Giornale italiano di ricerca clinica e psicoeducativa

Direzione scientifica: Michele Zappella
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 15, n. 2, 2017

Indice

Michele Zappella

Editoriale

Ricerca internazionale

Natalia Edith Furland María Teresa Sindelar

Correlazione tra IgA salivari e infezioni respiratorie ricorrenti e iper-reattività in bambini con autismo

DOI: 10.14605/AUT1521701

I Disturbi dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorders – ASD) sono caratterizzati da una compromissione nell’interazione sociale, difficoltà nella comunicazione e interessi e comportamenti ristretti. Prove sempre più numerose indicano che la disregolazione del sistema immunitario potrebbe essere implicata nella patofisiologia degli ASD. Lo scopo di questo studio era valutare se la gravità dei parametri clinici e comportamentali di bambini autistici fosse associata a bassi livelli di Immunoglobuline A secretorie (s-IgA) nella saliva. Abbiamo ipotizzato che una risposta immunitaria limitata nei bambini con autismo diminuirebbe i livelli di s-IgA, dal momento che sono l’isotipo anticorpale predominante nella saliva e un marcatore dell’immunità delle mucose. Sono stati raccolti campioni salivari di bambini di 3-10 anni con ASD e di controlli con sviluppo tipico abbinati per età di origine caucasica provenienti dalla regione della Patagonia in Argentina. I bambini autistici con livelli ridotti di IgA salivari avevano una maggiore incidenza di infezioni delle vie respiratorie superiori in confronto ai controlli. La riduzione dei livelli di s-IgA correlava inoltre inversamente con la gravità dei disturbi comportamentali. I pazienti con maggiore compromissione rispetto ai comportamenti correlati all’autismo avevano i livelli minori di s-IgA nella coorte in esame. Questi risultati suggeriscono che gli s-IgA potrebbero essere un indicatore precoce e un possibile bio-marcatore della disregolazione del sistema immunitario in alcuni bambini con autismo. La caratterizzazione dei parametri immunologici negli ASD ha importanti implicazioni per l’individuazione di un sottogruppo di individui con ASD, e dovrebbe essere presa in considerazione quando si progettano strategie terapeutiche per trattare i sintomi nucleari e le difficoltà comportamentali nell’autismo.

Ricerca italiana

Paola Molteni Ilaria Folci Luigi d’Alonzo

Saper includere alunni con autismo nella scuola primaria

DOI: 10.14605/AUT1521702

Il presente articolo presenta i primi esiti di un’indagine svolta tra dicembre 2014 e aprile 2015 nel territorio di Monza e Brianza sulla percezione degli insegnanti di scuola primaria relativamente all’inclusione scolastica di alunni con autismo. I risultati fanno parte di un disegno di ricerca europeo Erasmus+ dal titolo «Transform Autism Education», della durata di tre anni, che vede impegnato un partenariato internazionale costituito da enti di ricerca inglesi, italiani e greci. Scopo dell’indagine, di cui si presentano gli esiti, è l’analisi della percezione rilevata nei docenti e negli educatori scolastici della qualità di inclusione di alunni con autismo nelle scuole primarie del territorio di Monza e Brianza, con particolare riferimento alle necessità formative degli attori coinvolti nel processo integrativo.

Esperienze professionali

Patrizia Freddi Susanna Magnanini Elisa Bonucchi Giada Barbi Erika Rivasi Virginia Giuberti

Il progetto «Cambiamo punto di vista»: una buona prassi di progettazione scolastica inclusiva in un’ottica di Sistema Curante

DOI: 10.14605/AUT1521703

Il presente lavoro descrive e valuta gli effetti del progetto «Cambiamo punto di vista: progetto per l’integrazione dei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico dell’Istituto Comprensivo di Luzzara» (Reggio Emilia). Tale progetto è stato ideato e realizzato con la collaborazione dell’Associazione di familiari AUT AUT nell’ottica del modello metodologico-operativo proposto dal Centro Autismo dell’AUSL di Reggio Emilia definito «Sistema Curante» (Dalla Vecchia et al. 2003), ovvero un approccio ai Disturbi dello Spettro Autistico che prevede una collaborazione e interazione a spirale, costruttiva e competente, tra le diverse forze che interagiscono attorno al bambino. Il progetto ha previsto momenti iniziali di formazione per tutti gli insegnanti dell’Istituto e di formazione più specifica per gli insegnanti direttamente coinvolti nella gestione dei bambini con ASD, nonché laboratori esperienziali con i bambini. Inoltre, all’inizio e a conclusione del percorso sono state organizzate due serate aperte alla cittadinanza di sensibilizzazione sull’autismo e di divulgazione del progetto, in un’ottica di Sistema Curante.

