Le politiche e le didattiche inclusive nel mondo

Lucia de Anna

La Conferenza di Salamanca (1994) segna un momento importante di apertura a un dibattito sull’educazione inclusiva nel mondo che condurrà verso la Convenzione delle Nazioni Unite (2006), affermando i diritti delle persone con disabilità e concentrando l’attenzione sulle politiche educative. Sono stati scelti tre Paesi — Brasile, Senegal e Taiwan — che, in tempi e maniere differenti, stanno organizzando una scuola inclusiva, attuando i principi della Convenzione nelle politiche e nelle didattiche. La dimensione inclusiva si sta sviluppando attraverso trasformazioni delle istituzioni e scuole speciali verso una scuola ordinaria, che affronti le problematiche di tutti gli alunni, tenendo conto delle diversità e specificità di ciascuno, promuovendo forme di alternanza e di reciproca collaborazione, per creare rapporti tra pari, in cui l’apprendimento e le conoscenze siano accessibili a tutti (in senso pedagogico e didattico), al fine di superare pregiudizi e stereotipi, per abolire forme di emarginazione, attraverso un’educazione che possa raggiungere tutti per costruire una società inclusiva.

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