Giornale italiano di ricerca clinica applicativa

Direzione scientifica: Giacomo Stella e Enrico Savelli
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 10, n. 2, maggio 2013

Indice

Enrico Savelli, Giacomo Stella

Editoriale

La più recente letteratura internazionale sui disturbi dell'apprendimento evidenzia la necessità di individuare precocemente, già nella scuola dell'infanzia, bambini a rischio di successive difficoltà scolastiche e di programmare progetti preventivi di potenziamento delle abilità di base più importanti per l'apprendimento scolastico. In questo lavoro presentiamo un progetto pilota condotto in una scuola dell'infanzia, in cui 6 bambini dell'ultimo anno, individuati come «a rischio alto» in base alle prove PAC-SI di screening (su un campione iniziale di 55 bambini), hanno partecipato ad attività di potenziamento nelle seguenti aree: consapevolezza fonologica, denominazione rapida, memoria a breve termine e abilità visuospaziali. Il confronto delle prestazioni dei bambini al follow-up con due diversi campioni di riferimento evidenzia l'efficacia dell'intervento di potenziamento nel migliorare le abilità di base considerate.

Questo lavoro, impostato come un disegno sperimentale a soggetto singolo, ha l'obiettivo di verificare se gli effetti di un training sulla memoria fonologica possono avere ricadute positive sull'apprendimento della lettura in una bambina con importanti difficoltà di acquisizione in un periodo collocato tra la fine della prima classe primaria e l'inizio della seconda. Il materiale è stato interamente costruito per il perseguimento di questo scopo (ricalcando esattamente la metodologia seguita in un precedente lavoro di Gulì et al. del gennaio 2010) e consta di 800 non parole a bassa wordlikeness utilizzate per un training strettamente orale di analisi e sintesi fonemica. Il trattamento ha seguito una linea di brevità e frequenza (2 mesi in tutto, con una frequenza di 5 giorni alla settimana per 20 minuti a seduta) e i risultati evidenziano come un lavoro «indiretto» incentrato solo ed esclusivamente sul recupero del loop fonologico abbia avuto una significativa ricaduta sulla capacità di lettura del soggetto trattato.

Abbiamo studiato gli effetti sulle abilità di lettura di un training basato sulla fluenza rivolto a 7 studenti della scuola primaria che avevano ricevuto una diagnosi di Dislessia. La ricerca si compone di 7 studi a soggetto singolo, nel quale la variabile dipendente è rappresentata dal numero di sillabe corrette lette al minuto utilizzando brani adeguati alla classe frequentata da ogni partecipante. La variabile indipendente è un training basato sulla fluenza, nel corso del quale i soggetti si sono esercitati nella lettura di sillabe e parole frequenti con cadenza bisettimanale. I risultati evidenziano come tutti i soggetti abbiano riportato dei miglioramenti nella velocità di lettura; particolare attenzione verrà rivolta sia all'entità del miglioramento che al tempo complessivo di lavoro.

Esistono in commercio vari libri editi in font diversi, alcuni dei quali pubblicizzati come particolarmente adatti ai soggetti dislessici. In una prima fase della nostra ricerca, è stato chiesto a 89 alunni della primaria e della secondaria di primo grado con difficoltà di lettura se preferissero leggere i testi in un font appositamente studiato per loro, l'EasyReading®; nella seconda fase, per verificare se la lettura dei normolettori e dei dislessici può essere influenzata dal cambiamento del font, la presente ricerca ha confrontato prove di lettura che utilizzano Times New Roman, il classico font che si presenta di default all'apertura di molti programmi di videoscrittura, con le stesse prove presentate in EasyReading®, il font appositamente studiato per i soggetti dislessici, rilevando velocità e correttezza nella lettura in 533 alunni della classe quarta primaria. Il gruppo è stato suddiviso in 4 sottogruppi in base all'abilità di lettura, riportando i risultati generali e suddivisi per sottogruppo. I risultati, che appaiono significativi da un punto di vista sia statistico che clinico, ci consentono di affermare che l'EasyReading® può essere considerato un valido strumento compensativo per i lettori con dislessia e un font facilitante per tutte le categorie di lettori.

Il lavoro ripercorre l'analisi degli errori di lettura nella dislessia così come questa si è sviluppata a partire dagli studi degli anni Sessanta su pazienti con disturbi acquisiti, per poi estendersi alla valutazione di disturbi in ambito evolutivo. Viene presentata la classificazione di errori sviluppata da Hendriks e Kolk (1997) per una lingua a ortografia regolare come l'olandese. L'applicabilità di questa classificazione alla lingua italiana viene valutata presentando dati preliminari sulla lettura di brani e liste di parole isolate di un gruppo di bambini di quinta primaria con difficoltà di lettura e uno di pari età con sviluppo tipico. I risultati indicano che la classificazione proposta da Hendriks e Kolk (1997) aiuta a descrivere in modo efficace il comportamento di lettura in bambini di una lingua a ortografia regolare come l'italiano. In particolare, coglie bene comportamenti di approccio al target (sounding-out) molto frequenti in bambini con difficoltà di lettura.