Riflessioni pedagogiche sul ruolo delle neuroscienze nella formazione 3.0 degli insegnanti
Diana Olivieri
In questo articolo, rivolto alla dimensione docente, si argomenterà come le neuroscienze giochino un ruolo importante nell’ispirare l’impresa didattica e la riforma educativa. Del resto, gli insegnanti palesano il bisogno di ricevere una formazione che consenta loro di adottare strategie allineate con le attuali conoscenze relative allo sviluppo neurocognitivo e alla neuroplasticità, affinché la loro pratica sia sempre più basata su evidenze. Nell’ottica di uno sviluppo professionale 3.0, che considera inscindibili gli aspetti professionali e personali dell’insegnamento, appare dunque fondamentale progettare un approccio efficace a supporto dell’apprendimento degli insegnanti, che attinga alle esigenze da questi ultimi manifestate. Farlo attraverso la creazione di comunità di pratica consentirà di stimolare la cosiddetta efficacia didattica collettiva, ossia la convinzione di poter fare la differenza nella vita dei propri alunni, nessuno escluso. La realizzazione di un breve sondaggio per rilevare le preferenze degli insegnanti pre-servizio e in servizio per diversi argomenti didattici, ai fini della realizzazione di un percorso laboratoriale on demand di arricchimento delle capacitazioni, direttamente tarato sulle loro richieste di approfondimento in chiave pratica, ha consentito di rilevare l’interesse del 90% dei rispondenti per un corso sincrono che affronti, in modo particolare, le strategie atte a favorire i processi di innesco e consolidamento dell’apprendimento (attenzione e memoria), laddove scarso interesse è invece emerso per il training metacognitivo-motivazionale, la cui prospettiva di realizzazione appare loro un’eventualità ancora troppo distante.
Keywords
Neurodidattica, formazione degli insegnanti, efficacia didattica collettiva, pratica basata sulle evidenze, sviluppo professionale.