ISS-c10CANEVARO_3_2020

Vol. 19, n. 3, settembre 2020

MONOGRAFIA

Processo alla Didattica a Distanza

Un’esperienza della Classe Quinta della Scuola Primaria di Castiglione di Ravenna

Andrea Canevaro1

Sommario

Gli alunni della classe quinta della Scuola Primaria di Castiglione di Ravenna, che come tutti i loro coetanei italiani si sono trovati nella straordinaria circostanza di concludere la scuola primaria dopo mesi di scuola schiusa e di Didattica a Distanza, hanno provato ad elaborare questa esperienza attraverso un dibattito strutturato, in cui hanno fatto un «processo alla DaD».

Questo articolo è un reportage, costruito in collaborazione con gli insegnanti che hanno seguito l’attività, che offre un interessante approfondimento su come i bambini abbiano vissuto il periodo di chiusura della scuola e su come siano stati in grado di analizzarlo e rielaborarlo.

Parole chiave

Processo alla DaD, scuola primaria, dibattito, classe quinta.

Monography

Judging the distance learning

An experience of the 5th class of Castiglione
di Ravenna’s primary school

Andrea Canevaro2

Abstract

Pupils of the 5th class of Castiglione di Ravenna’s primary school, just as every other child if the same age in Italy, found themselves in the extraordinary situation of finishing primary school after months of online schooling. They then decided to try and process the experience by making online schooling the defendant in a trial.

This article is a reportage of this mock trial, written in collaboration with the class teachers who organized the activity. It offers an interesting insight on how children have lived through the months in which the schools have been closed, and how they were able to analyze and elaborate on it.

Keywords

Trial on online schooling, primary school, debate, 5th class.

Introduzione

Gli alunni, giunti alla fine del ciclo scolastico, hanno deciso di riflettere sulla situazione così particolare che ha contraddistinto il loro ultimo anno alla Scuola Primaria. Ne è nato un confronto che è man mano cresciuto in uno scambio di opinioni che ha dato origine a un vero e proprio dibattito.

Abbiamo ritenuto che tutto ciò che ci siamo detti a voce meritasse di essere trascritto e lo abbiamo organizzato nella forma di un ipotetico «Processo alla Didattica a Distanza», in modo che ne rimanesse memoria, per gli alunni direttamente coinvolti e per gli altri compagni.

Gli insegnanti della classe

L’imputato:

Didattica a Distanza

Gli Avvocati dell’Accusa:

Gli Avvocati della Difesa:

Adriana

Alex

Alessia

Andrea

Asia

Enea

Cecilia

Gianluca

Edoardo B

Ginevra

Edoardo F

Giorgio

Emily R

Lisa

Emily Ru

Tania

Eva

Lorenzo A

Giacomo

Vjola

Giada

Nicole

Kristopher

Lorenzo V

Matilde

Riccardo

Tea

Il giudice:

Prof. Andrea Canevaro

Accusa Giada

Io accuso la Didattica a Distanza perché ci ha fatto crescere troppo in fretta e ci ha derubato di una parte della nostra infanzia. Spesso dovevamo stare a casa da soli a seguire le lezioni perché i nostri genitori andavano a lavorare e siamo stati costretti a sostenere degli impegni da adulti.

Difesa Ginevra

La Didattica a Distanza ci ha resi più responsabili e maturi. Non ci ha rubato niente, anzi, ci ha arricchiti: ora sappiamo usare meglio il computer, sappiamo usare power point e fare presentazioni durante le video lezioni, abbiamo imparato a fare ricerche a gruppi in videochiamata.

Accusa Emily Ru

Io accuso la Didattica a Distanza perché ha messo in difficoltà molte famiglie, soprattutto quelle con più figli, perché è difficile gestire le consegne dei compiti e gli orari delle lezioni che spesso coincidono tra loro.

Difesa Giorgio

È stato difficile perché non eravamo abituati, ma col passare del tempo, piano piano abbiamo trovato il modo di organizzarci al meglio

Accusa Adriana

Io accuso la Didattica a Distanza per avere stravolto la nostra vita quotidiana!

