Direzione scientifica e editoriale: Stefania Capizzuto, Paola Orlando, Paola Steffani.
Rivista fondata da
Adriana De Filippis
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 13, n. 3, 2017

Indice

Stefania Capizzuto Paola Orlando Paola Steffani

Editoriale

Ricerca internazionale

Li-Chen Tung Chin-Kai Lin Ching-Lin Hsieh Ching-Chi Chen Chin-Tsan Huang Chun-Hou Wang

La disfunzione dell’integrazione sensoriale condiziona l’efficacia della terapia logopedica nei bambini con disturbi funzionali dell’articolazione

DOI: 10.14605/LOG1331701

I disturbi di articolazione nei bambini piccoli sono dovuti a difetti che si verificano in un determinato stadio nello sviluppo sensoriale e motorio. Alcuni bambini con disturbi funzionali dell’articolazione possono anche avere disfunzioni nell’integrazione sensoriale (sensory integration dysfunction – SID). Abbiamo ipotizzato che la terapia logopedica dovrebbe essere meno efficace nei bambini con SID che in quelli senza SID. Pertanto, lo scopo di questo studio è stato quello di confrontare l’efficacia della terapia logopedica in due gruppi di bambini con disturbi funzionali dell’articolazione: quelli con SID e quelli senza SID. Trenta bambini con disturbi funzionali dell’articolazione sono stati suddivisi in due gruppi: il gruppo non-SID (15 bambini) e il gruppo SID (15 bambini). È stato valutato il numero di errori di pronuncia prima e dopo la terapia logopedica. È emerso che non esistono differenze statisticamente significative nell’età, nel sesso, nell’ordine di nascita, nel livello di istruzione dei genitori e nel numero di errori di pronuncia tra i due gruppi nel pre-test. Quindi la terapia logopedica può migliorare le prestazioni di articolazione dei bambini che presentano disturbi funzionali dell’articolazione, indipendentemente dal fatto che presentino SID o meno, ma comporta un miglioramento significativamente maggiore nei bambini senza SID. La SID può influire sull’efficienza del trattamento della terapia logopedica nei bambini piccoli con disturbi dell’articolazione.

Appendice b

Angela Raimondo Olga Capirci Francesca Romana Lasorsa

«Raccontami una storia»: un progetto sperimentale per il potenziamento delle abilità narrative

DOI: 10.14605/LOG1331702

«Raccontami una storia» è un progetto sperimentale finalizzato al potenziamento delle capacità narrative in età evolutiva. Questo lavoro è stato realizzato presso gli ambulatori del Centro di Riabilitazione AIAS Onlus di Melfi (PZ) e ha coinvolto otto bambini con disturbi dello sviluppo di età compresa tra i 7 e gli 11 anni. Ogni partecipante è stato valutato mediante il test Frog Story e videoregistrato. È stata utilizzata un’apposita griglia di codifica per esaminare sia la quantità e la qualità degli enunciati prodotti, sia i gesti. Il trattamento ha riguardato esclusivamente il potenziamento della grammatica della storia, quindi la capacità di produrre racconti coesi e coerenti, di adoperare correttamente espedienti retorici e di fare inferenze. Trascorso un periodo di training linguistico della durata di sei mesi, è stato programmato il re-testing delle abilità narrative di ogni partecipante, al fine di verificare l’efficacia del trattamento implementato e quindi l’avvenuto accrescimento delle competenze narrativo-dialogiche stimolate e l’eventuale riduzione e/o modificazione delle rappresentazioni gestuali.

Studi

Maria Luisa Gava Lia Mastrogiacomo Olivia Ninotti Elisabetta Roca

Il corpo porta il mondo nel cervello e il cervello guida il corpo nel mondo

DOI: 10.14605/LOG1331703

Il presente lavoro illustra il percorso riabilitativo integrato tra trattamento logopedico e l’approccio c.m.i.® (cognitivo-motivazionale-individualizzato) in un bambino di 8 anni affetto da una patologia neuro-cognitiva con conseguenti difficoltà comunicativo-linguistiche. Viene evidenziato come un lavoro di orientamento alle dimensioni del mondo reale (spazio, tempo, relazioni e oggetti) possa aiutare a stabilizzare e fare evolvere, mediante punti di riferimento, le conoscenze del bambino. Occorre sottolineare come la componente linguistica (in comprensione e in produzione) ne abbia tratto giovamento e la capacità di manipolare il proprio vissuto (ricostruito tramite elementi grafici mobili) abbia permesso al bambino di analizzare meglio i vari contesti, favorendo il linguaggio verbale.

Esperienze professionali

Paola Sarti

Ausili di comunicazione in età evolutiva

DOI: 10.14605/LOG1331704

Le tecnologie elettroniche e informatiche introducono elementi tecnici che modificano i modi e tempi di produzione dei messaggi tipici della low tech, con particolare riferimento a funzioni quali l’uscita in voce, la memoria dei messaggi esterna agli interlocutori, il notevole incremento potenziale del numero di simboli a disposizione, ecc. Tutti questi elementi fanno capo a una superiore possibilità di autonomia, ma anche a una superiore richiesta, su molteplici livelli, alla persona con Complessi Bisogni di Comunicazione. L’intervento esamina gli articolati processi connessi alla piena integrazione degli ausili hi-tech nella loro veste di protesi di comunicazione e indaga le conseguenti implicazioni per il progetto di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA).

Esperienze professionali

Valentina Colozza

Sviluppo del linguaggio, psichico e cognitivo con la Lingua dei Segni italiana

DOI: 10.14605/LOG1331705

Questo articolo descrive il caso di una bambina affetta dalla sindrome di Coffin Siris, seguita per due anni utilizzando la Lingua dei Segni italiana al fine di far maturare e stimolare lo sviluppo psichico, del linguaggio e della comunicazione. F. è una ragazzina di 9 anni a-verbale che accede alla nostra struttura (Scuola di Lingua dei Segni CounseLis, Napoli) dopo anni di logopedia e psicomotricità, presentando una più che buona capacità di comprensione dell’italiano e una forma di comunicazione di base espressa attraverso l’uso del tablet, di alcuni gesti e della scrittura. Nonostante manifesti forti segni di disprassia, ridotta attenzione e assenza dello sguardo diretto all’interlocutore, attualmente F. è in grado di usare la Lingua dei Segni per comunicare intenzionalmente stati d’animo e desideri. Grazie allo sviluppo del linguaggio e a un percorso terapeutico, si è ottenuto un recupero più che buono sia sul piano cognitivo e delle funzioni esecutive, sia sul piano psichico. Infatti, l’insorgere del linguaggio ha permesso di pervenire a un recupero quasi totale delle funzioni esecutive e a uno sviluppo psichico sintonico. L’articolo esamina il metodo di intervento e i risultati raggiunti.

Esperienze formative

Alessia Tedesco Marinella Garotta

La matematica con gli occhi di Piaget