Direzione: Luigi Marotta
Vicedirezione: Annagiulia De Cagno, Valeria Di Martino
Rivista fondata da
Adriana De Filippis
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 15, n. 1, 2019

Indice

Ricerca internazionale

Hazel Roddam

Clinical Reasoning in Speech and Language Therapy

DOI: 10.14605/LOG1511901 | ISSN: 1825-6724

This short paper presents a reflection on issues related to clinical reasoning that are pertinent to all Speech and Language Therapy (SLT) professionals. The paper briefly outlines four main aspects for consideration: the challenges of clinical reasoning in SLT; the influences on our clinical reasoning — the insights we can gain from the variability that exists in our clinical practice and the evidence that our perceptions of evidence-based practice (EBP) are evolving and changing; the impact of our clinical reasoning — what we know about the effects when research evidence is implemented into practice; strategic approaches to better support clinical reasoning.

Ricerca internazionale

Mark Jayes

Improving Practice in Supported Decision-Making and Mental Capacity Assessment

DOI: 10.14605/LOG1511902 | ISSN: 1825-6724

Current models of evidence-based practice are predicated on the inclusion of patients/service users in decisions about their healthcare. In the United Kingdom (UK), healthcare policy and legislation require practitioners to provide support with decision-making and, if necessary, complete mental capacity assessments to identify if service users can make informed decisions. People with communication disabilities may have difficulties understanding, thinking and talking about decisions and may require communication support. In this paper, I discuss the current challenges associated with mental capacity assessment and supported decision-making. I propose that healthcare professionals should look beyond legal and policy imperatives to consider the ethical foundations for their practice, when they face such challenges. I compare two conceptual approaches to ethical reasoning. I describe a practical solution to the clinical challenge: the development of the MCAST, a toolkit to support multidisciplinary staff to assess mental capacity and provide support to service users with communication disabilities during the decision-making process.

EtÀ evolutiva

Monica Panella

Il neonato pretermine. Dalla TIN al territorio

DOI: 10.14605/LOG1511903 | ISSN: 1825-6724

Il neonato pretermine presenta molto frequentemente difficoltà di alimentazione. La presa in carico precoce di tale difficoltà, a partire dalla permanenza in Terapia Intensiva Neonatale (TIN), rappresenta uno strumento di prevenzione e di contenimento delle difficoltà. Il logopedista è la figura di riferimento in questo percorso. La continuità assistenziale nel ritorno al domicilio e il follow-up nelle tappe alimentari strategiche rappresentano un punto cardine della presa in carico del bambino pretermine.

EtÀ evolutiva

Sara Panizzolo

Il logopedista in Terapia Intensiva Neonatale: oral feeding management

DOI: 10.14605/LOG1511904 | ISSN: 1825-6724

L’articolo intende fornire una panoramica sul ruolo del logopedista in Terapia Intensiva Neonatale (TIN) quale professionista della salute specializzato e competente nel trattamento di quei neonati prematuri che presentano difficoltà nella transizione dalla nutrizione enterale all’alimentazione orale.

EtÀ evolutiva

Emanuela Leone Sciabolazza Enrico Iurato Giovanni Masciarelli

Quando parlare e comunicare non sono buoni compagni di viaggio

DOI: 10.14605/LOG1511905 | ISSN: 1825-6724

In questo studio sono descritti tre casi con disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) al fine di evidenziare la presenza di un fenotipo cognitivo-comportamentale trasversalmente presente in diverse fasce d’età. I tre casi descritti fanno parte di uno studio più ampio e per la loro valutazione è stata utilizzata una batteria di test sensibili a determinare le caratteristiche cognitivo-comportamentali dei pazienti e i deficit chiave all’interno di una cornice teorica derivante dalla pragmatica cognitiva. Inoltre, sulla base dei risultati ottenuti e della loro interpretazione, sarà messo a punto uno specifico programma d’intervento sistematizzato, il Communication and Pragmatic skill – Training (CaPs-T), che tiene conto della dimensione cognitiva, emotiva e sociale dei pazienti con disturbo della comunicazione sociale (pragmatica). Il CaPs-T si articolerà in modo trasversale sulle competenze socio-comunicative e pragmatiche in tre fasce d’età (prescolare, scolare e adolescenziale) e nei diversi domini che costituiscono la competenza pragmatica.