Difesa Ginevra

Abbiamo dovuto abbandonare le nostre abitudini, ma chi lo dice che il cambiamento è stato solo in peggio? Scommetto che a tutti piace dormire un po’ di più alla mattina.

Accusa Lorenzo V.

Io accuso la Didattica a Distanza perché a scuola segniamo i compiti sui diari, a casa invece dobbiamo entrare su Classroom per leggerli e se la connessione non funziona bene non possiamo vederli e questo mi crea ansia.

Difesa Lisa

Il problema si risolve organizzandosi per tempo: quando si accede a Classroom basta prendere nota di tutti i compiti presenti e non solo di quelli a breve scadenza.

Accusa Asia

Io accuso la Didattica a Distanza perché ci ha tappato la bocca! Ci ha impedito di chiacchierare con i nostri compagni e questo dover tenere i microfoni disattivati mi ha scossa…

Accusa Matilde

…E Io accuso la Didattica a Distanza perché non ci ha permesso di fare ricreazione insieme ai compagni e di parlare tra di noi!

Difesa Vjola

Noi ci incontriamo su Meet sempre in anticipo rispetto all’inizio delle lezioni e abbiamo tutto il tempo per chiacchierare

Accusa Tea

Io accuso la Didattica a Distanza perché ci fa perdere tempo: spesso salta la connessione internet e ogni volta bisogna rifare il percorso per entrare su classroom…

Accusa Emily R.

…E io l’accuso perché con il segnale internet poco stabile non riusciamo ad ascoltare tutta la lezione: altro che Didattica! Qui si lede il diritto allo studio!

Difesa Andrea

Non prendiamoci in giro! Perché forse quando eravamo in classe stavamo sempre attenti? È troppo facile dare la colpa di tutto alla Didattica a Distanza. Anche in classe eravamo distratti e i maestri dovevano richiamarci a seguire le lezioni con più attenzione.

Accusa Edoardo B.

Io accuso la Didattica a Distanza di averci dato «una scuola a metà» perché le ore di lezione a distanza sono state di meno di quelle che avremmo fatto in presenza a scuola…

Accusa Riccardo

…E io accuso la Didattica a Distanza perché ci ha tolto la ricreazione che era importante per prenderci una pausa per spezzare le ore di lezione.

Difesa Gianluca

Questo è vero solo in apparenza. Ancora una volta la Didattica a Distanza non toglie nulla, ma ci invita a vivere il tempo con responsabilità e attenzione. La Didattica a Distanza ci invita a migliorarci.

Accusa Eva

Io accuso la Didattica a Distanza perché non possiamo vedere i nostri compagni di classe

Difesa Enea

È ovvio che vedersi in video non è come vedersi dal vivo, ma è anche vero che molti di noi tengono la videocamera spenta. Se hanno inventato le videocamere, sfruttiamole, accendiamole…

Difesa Tania

…E aggiungo che per tutto il tempo in cui eravamo costretti a stare chiusi in casa perché a causa della pandemia non si poteva uscire, la Didattica a Distanza ci ha dato il sollievo di poter vedere per qualche ora al giorno i nostri amici.

Accusa Giacomo

Io accuso la Didattica a Distanza perché per connetterci e partecipare alla video lezione dobbiamo usare dei GIGA che sono a pagamento, invece la Costituzione stabilisce che la scuola deve essere gratuita e accessibile a tutti. Le famiglie si sono accollate un costo

Difesa Lorenzo A.

In questi mesi di scuola chiusa ci siamo risparmiati il costo della mensa. Inoltre, del costo della connessione non è direttamente responsabile la Didattica a Distanza, ma le compagnie telefoniche. Casomai sono loro da processare!

Accusa Alessia

Io accuso la Didattica a Distanza di avere favorito i «furbetti», quelli che se non sapevano rispondere durante un’interrogazione uscivano dalla lezione facendo finta di avere problemi di connessione. Se fossimo stati a scuola non sarebbero mica potuti uscire dall’aula!

Difesa Andrea

Se uno voleva fare il furbetto, trovava il modo anche a scuola, ad esempio dicendo di avere lasciato il quaderno a casa...