Esperienze professionali

Laura D’Alessandro Daniela Cardin Aldo Vitetta

L’esperienza in biblioteca: progetto pilota per adulti con autismo

DOI: 10.14605/AUT1521704

Nell’ultimo decennio è aumentato l’interesse scientifico nei confronti dei Disturbi dello Spettro Autistico, ma le ricerche sull’autismo e le risposte assistenziali sono quasi esclusivamente incentrate sull’età infantile. Risulta quindi necessaria una presa in carico che si estenda per tutto l’arco della vita delle persone con autismo: dall’infanzia all’età adulta. Nasce da questa esigenza l’Associazione AMICA, che ha tra gli obiettivi principali quello di creare progetti individualizzati rivolti a adolescenti e adulti con Disturbi dello Spettro Autistico. Quello descritto nello specifico è un progetto pilota che ha permesso di sviluppare attività motivanti, strutturate e adeguate per ragazzi con Disturbi dello Spettro Autistico in un contesto di vita quotidiana come la biblioteca. Le attività sono state organizzate e strutturate sulla base delle abilità di ciascun ragazzo e la metodologia d’intervento utilizzata fa riferimento alla cornice di stampo cognitivo-comportamentale come previsto dalle linee guida per l’autismo.

Rassegne di studi

Ersilia Vallefuoco Alessandro Pepino Carmela Bravaccio

Strumenti di immersive simulation rivolti a persone con Disturbi dello Spettro Autistico

DOI: 10.14605/AUT1521705

I Disturbi dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorders – ASD) comprendono un insieme di quadri psicopatologici caratterizzati da diverse difficoltà nelle relazioni intersoggettive, nella comunicazione e nell’inclusione sociale. Diversi studi hanno valutato l’utilizzo di serious games come strumento, da affiancare ai percorsi terapeutici tradizionali, per favorire il potenziamento della comunicazione, del processo di apprendimento, del comportamento sociale e delle abilità psicomotorie in persone con ASD. Lo studio proposto si pone l’obiettivo di adoperare e valutare l’utilizzo di strumenti di immersive simulation per rafforzare e incrementare l’apprendimento di nozioni logico-matematiche elementari in soggetti con ASD. La progettazione e lo sviluppo del serious game sono stati supportati da un team multidisciplinare che ha individuato un gruppo tester e ha determinato gli aspetti essenziali per lo sviluppo dell’applicazione tramite la stesura di un adeguato documento di progettazione. La fase di sviluppo del prototipo è stata supportata dall’utilizzo di Unity come game engine e di 3D Studio Max come software di modellazione 3D. Il prototipo di gioco, sviluppato su più livelli, è stato realizzato per PC ed è attualmente in fase di testing con gli utenti. Dai risultati della prima fase di testing si potrà valutare se siano presenti fattori o elementi da riprogettare per completare lo sviluppo del serious game e avere una prima stima degli effetti in termini di apprendimento e sviluppo di competenze.

Rassegne di studi

Marinella Zingale

Strumenti di valutazione per adolescenti e adulti con Disturbi dello Spettro Autistico

DOI: 10.14605/AUT1521706

Il Disturbo dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorder – ASD) è un disturbo del neurosviluppo su base genetica a esordio clinico precoce, che nella maggior parte dei casi ha una permanenza lifetime (APA, 2013). Negli ultimi anni molti sforzi si sono concentrati sull’individuazione precoce del disturbo, in modo da attuare tempestivamente interventi adeguati che possano modificare le traiettorie di sviluppo. Tuttavia, è importante che vi sia una maggiore attenzione a questi disturbi anche in età adulta, in quanto ancora facilmente misconosciuti. La presenza di caratteristiche di tipo autistico richiede, infatti, anche per gli adulti interventi specifici sia sul piano abilitativo sia, dove richiesto, anche farmacologico. Per tale ragione è fondamentale un’attenta valutazione che possa avvalersi di strumenti validati per l’età adulta. A partire dalla revisione della letteratura, vengono illustrati i principali strumenti di valutazione disponibili che possono essere utilizzati per supportare l’osservazione clinica e individuare le caratteristiche autistiche negli adolescenti e adulti.