EtÀ adulta

Anna Rita Dellomonaco Valentina Lavermicocca

L’Action Observation Therapy nel paziente afasico cronico: applicazioni nella pratica clinica logopedica

DOI: 10.14605/LOG1511906 | ISSN: 1825-6724

Lo studio della localizzazione, dell’attivazione e della funzione dei neuroni specchio nell’uomo rappresenta uno tra i più rivoluzionari contributi scientifici forniti alle neuroscienze. Evidenze scientifiche sono a sostegno dell’Action Observation Therapy (AOT), strategia riabilitativa che sfrutta il sistema dei neuroni specchio e viene testata come supporto alle metodiche tradizionali, per quanto concerne il recupero motorio in pazienti post-stroke. La letteratura sull’influenza reciproca tra gesti e linguaggio e l’ampia presenza di neuroni specchio a livello dell’area di Broca hanno permesso di ipotizzare il trasferimento dell’AOT nella riabilitazione della comunicazione in pazienti afasici. Obiettivo dello studio è l’applicazione di tecniche di AOT al fine di incrementare l’efficacia comunicativa nel paziente afasico cronico. Nove pazienti con afasia di tipo non fluente in fase cronica sono stati sottoposti a un training logopedico individuale, preceduto e seguito da test di valutazione linguistico-comunicativi. Il training, costituito da sedute della durata di 30 minuti ciascuna, è stato strutturato con una frequenza di quattro sedute a settimana per quattro settimane. I video mostrati sono stati costruiti con le caratteristiche necessarie all’attivazione dei neuroni specchio. L’analisi statistica della valutazione pre, post-training e al follow-up non ha evidenziato differenze significative. Al contrario, l’analisi statistica della variazione dell’efficacia comunicativa verbale e non verbale tra la prima e l’ultima seduta ha messo in luce variazioni significative. Lo studio condotto mostra le potenzialità dell’AOT nell’ambito della riabilitazione logopedica del paziente afasico, evidenziando come questa strategia possa rappresentare un valido supporto alle metodiche tradizionali.

Logopedia e societÀ

Valentina Pasian Cristian Leorin

Assistive Technology e innovazione in logopedia

DOI: 10.14605/LOG1511907 | ISSN: 1825-6724

Le innovazioni tecnologiche e tutti gli strumenti offerti dalla Comunicazione Aumentativa e Alternativa sono fondamentali per la riabilitazione logopedica di adulti e soggetti in età evolutiva. Al centro si trova la figura del logopedista, che oggi deve essere sempre più preparato non solo sul piano scientifico ma anche su quello tecnologico per individuare i dispositivi che possono aiutare il paziente e riadattare in modo creativo strumenti nati per utilizzi originariamente diversi. Lo sviluppo di nuove tecnologie, infatti, muove e stimola il nostro mondo in molteplici direzioni. Che sia di tipo software o hardware, che sia tangibile o un semplice flusso di informazioni e dati, la tecnologia ci circonda nella quotidianità e le sue applicazioni in campo medico-scientifico hanno aumentato la qualità e l’aspettativa di vita di milioni di persone.

Logopedia e societÀ

Giuseppe Mancini Donatella Tomaiuoli

Multiculturalità: clinica logopedica e migrazioni

DOI: 10.14605/LOG1511908 | ISSN: 1825-6724

La crisi dei rifugiati in Europa ha messo in evidenza molte difficoltà nel creare servizi appropriati per una popolazione così vulnerabile. I rifugiati, adulti e bambini, soffrono di una serie di problemi di salute che possono portare a disturbi cronici se non trattati. Molti studi dimostrano che, nonostante i Governi europei siano ben consapevoli delle specifiche difficoltà incontrate dai rifugiati, i servizi medici e riabilitativi spesso non hanno un consistente, omogeneo e adeguato programma di intervento. Inoltre, ostacoli importanti derivano dalle difficoltà comunicative e culturali, dall’assenza di interventi, di continuità di cura e anche di responsabilità da parte dei rifugiati stessi, il cui concetto di salute (e quindi di riabilitazione) suona del tutto nuovo e/o completamente diverso da quello europeo. I logopedisti, in quanto parte di un team multiprofessionale (tra i quali spicca il mediatore culturale) e professione centrale della comunicazione, e quindi del processo integrativo, dovranno sempre di più sviluppare servizi adeguati, analizzare procedure e illustrare quali ostacoli e limiti impediscono una presa in carico e un trattamento riabilitativo.

