Valore predittivo dei potenziali evocati visivi e uditivi analizzati con la metodica wavelet in soggetti normali e in dislessici

Gioacchino Aiello, Giulia Toti, Silvia Merati

I moderni studi di neuroscienze hanno messo in evidenza come una buona organizzazione funzionale dei sistemi cortico-sottocorticali richieda un'adeguata codifica dei segnali che sopraggiungono agli analizzatori corticali. Sono stati gli studi di Bas¸ar (1998) che, per primi, hanno rilevato come l'utilizzo di appositi algoritmi consentisse d'identificare la composizione in frequenza dei segnali che pervengono alle regioni uditiva e visiva. Quindi sappiamo che, se stimoliamo con un segnale visivo, la regione congrua, cioè quella occipitale, risponde nel range di frequenza 9-10 Hz, mentre gli altri analizzatori (uditivo e somestesico) formano segnali con frequenza comprese tra 4-5Hz oppure 12-15 Hz. Hanno preso parte a questo studio 20 bambini (14 M, 6 F) di età compresa fra 10 e 14 anni affetti da dislessia e 10 bambini di età compresa fra 10 e 14 anni (6M, 4F) non affetti da disordini dell'apprendimento. I due gruppi sono stati studiati con i potenziali evocati visivi e uditivi, analizzati off-line con l'algoritmo wavelet. Dallo studio è emerso che i soggetti dislessici presentano una dominanza percettiva (visiva) e una composizione in frequenza multifrequenziale rispetto ai soggetti di controllo. I soggetti dislessici manifestano quindi un'organizzazione anatomica e neurofisiologica diversa rispetto ai soggetti di controllo e queste alterazioni potrebbero essere alla base della patologia cognitiva.

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