Direzione scientifica e editoriale: Stefania Capizzuto, Paola Orlando, Paola Steffani.
Rivista fondata da
Adriana De Filippis
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 14, n. 2, 2018

Indice

Stefania Capizzuto Paola Orlando Paola Steffani

Editoriale

Ricerca internazionale

Sajad Haghshenas Motahare S. Hosseini Azin S. Aminjan

Una possibile correlazione tra stimolazione vestibolare e comprensione uditiva in bambini con disturbo da deficit di attenzione/iperattività

DOI: 10.14605/LOG1421801

Sono stati selezionati 20 bambini, di età compresa tra i 10 e i 12 anni, con disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), per valutare gli effetti della stimolazione vestibolare su percezione e sensibilità uditive, utilizzando il Test Integrato delle Prestazioni Visive e Uditive (IVA CPT, un test neuropsicologico utilizzato nella clinica della terapia occupazionale). Il presente studio ha selezionato i bambini secondo i criteri del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 4a edizione revisionata. Dopo aver ottenuto il consenso dei genitori e dei tutori, i bambini sono stati inseriti nello studio e abbinati casualmente, in base all’età, nei gruppi di intervento e di controllo. Il CPT IVA è stato impiegato come pre-test. I bambini del gruppo di intervento hanno successivamente ricevuto una stimolazione vestibolare durante le sedute di terapia, due volte a settimana, per 10 settimane. La valutazione IVA CPT (post-test) è stata quindi applicata in entrambi i gruppi. I punteggi medi pre- e post-test sono stati confrontati tra i due gruppi. Le analisi statistiche hanno mostrato una differenza significativa nel miglioramento della comprensione uditiva. In conclusione, i risultati ottenuti indicano che l’allenamento vestibolare risulta un’opzione di trattamento affidabile e potente per l’ADHD, specialmente se combinato con altri training. Stimolare il senso dell’equilibrio evidenzia l’importante interazione tra inibizione e cognizione.

Ricerca italiana

Cristina Flosi Patrizia Consolmagno

Afasia: il testo delle Linee Guida ISO-SPREAD

DOI: 10.14605/LOG1421802

Le Linee Guida Stroke Prevention and Educational Awareness Diffusion (SPREAD) per lo stroke sono state tra le prime linee guida italiane accreditate a livello nazionale e internazionale per le persone colpite da stroke. Dal 2013 il gruppo originario SPREAD si è ricostituito, dopo un breve periodo di passaggio, nel gruppo Italian Stroke Organization (ISO). Attualmente le Linee Guida SPREAD constano di 21 capitoli, uno dei quali è dedicato interamente alla riabilitazione. Da qualche anno, in occasione delle revisioni biennali, in fase di pubblicazione sono state privilegiate le raccomandazioni senza i testi e, in alcuni casi, senza le sintesi di supporto. Poiché queste parti, forzatamente omesse per motivi editoriali, costituiscono in realtà il nocciolo più importante per comprendere e guidare la buona pratica nella presa in carico, vogliamo offrire ai colleghi e agli interessati la possibilità di consultare le parti inedite, peraltro già approvate in sede ISO-SPREAD.

Ricerca italiana

Carlo Tognonato, Luigi Santilio, Riccardo Enrini, Bruno Conti Franco Cosignani Luigi Romito

Deglutizione e nutrizione nelle sindromi parkinsoniane

DOI: 10.14605/LOG1421803

Nelle sindromi parkinsoniane i disturbi di deglutizione e nutrizione complicano l’intero processo di cura. Proponiamo un approccio basato sulla valutazione precoce di possibili limitazioni. Abbiamo analizzato i dati di 26 pazienti con parkinsonismo primario, valutando entrambi i campi, indipendentemente dal livello di compromissione, presenza di disfagia o malnutrizione. Analizzando i risultati sono emersi i seguenti dati: età 64±11; durata malattia 7±4; H&Y 2,5±0,4; SDQ 34,6% fallito; V-VST 26,9% fallito; NDPCS 3,1±3,6; DOSS <5 34,6%; MNA-SF 15,4% pazienti a rischio; BMI 24,7±2,7; nessuno ha mostrato anomalie ematiche; angolo di fase bioimpendenziometria e nomogramma biavector anomali 19,2%, biagram 23,1%. Non rilevate relazioni statistiche significative. In conclusione, l’approccio preventivo, attraverso screening, sembra efficace nel segnalare i soggetti a rischio di disfagia o malnutrizione e dovrebbe essere introdotto nella pratica clinica quotidiana. Per approfondire questi temi dovrebbero essere promossi studi a lungo termine e ulteriori indagini.

Studi

Sonia Boria Emanuela Mastroprimiano Erika Benassi Maria Teresa Berghenti

Traiettorie linguistiche divergenti nel bambino con impianto cocleare

DOI: 10.14605/LOG1421804

I bambini con sordità congenita che ricevono un impianto cocleare (IC) mostrano un’ampia variabilità nell’acquisizione di competenze linguistiche. In questo studio abbiamo analizzato le traiettorie linguistiche di tre bambine sorde con IC, confrontandole con un gruppo di controllo di pari età. I risultati evidenziano che due casi presentano un disturbo linguistico e un caso, benché impiantato tardivamente, mostra uno sviluppo tipico del linguaggio. Tali dati indicano quindi che le traiettorie linguistiche individuali post-impianto nei bambini sordi non posso essere giustificate solo dalla percezione uditiva e/o dall’età dell’impianto. I due casi con disturbo di linguaggio sono stati rivalutati a distanza di 10 anni e il quadro clinico emerso evidenzia un persistente disturbo linguistico di tipo morfosintattico, che è stato rianalizzato qualitativamente, data la scarsità di casi descritti longitudinalmente in letteratura. In sintesi, con questo studio su casi singoli si ipotizza che il deficit linguistico dei bambini impiantati possa essere l’esito finale di un danno al sistema linguistico in comorbidità alla sordità profonda.

Sebbene la letteratura nell’ambito dell’ambiguità linguistica in età evolutiva sia ancora piuttosto esigua, è stato evidenziato il ruolo delle funzioni esecutive (FE) nel superamento del fenomeno (Novick, Trueswell e Thompson-Schill, 2005). La comprensione di frasi potenzialmente ambigue (o garden path) risulterebbe difficoltosa nei bambini, portando con più facilità e frequenza a interpretazioni bizzarre. La ricerca ha avuto lo scopo di chiarire quali siano i processi linguistici e i processi cognitivi dominio-generali sottostanti alla risoluzione dell’ambiguità morfosintattica e di verificare se esistano strategie differenti in bambini a sviluppo linguistico tipico e in bambini con disturbi specifici di linguaggio (DSL). Sono state utilizzate prove di valutazione del linguaggio, delle FE e una prova sperimentale costruita ad hoc sul fenomeno dell’ambiguità morfosintattica. Nell’attuale contesto di ricerca nazionale il nostro è il primo tentativo di analisi in questa direzione.