Diagnosis, interventions and the role of the school

Scientific Committee: Gian Marco Marzocchi
Periodicity: december, april

Vol. 13, n. 1, 2017

Table of Contents

Gian Marco Marzocchi

Editoriale

Diagnosi

Samantha Baldo Veronica Sgariboldi Leonello Venturelli Gian Marco Marzocchi

Standardisation of the Italian version of the SDQ questionnaire for children aged 3-5 years: A screening tool for pre-schoolers

DOI: 10.14605/DdAI1311701

I risultati mostrano un elevato grado di accordo fra i valutatori, soprattutto fra i genitori, una maggiore prevalenza di difficoltà fra i maschi e fra i bambini più piccoli e correlazioni significative con il SES, in particolare con il titolo di studio delle madri.

Diagnosi

Johanna Theiling
e Franz Petermann

Neuropsychological profiles on the WAIS-IV of adults with ADHD

DOI: 10.14605/DdAI1311702

Lo scopo del presente studio è stato quello di indagare, in riferimento alla Wechsler Adult Intelligence Scale-IV (WAIS-IV), il modello dei profili neuropsicologici di adulti con ADHD rispetto a soggetti di controllo abbinati in modo casuale e, inoltre, di verificare le differenze generali delle abilità intellettive con il Quoziente Intellettivo Totale (QIT) e l’Indice di Abilità Generale (IAG). Sono stati sottoposti a esame 116 adulti con ADHD e 116 soggetti di controllo tra i 16 e i 71 anni. Rispetto ai soggetti di controllo, gli adulti con ADHD hanno dimostrato punteggi significativamente inferiori alla media nei subtest che coinvolgevano la memoria di lavoro e la velocità di elaborazione, con un effect size da moderato a grande e un indice IAG più elevato rispetto al QIT. Si conclude che: (1) negli adulti con ADHD i deficit identificati con le versioni precedenti della scala WAIS sono marcati e restano deficitari anche alla valutazione con la WAIS-IV; (2) questa scala evidenzia in modo affidabile le differenze tra pazienti e soggetti di controllo; (3) molto probabilmente la riduzione del QIT è dovuta a una minore abilità di memoria di lavoro e di velocità di elaborazione. I risultati ottenuti hanno conseguenze fondamentali sul processo di diagnosi.

Interventi

Laura Vanzin Paola Colombo Angela Valli Mauri Valentina Busti Ceccarelli Silvia Molteni Nobile Massimo Maria

Applying the Coping Power Program to children with ADHD: Efficacy of treatment on an Italian clinical sample

DOI: 10.14605/DdAI1311703

La nostra ipotesi è che, nonostante il CPP sia rivolto a bambini con Disturbi del Comportamento, possa rivelarsi utile anche nella riduzione dei comportamenti caratterizzati da elevata impulsività, spesso associati all’ADHD. Ad oggi, si tratta della prima esperienza di applicazione del CPP su un gruppo interamente composto da bambini con ADHD. I risultati mostrano un miglioramento statisticamente significativo nel funzionamento globale (CGI-S) e una riduzione delle problematiche relative ai comportamenti di trasgressione delle regole (CBCL) nel gruppo di pazienti sottoposti a trattamento, rispetto al gruppo di controllo. Riteniamo che questo studio possa contribuire sia ad aumentare la conoscenza dell’efficacia del Coping Power Program, sia a fornire nuove possibilità di intervento su questa popolazione clinica.

Interventi

Alessandro Crippa Maria Nobile

Using omega-3 for children with ADHD: Myths and reality. A review of scientific studies on efficacy

DOI: 10.14605/DdAI1311704

Negli ultimi 15-20 anni si è sviluppato un interesse sempre maggiore rispetto al possibile legame tra dieta, acidi grassi e sintomatologia ADHD. Il legame tra acidi grassi e l’ADHD risulta essere infatti plausibile da un punto di vista fisiologico, dal momento che questi sono essenziali per lo sviluppo neurale e per la comunicazione cellulare. Alcuni studi hanno suggerito come la carenza di acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 possa essere uno dei molteplici fattori eziologici del disturbo e come, di conseguenza, tali molecole possano essere prese in considerazione come possibili coadiuvanti ai trattamenti tradizionali. In questo lavoro, presentiamo criticamente i risultati di due recenti meta-analisi, con l’obiettivo di capire se bambini con ADHD mostrino effettivamente una differente disponibilità a livello ematico di omega-3 rispetto a bambini con sviluppo tipico, e di verificare lo stato dell’arte riguardo all’efficacia della supplementazione con omega-3 sui sintomi. Analizzando i due studi, emerge come i livelli ematici di omega-3 siano significativamente ridotti in bambini con ADHD e che gli acidi grassi della serie omega-3 possano risultare utili come co-adiuvanti al trattamento tradizionale, farmacologico o comportamentale, per il loro marginale effetto sulla sintomatologia comportamentale. Ulteriori studi clinici sono tuttavia necessari prima di poter esprimere considerazioni definitive circa l’utilizzo di omega-3 nell’ADHD.

Ruolo della scuola

Addolorata Vantaggiato

Problem behaviour and self-regulation: From observation to psycho-educational strategies

DOI: 10.14605/DdAI1311705

Questo percorso di didattica inclusiva si muove nell’ottica di sperimentare delle strategie psicoeducative efficaci per gestire i comportamenti problema di un’alunna disabile frequentante la classe terza di scuola primaria, con diagnosi di ritardo cognitivo di media gravità e ADHD, con un grado elevato di disattenzione, impulsività e iperattività. L’articolo illustra il percorso effettuato a partire dall’osservazione e l’analisi funzionale per poi porre l’accento sull’intervento proattivo e reattivo, sulle metodologie e sugli accorgimenti didattici adottati e sui risultati conseguiti.

Comunicazioni AIDAI

A cura di Michele Margheriti

Comunicazioni AIDAI

DOI: 10.14605/DdAI1311706