Direzione scientifica e editoriale: Stefania Capizzuto, Paola Orlando, Paola Steffani.
Rivista fondata da
Adriana De Filippis
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 14, n. 1, 2018

Indice

Stefania Capizzuto Paola Orlando Paola Steffani

Editoriale

Ricerca internazionale

Beatriz Gallardo-Paúls

Struttura testuale delle narrative di parlanti afasici

DOI: 10.14605/LOG1411801

La letteratura sul danno cerebrale e del linguaggio ha indagato su come i parlanti affetti da danno cerebrale, sia quelli con danno afasico che quelli con danno all’emisfero cerebrale destro, costruiscano i loro testi, con particolare attenzione allo schema narrativo. Con l’impiego di una raccolta di registrazioni di parlanti con danno afasico del corpus PerLa (Percezione, Linguaggio e Afasia), è stata fatta un’analisi su come questi parlanti formulano e sviluppano testi in generale. Abbiamo analizzato come essi adattino le parti essenziali di un testo, ma anche quanto appropriati siano i diversi elementi del testo in termini di rilevanza cognitiva, utilizzando i concetti di prototipicità e di iconicità sintattica; riteniamo che entrambi i concetti siano di grande rilevanza ai fini della spiegazione di alcune caratteristiche tradizionalmente associate ad agrammatismo, come si verifica ad esempio con la scelta del soggetto grammaticale o con la perdita di informazioni. I testi narrativi afasici mostrano evidenze di manipolazione di sovrastrutture narrative e di presenza di tre livelli informativi (descrittivo, agentivo e valutativo); gli errori di coesione e di coerenza esprimono l’interdipendenza tra grammatica e pragmatica e possono essere spiegati da teorie della linguistica cognitiva.

Ricerca italiana

Pasqualina Andretta Anna Rita Beghetto Marika Cherubin Luca Guarda-Nardini

Efficacia della terapia miofunzionale nei disordini temporomandibolari

DOI: 10.14605/LOG1411802

Il presente studio mira a indagare l’incidenza di segni e sintomi di disordini temporomandibolari (DTM) in soggetti adulti con squilibrio muscolare orofacciale con l’obiettivo di valutare, sia dal punto di vista clinico che dal punto di vista soggettivo dei pazienti, l’efficacia della terapia miofunzionale su di essi. Hanno partecipato allo studio 52 soggetti in età adulta con squilibrio muscolare orofacciale. Di questi, 24 presentano sintomatologia di DTM associata. Dei 24 ne sono stati selezionati 22, in quanto hanno effettuato il trattamento di terapia miofunzionale. Al termine del trattamento logopedico si assiste a un riequilibrio muscolare orofacciale e a un ripristino delle funzioni orali nella quasi totalità dei soggetti. Emerge inoltre una notevole riduzione della sintomatologia DTM e del disagio percepito. Vi è un’elevata incidenza di DTM in soggetti in età adulta con squilibrio muscolare orofacciale. Il trattamento logopedico miofunzionale si è rivelato efficace nei soggetti con DTM associato ad alterate funzioni orali.

Appendice

Giovanni Masciarelli Antonio Tanzilli Enrico Iurato

Il disturbo dell’apprendimento non verbale: diagnosi differenziale e ipotesi di trattamento

DOI: 10.14605/LOG1411803

In questo studio viene descritto un caso di disturbo dell’apprendimento non verbale. Per la sua valutazione neuropsicologica è stata utilizzata una batteria di test sensibili a determinare il profilo cognitivo del paziente e il deficit chiave in una prospettiva orientata alla definizione della diagnosi differenziale con altri disturbi che presentano caratteristiche simili a quelle del disturbo di apprendimento non verbale. Inoltre, sulla base dei risultati ottenuti alla valutazione viene descritta la messa a punto di un programma di trattamento riabilitativo che tenga conto della dimensione cognitiva, emotiva e sociale del paziente. I risultati ottenuti dallo studio di questo caso evidenziano un deficit chiave nella memoria di lavoro visuo-spaziale chiaramente dissociabile dal buon funzionamento della memoria di lavoro uditivo-verbale. Inoltre, si sottolinea la relazione tra il deficit nella memoria di lavoro visuo-spaziale e la prestazione ottenuta alle prove di prassie visuo-costruttive e gestuali. Viene definita anche la relazione tra il profilo presentato dal paziente e i suoi risultati alle prove di apprendimento scolastico indicando, infine, le strategie utili per lo sviluppo di un programma di riabilitazione cognitiva nel caso di pazienti con disturbo dell’apprendimento non verbale caratterizzati da un profilo simile a quello descritto in questo studio.

Lo studio ha avuto lo scopo di sviluppare e validare un questionario per pazienti con disfagia, somministrabile dagli assistenti, con l’obiettivo di analizzarne il comportamento durante i pasti. Si tratta di un nuovo strumento di valutazione quantitativa e qualitativa dei pasti (Mealtime Assessment Tool – MAT), una versione abbreviata della Griglia di Osservazione al Pasto (Amitrano e Crinelli, 2005). Il processo di sviluppo e validazione si è svolto in tre fasi. La prima fase ha riguardato l’identificazione dei punti del questionario. La seconda fase ha previsto un test pilota della prima versione dello strumento. L’ultima fase è consistita in una valutazione psicometrica in cui il test è stato somministrato al campione di popolazione interessato: pazienti adulti ricoverati con disfagia orofaringea diagnosticata e non. Il processo di validazione ha portato a concludere che il MAT è una scala di riferimento valida, attendibile e stabile. Il MAT è concepito come una guida pratica di osservazione del pasto per i non professionisti.

Studi

Maria Rita Torino Rossella Muò

Il ruolo del Teatro Sociale e di Comunità nella riabilitazione della persona con afasia

DOI: 10.14605/LOG1411805

La compromissione delle capacità comunicative può comportare una modifica della rete relazionale e sociale della persona con afasia, influenzando negativamente la sua qualità di vita e quella dei familiari. Accompagnare l’individuo con afasia mediante un percorso riabilitativo di tipo sociale permette di progettare con lui un suo nuovo inserimento nella società e renderlo partecipe e attivo nelle scelte terapeutiche e nella rinegoziazione di una propria identità. L’articolo intende presentare un modello di intervento ideato, progettato e applicato da un’équipe multidisciplinare all’interno del Centro Afasia CIRP – Fondazione Carlo Molo Onlus a Torino, finalizzato all’inserimento sociale della persona con afasia. Un particolare approfondimento viene dedicato alla descrizione delle attività di Teatro Sociale e di Comunità, che si presentano parte integrante di questo intervento e che si rivelano funzionali a favorire una maggiore partecipazione sociale, una migliore gestione delle abilità comunicative e l’affermazione dell’identità della persona con afasia.