Professione logopedista

Ricerca qualitativa, ricerca quantitativa e linee guida in logopedia: presentazione di esperienze

DOI: 10.14605/LOG1511909 | ISSN: 1825-6724

La ricerca qualitativa, se applicata ai problemi di comunicazione, potrebbe offrire un contributo alla loro migliore comprensione e gestione. In linea con il modello bio-psico-sociale e il concetto antropologico di malattia di Kleinman, la ricerca qualitativa consente di indagare la percezione della malattia da parte del paziente e il significato ad essa attribuito in una prospettiva di evidence-based medicine (EBM). Nell’articolo vengono presentate le caratteristiche, le criticità e le ricadute della ricerca qualitativa nella pratica clinica logopedica, soprattutto in relazione all’applicazione, alla redazione in collaborazione con altri professionisti e, ancora di più, alla possibilità di redigere specifiche linee guida in logopedia. Vengono pertanto presentate le più recenti esperienze in proposito, in particolare facendo un’analisi di confronto tra la realtà italiana e quanto proposto dalle linee guida logopediche più recenti: le linee guida relative alla logopedia nella malattia di Parkinson dell’Associazione Olandese Logopedia e le linee guida logopediche olandesi sulla balbuzie.

Professione logopedista

Anna Accornero Giovanna Lovato Paola Sperindé

Competenze avanzate del logopedista e revisione del Core Curriculum

DOI: 10.14605/LOG1511910 | ISSN: 1825-6724

La formazione e la costruzione del patrimonio culturale di ogni individuo costituiscono un momento di fondamentale importanza per vivere la realtà esistenziale sia personale che professionale. Molti gli aspetti da considerare nei processi di apprendimento di idee, concetti che si manifestano attraverso atteggiamenti e atti su cui l’uomo deve costantemente riflettere per lo sviluppo personale, per costruire e aggiornare le sue competenze. Vengono presentate e analizzate le competenze avanzate del logopedista, dopo averne delineato il contesto storico e legislativo più recente, inserendole con un preciso razionale nell’organizzazione dei percorsi di formazione di base e post base.

Professione logopedista

Sabrina Petyx Maria Rosa Paterniti Piera Buttitta

Saper essere: i valori di una professione

DOI: 10.14605/LOG1511911 | ISSN: 1825-6724

I nostri atti comunicativi sono dei vettori di cui ci serviamo per trasmettere pensieri, bisogni, emozioni e relazioni. Questo, in ambito logopedico e non solo, necessita della capacità di osservare e ascoltare, di essere empatici, duttili, creativi, ma anche competenti, precisi e meticolosi, al fine di individuare, pianificare e orientare il percorso terapeutico migliore per ogni singolo paziente. Non esistono, a tal fine, verità assolute, ma conoscenze, abilità, regole e attitudini condivise dalla comunità scientifica e accademica internazionale, che bisogna saper costruire nel personale percorso formativo, così da poter essere modellate sulle specificità sempre nuove che si presenteranno nell’esercizio professionale. La regola è lo scheletro di ogni terapia e di ogni relazione, e proprio nella regola troviamo i punti fermi a cui appoggiarci per raggiungere un obiettivo dopo l’altro, ma nella fantasia, nell’intuito, nell’adattabilità di un percorso tale regola può regalarci il meglio di sé. Nulla di ciò può efficacemente realizzarsi senza un lavoro di formazione permanente che il logopedista deve compiere su se stesso per affinare e potenziare i suoi strumenti personali, i quali possono esprimersi attraverso un uso consapevole e competente del proprio sé corporeo, in senso sia percettivo che comunicativo.

Professione logopedista

Daniele Rodriguez

Il codice deontologico del logopedista nel nuovo scenario normativo in tema di responsabilità professionale e sistema ordinistico

DOI: 10.14605/LOG1511912 | ISSN: 1825-6724

La Legge 11 gennaio 2018, n. 3 ha modificato la disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie e ha introdotto nuove norme sulla codificazione deontologica che compete agli Ordini. La Legge n. 3 ha creato un nuovo Ordine che comprende le 19 professioni che afferiscono alle tre diverse aree della riabilitazione, tecnico-sanitaria e tecnica della prevenzione. Fra le complesse questioni relative alla istituzione di questo nuovo Ordine pluriprofessionale, vi è quella del codice deontologico: unico per tutto l’Ordine o diverso per ogni professione? Ognuna delle preesistenti associazioni rappresentative delle varie professioni ora rientranti nell’Ordine multiprofessionale, nonché il Collegio dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, aveva elaborato un proprio codice deontologico. L’analisi della Legge n. 3 evidenzia che sia da privilegiare l’opzione del codice deontologico unico. La sua stesura comporterebbe comunque alcuni problemi. È esaminata la questione di come salvaguardare l’autonomia e l’identità di ognuna delle 19 professioni nel contesto di un codice deontologico unitario e sono proposte alcune soluzioni. È analizzato il tema della responsabilità, considerato, anche in relazione alla Legge 8 marzo 2017, n. 24, nella duplice accezione di impegno nell’interesse di salute della persona e di attitudine a rispondere sotto il profilo disciplinare in caso di condotta censurabile.