Accusa Cecilia

Io accuso la Didattica a Distanza di avere rovinato il finale della quinta elementare: per quattro anni abbiamo accompagnato al cancello con applausi e striscioni colorati i nostri compagni dell’ultimo anno e ora che finalmente era arrivato il nostro momento, tutto è andato in fumo per colpa della Didattica a Distanza.

Difesa Alex

Riflettiamo un attimo: è vero che non abbiamo avuto l’ultimo giorno di scuola dei nostri sogni, ma abbiamo avuto altri momenti speciali. Senza la Didattica a Distanza non avremmo mai incontrato Roberto Piumini!

Accusa Edoardo F.

Io accuso la Didattica a Distanza di averci privati degli spazi che da sempre rappresentano la scuola: i banchi, la lavagna, la scrivania della maestra e quell’atmosfera che si respira e si vive solo all’interno di un’aula.

Difesa Nicole

Stare davanti a un computer non è come stare a scuola, ma viviamo gli spazi in modo diverso: la casa, con un po’ di immaginazione si può trasformare: la scrivania o il tavolo diventano il banco, lo schermo del computer diventa la lavagna su cui scrivere e proiettare materiale…. Su amici, usiamo l’immaginazione e la fantasia!

Accusa Kristopher

Io accuso la Didattica a Distanza perché ci ha privato dei viaggi di istruzione che ci facevano divertire ed imparare allo stesso tempo.

Difesa Giancluca

Un attimo… se ci pensiamo bene le gite virtuali grazie ai siti dei musei non sono mancate, addirittura all’estero!

Sentenza

Il Tribunale ha esaminato le testimonianze dell’accusa nei confronti di Didattica a Distanza. Ha anche ascoltato le testimonianze a difesa di Didattica a Distanza. Deve ricordare ad accusa e difesa che questo processo nei confronti di Didattica a Distanza si svolge in circostanze drammaticamente eccezionali, e questa sentenza ne deve tener conto. L’epidemia di coronavirus, o Covid-19, costringe tutti, giudici compresi, a comportamenti eccezionali.

Date le circostanze eccezionali, dobbiamo prendere in considerazione le intenzioni di Didattica a Distanza. Quali erano le sue intenzioni? Riteniamo che le sue intenzioni fossero: mantenere i contatti fra coloro che, nel tempo del coronavirus, non potevano incontrarsi. Sempre date le drammatiche circostanze, riteniamo che quelle intenzioni abbiano prodotto dei fatti. Il desiderio stesso di rincontrarsi, grazie a Didattica a Distanza, si è mantenuto vivo e probabilmente è aumentato. Didattica a Distanza ha fatto capire quanto è utile e bella Didattica in Presenza, incontrandosi. Le testimonianze a difesa e quelle di accusa lo dimostrano entrambe.

Il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer,3 che visse nell’Ottocento, può aiutarci a capire il rapporto fra Didattica a Distanza e Didattica in Presenza, raccontando la storia dei porcospini che si mettono uno vicino all’altro per scaldarsi e che si sforzano di trovare la distanza giusta per non ferirsi l’un l’altro. Ogni porcospino si avvicina a un altro porcospino per scaldarsi, e poi si allontana per non pungersi.

«Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. Finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione».

Questa sentenza deve tener conto delle tante circostanze attenuanti, e non vuole imputare a Didattica a Distanza le colpe del coronavirus. Per questo non condanna Didattica a Distanza alla detenzione, ma all’obbligo di eseguire lavori utili. In particolare, a collaborare con Didattica in Presenza per migliorare le attività scolastiche perché non siano unicamente lezioni, ma anche laboratori, uscite, esperienze. Tutte attività che permettono di riprendere ritmi compatibili con una vita sociale piena e fatta di incontri.


1 Professore Emerito all’Università di Bologna, «padre» della pedagogia speciale in Italia.

2 Università di Bologna.

3 Vedi in Schopenhauer A. (2017), Parerga e Paralipomena, Milano, Adelphi.

Vol. 19, Issue 3, September 2020

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