Giornale italiano di ricerca clinica e psicoeducativa

Direzione scientifica: Michele Zappella
Periodicità: gennaio, maggio, ottobre

Vol. 15, n. 3, 2017

Indice

Silvano Solari Giuseppe Maurizio Arduino

Editoriale

Ricerca internazionale

Dawn R. Hendricks Paul Wehman

Transizione dalla scuola alla vita adulta per giovani con Disturbi dello Spettro Autistico

DOI: 10.14605/AUT1531701

La transizione dai servizi educativi scolastici a quelli per la vita adulta può essere particolarmente difficile per molti adolescenti con Disturbi dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorders – ASD). Sebbene alcuni di questi individui riescano a compiere questa transizione con successo, la maggior parte incontra numerosi ostacoli in diverse aree quando cerca di trovare la propria strada all’università, nel mondo del lavoro, nella comunità e nella vita indipendente. Questo articolo contiene una rassegna di studi relativi alla transizione tra la scuola e la vita adulta per giovani con ASD nelle aree dell’educazione, dell’impiego, della vita comunitaria e dell’integrazione nella comunità. Queste aree chiave del processo di transizione sono cruciali per avere successo nella vita adulta. Viene inoltre fornita una sintesi delle principali conclusioni che vengono tratte dalla letteratura corrente e indicazioni per la ricerca futura.

Ricerca italiana

Aldina Venerosi

Autismo in età adulta: bisogni, interventi e servizi

DOI: 10.14605/AUT1531702

La conoscenza delle traiettorie di sviluppo e l’esito dei Disturbi dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorders – ASD) in età adulta sono la principale preoccupazione dei familiari della persona con ASD. È prioritario condurre nuovi studi longitudinali sistematici e rigorosi focalizzati non solo sugli esiti in età adulta, ma anche sulla disponibilità e la qualità dei Servizi per gli adulti con ASD. Recenti dati raccolti sull’offerta sanitaria e sociosanitaria in Italia evidenziano che vi è una permanenza di presa in carico degli adulti nei Servizi per l’età evolutiva e che i percorsi a sostegno della continuità assistenziale sono informali e spesso non definiti attraverso un processo di implementazione delle raccomandazioni a oggi disponibili per la gestione di percorsi di cura e sostegno dei giovani e degli adulti con ASD. Alcune esperienze significative sono presenti in varie regioni italiane, ma, in generale, i programmi regionali sanitari non contengono obiettivi strategici in tal senso. Infine appare insufficiente la presenza di Servizi per gli adulti che tengano conto delle diverse necessità di sostegno che gli adulti con ASD presentano.

Appendice

Vania Veroni Roberto Ravera Francesca Loffredo Valentina Boeri Martina Magaglio Sonia Boria

Migliorare le abilità relazionali in bambini con Disturbo dello Spettro Autistico: il protocollo «Wii Cooperativa»

DOI: 10.14605/AUT1531703

In questo articolo vengono riportati i dati presenti in letteratura sul ruolo del meccanismo specchio nell’eziopatogenesi dei Disturbi dello Spettro dell’Autismo (Autism Spectrum Disorders – ASD) e viene discusso come questa base neurofisiologica possa essere d’aiuto nel comprendere l’efficacia di approcci abilitativi noti a livello internazionale. Viene inoltre proposto un riassunto dei dati presenti in letteratura in merito all’utilità della realtà virtuale in ambito abilitativo. A partire da tali presupposti teorici è stato ideato il protocollo abilitativo sperimentale «Wii Cooperativa», che prevede l’utilizzo di giochi cooperativi selezionati dal software «Wii Party» per Nintendo Wii® e che è volto al potenziamento delle abilità socio-relazionali. Vengono presentati e discussi i risultati relativi a uno studio pilota effettuato su una coppia di bambini con ASD. Vengono infine proposti alcuni interessanti spunti di riflessione per il futuro.

Esperienze professionali

Tiziana Liccardo Anna Sara Cutolo

Il case manager nel contesto universitario

DOI: 10.14605/AUT1531704

L’esperienza universitaria può risultare complessa e dispersiva per uno studente con Disturbo dello Spettro Autistico. Per questo occorre un progetto di inclusione universitaria, il quale può diventare un progetto di vita. L’obiettivo che si pone è quello di sostenere lo studente sollecitandolo a mettere in campo le risorse che possiede, tenendo conto delle difficoltà con le quali si confronta. Il progetto si realizza nell’ambito di un articolato lavoro di équipe multidisciplinare, coordinato dal case manager, il cui compito è quello di raccordare gli attori coinvolti nell’intervento individualizzato, gestire le criticità in maniera creativa, favorire e mantenere relazioni interpersonali. Il coach, avvalendosi della supervisione del case manager, si occupa di accompagnare lo studente mediando con il contesto, con i colleghi e con i professori.

Esperienze professionali

Simonetta Lumachi Silvano Solari

Il Modello per Laboratori dell’Associazione «Philos» di Genova

DOI: 10.14605/AUT1531705

Il Modello per Laboratori dell’Associazione «Philos» di Genova rappresenta la realizzazione concreta di una proposta, nata alcuni anni fa dialogando con i genitori, tesa a rispondere alle diverse esigenze espresse da bambini, adolescenti e giovani adulti con Disturbo dello Spettro dell’Autismo (Autism Spectrum Disorder – ASD). Proprio la consapevolezza delle diverse sfumature secondo le quali si manifesta il disturbo autistico ha determinato la scelta di avviare i più diversi laboratori, al fine di permettere a ciascun soggetto con ASD di potersi esprimere e di poter raggiungere progressivamente, anche divertendosi, il massimo livello di autonomia e di competenze socio-cognitive. Tutto questo è stato quindi elaborato da un’équipe di esperti che, tenendo conto delle più attuali teorie evolutive, ha sviluppato il Metodo Interattivo Emozionale (MIE), che implica un diretto riferimento alle motivazioni intrinseche espresse naturalmente dalle persone.

Esperienze professionali

Pio Martines Anna Rita Virzì

Il Centro per l’autismo dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani

DOI: 10.14605/AUT1531706

Il presente articolo mette in evidenza come la sensibilizzazione agli strumenti per lo screening e al riconoscimento dei segni precoci di rischio dei Disturbi dello Spettro Autistico, rivolta ai pediatri di libera scelta, ai neonatologi, agli operatori degli asili nido del territorio, abbia reso possibile l’abbassamento dell’età della prima segnalazione. L’invio tempestivo ha consentito di effettuare la diagnosi precoce e di intraprendere il trattamento precoce, portando a una riduzione dei comportamenti critici, a miglioramenti clinici nei bambini e a una miglior qualità di vita della loro famiglia.

Recensioni

Guido Leonti

Il sito web del CSESA