Disturbo Specifico di Linguaggio: riflessioni cliniche sulla sua evoluzione e sulla comorbidità con il Disturbo Specifico di Apprendimento

Itala Riccardi Ripamonti, Barbara Cividati, Alberto Zerbini, Katia Federico

Nell’articolo si presenta una riflessione sulle possibili comorbidità tra Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) e difficoltà di linguaggio. In particolare si fa riferimento a quei Disturbi di Linguaggio non evidenziati in età prescolare o comunque non trattati e apparentemente rientrati con l’inizio della scuola primaria. Spesso queste difficoltà emergono quando i ragazzi devono cimentarsi con i testi scritti, soprattutto informativi, quindi a partire dagli 8/9 anni, se non addirittura nella fascia di età della scuola secondaria, momento in cui anche la produzione, sia orale che scritta, richiede l’elaborazione dei contenuti, quindi il solo apprendimento mnemonico non è più sufficiente. È invece necessaria l’integrazione tra le competenze linguistiche e quelle cognitive. Tuttavia, accade spesso che problemi a livello lessicale, di comprensione e/o di espressione morfosintattica, quando non sono eclatanti, vengano segnalati dalla scuola solo quando interferiscono con gli apprendimenti scolastici. Gli autori forniscono, tra l’altro, indicazioni circa i test linguistici e le attività riabilitative adatti a individuare e trattare una difficoltà di linguaggio che si evidenzia a livello alto (vale a dire nella scuola secondaria).

DOI
10.14605/DIS1521801

Keywords
Disturbo Specifico di Apprendimento, Disturbo Specifico di Linguaggio, livello lessicale, morfosintassi, sviluppo linguistico.

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