Ricerca di senso come fattore protettivo del lutto prolungato
Domenico Bellantoni, Maria Luisa De Luca, Maria Grazia Merini, Antonio Palummieri
L’articolo riporta i risultati di una ricerca che si propone di analizzare l’esistenza di una correlazione inversa tra la sintomatologia del Disturbo da Lutto Prolungato (DLP) e i due costrutti dell’Analisi Esistenziale «scopo della vita» e «capacità di autotrascendenza», per poter comprendere se questi possono essere dei fattori di protezione dallo sviluppo di questo disturbo. Lo studio è stato realizzato somministrando tre questionari: il PG-13, il PILS e la Scala «Autotrascendenza», preceduti da alcune domande esplorative, a un campione di 57 genitori che hanno vissuto il lutto di un figlio, nato e poi deceduto. In particolare, hanno partecipato alla ricerca 32 madri (56,1%) e 23 padri (40,4%) provenienti da varie regioni d’Italia.
I dati più significativi che emergono sono, in primo luogo, che l’avere uno scopo nella propria vita risulta essere un fattore protettivo nei confronti dello sviluppo di un possibile DLP poiché, nel momento dell’evento doloroso del lutto, la vita del genitore e il suo Sé rimangono orientati verso qualcosa che resta saldo e ancora presente nonostante l’evento infausto. Inoltre, si è visto come la presenza di altri figli e/o il vivere tale esperienza attraverso un cammino di fede possano essere delle variabili che aiutano i genitori ad affrontare tale evento, abbassando la possibilità di sviluppare dei sintomi legati al DLP.
Keywords
Lutto del figlio, Analisi Esistenziale, ricerca di senso, Grief & Growth Therapy.