominali iniziali denota i pazienti, in quanto molti agenti ricevono una speciale marcatura (caso «ergativo») e vengono spesso omessi dal discorso. I nostri risultati indicano che il principio è presente in tutte le specie ed è indipendente dalle affordance strutturali di lingue specifiche. Pertanto, il principio è favorevole allo sviluppo e al mantenimento dei sistemi di marcatura che equiparano la forma-base dei casi agli agenti invece che ai pazienti. Confermiamo questa tendenza evolutiva con analisi statistiche dei segnali filogenetici di oltre 600 lingue di tutto il mondo, controllando gli effetti contrari del contatto linguistico.

Appendice

Sara Lovotti Elena Gandolfi Danilo Diotti Paola Viterbori

Le competenze morfosintattiche espressive nei DSL: proposta di una nuova prova di valutazione

DOI: 10.14605/LOG1311702

Le difficoltà morfosintattiche espressive sono state riconosciute come marker di Disturbo Specifico di Linguaggio (DSL). In ambito logopedico il repertorio di prove utilizzate per la valutazione di abilità morfosintattiche espressive in età prescolare è ancora piuttosto carente; nonostante l’errata produzione di verbi e morfemi grammaticali liberi sia stata riconosciuta come un indice di disturbo morfosintattico espressivo specifico, attualmente non esistono prove strutturate finalizzate all’indagine relativa a questa componente. L’obiettivo di questa ricerca è costruire una batteria di valutazione della morfosintassi espressiva tramite prove sperimentali che valutino l’utilizzo di articoli, clitici oggetto, verbi e preposizioni. Le valutazioni sono state effettuate su una popolazione di bambini con diagnosi di DSL in età scolare, confrontata con una popolazione di bambini senza difficoltà linguistiche della scuola dell’infanzia. Le analisi mostrano interessanti risultati che possono avere importanti ripercussioni in ambito diagnostico.

L’attuale, sempre più rapido, sviluppo tecnologico offre nuove e importanti possibilità di supporto, nell’ambito degli interventi educativi o riabilitativi, per le persone con gravi problemi di comunicazione in tutte le fasce d’età. Tuttavia, la scelta delle applicazioni software (App), utili per soddisfare bisogni comunicativi complessi e favorire la partecipazione negli ambiti di vita quotidiana, è tutt’altro che semplice. Infatti, richiede strumenti che riescano a stare al passo con il continuo aggiornamento delle conoscenze, mediante un approccio clinico specifico oltre che multidisciplinare. I logopedisti che si occupano di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) hanno l’impellente necessità di individuare degli strumenti idonei a definire l’appropriatezza delle applicazioni in circolazione, atti a valutarne la reale compatibilità con bisogni comunicativi e fattori personali e contestuali sempre più ampi e differenziati. Il presente studio vuole presentare ai colleghi una batteria di strumenti elaborata con questo obiettivo.

Studi

Chiara Mezzedimi Maria Luigia Tomai Pitinca Francesca Mansi Walter Livi Paola Staffa

Il trattamento logopedico del granuloma laringeo: risultati e prospettive

DOI: 10.14605/LOG1311705

Il granuloma laringeo, la lesione più comune della glottide posteriore, riconosce tre cause principali: abuso vocale, intubazione e reflusso gastro-esofageo. Le attuali opzioni terapeutiche, possibilmente guidate dall’eziologia, prevedono l’infiltrazione di tossina botulinica, il trattamento logopedico e le terapie chirurgica e medica. La scelta di un approccio logopedico è controversa e variegata. Il presente studio è stato condotto su 26 pazienti a cui è stato proposto il protocollo «Bergamini-Luppi modificato», integrato con esercizi ispirati al metodo propriocettivo-elastico. Dall’analisi dei casi oggetto dello studio si può osservare come l’approccio proposto sia risolutivo nella maggioranza dei casi. Tutti i pazienti trattati hanno espulso il granuloma tra la quinta e l’ottava seduta. In un solo paziente è stata osservata una recidiva contro-laterale. Nella nostra esperienza, l’applicazione di questo protocollo ha mostrato risultati positivi, con risoluzione della malattia e assenza di recidiva pressoché nella totalità dei casi.

Studi

Maria Valeria Di Martino Marina Accornero Maria Cristina Mondiello Pasquale D’Errico Eugenio Tremante

Uno strumento di valutazione per la presa in carico del paziente dopo laringectomia

DOI: 10.14605/LOG1311704

In Italia il tumore alla laringe è il più frequente tra le neoplasie del distretto testa-collo, con una maggiore prevalenza per il sesso maschile. Dopo la diagnosi di Ca laringeo, la prima scelta terapeutica è quella chirurgica e il tipo di intervento viene scelto in base alla stadiazione del tumore e alle caratteristiche del paziente (sesso, età, eventuali comorbilità, livello socio-culturale). Dopo l’intervento chirurgico, più o meno esteso, si determina una compromissione delle diverse funzioni laringee ed extralaringee. L’obiettivo del presente lavoro è quello di illustrare uno strumento di presa in carico del paziente laringectomizzato in fase acuta. La Scheda di Valutazione dei Bisogni Riabilitativi, utilizzata durante il ricovero dei pazienti nella UOC di ORL dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli da un’équipe multidisciplinare, è stata adoperata per 34 pazienti operati negli anni 2014 e 2015. L’utilizzo della scheda di valutazione ha consentito di evidenziare, attraverso le componenti dell’ICF, le priorità riabilitative di ogni Persona, consentendo così l’elaborazione del Progetto Riabilitativo Individuale con la descrizione degli obiettivi e dei programmi specifici per il loro raggiungimento.