Vol. 2, n. 1, Luglio 2025 — pp. 5-6
EDITORIALE
Siamo lieti di presentarvi il terzo numero della nostra rivista, che raccoglie contributi originali e stimolanti rivolti a professionisti e studiosi del lavoro sociale. Gli articoli qui proposti, frutto di approfondimenti teorici e ricerche empiriche, offrono spunti significativi per il dibattito e l’innovazione nella pratica professionale.
Il numero si apre con un saggio di Andrea Gollini, che esplora un ambito ancora poco indagato nel contesto italiano: il rapporto tra spiritualità e lavoro sociale. Attraverso un’attenta analisi della letteratura internazionale e lo studio di un caso emblematico, l’autore propone riflessioni e indicazioni operative che arricchiscono sia la pratica professionale che la ricerca in questo campo.
Segue il contributo di Federica Vezzoli, che presenta i risultati di una ricerca condotta in Lombardia sul tema del Reddito di Cittadinanza. Basandosi su 20 interviste semi-strutturate ad assistenti sociali, l’autrice evidenzia i principali fattori di supporto e le criticità riscontrate dalle professioniste nell’attuazione della misura. Lo studio solleva interrogativi rilevanti sulle sfide che il servizio sociale affronta nella lotta alla povertà, anche alla luce delle recenti trasformazioni normative.
Il terzo articolo, firmato da Camilla Landi e Fabio Lenzo, affronta il tema dell’ascolto e della partecipazione dei minori fuori famiglia, presentando una ricerca svolta in Canton Ticino. Lo studio si inserisce all’interno di un progetto finalizzato a promuovere il protagonismo dei bambini e dei ragazzi nei percorsi di aiuto che li riguardano e ha esplorato il punto di vista di oltre 70 professionisti dell’aiuto sul tema. I risultati ribadiscono l’urgenza di adottare approcci che mettano al centro i bambini e i ragazzi, riconoscendo il loro diritto a partecipare attivamente alla costruzione del proprio futuro.
Nel quarto contributo, Laura Petroni illustra gli esiti di uno studio etnografico condotto in una comunità di accoglienza per persone in misura alternativa alla detenzione. L’autrice ha esplorato le peculiarità del metodo CEC (Comunità Educante con i Carcerati), sperimentato dall’Associazione Papa Giovanni XXIII, e le ha rilette alla luce dei principi teorici e metodologici del Social Work Relazionale, sottolineando come quest’ultimo possa offrire strumenti efficaci per accompagnare i percorsi di cambiamento.
Chiude il numero l’articolo di Tecla Belometti, che affronta il tema delle persone senza dimora da una prospettiva di genere, spesso trascurata. L’autrice ha raccolto l’opinione di alcune donne senza dimora, per esplorare la loro percezione delle esperienze di partecipazione realizzate all’interno di uno spazio loro dedicato nella città di Bergamo. La ricerca mette in luce come i processi di partecipazione e advocacy, sia pure difficoltosi da costruire, rappresentino importanti occasioni per «restituire voce» alle donne coinvolte e per promuovere processi di empowerment all’interno delle comunità.
Ringraziamo tutte le autrici e gli autori per il prezioso contributo offerto. I loro lavori arricchiscono il panorama del lavoro sociale, offrendo strumenti di analisi e proposte operative che ci auguriamo possano ispirare nuove riflessioni, pratiche innovative e percorsi di ricerca sempre più attenti alla complessità del reale.
Buona lettura!
Elena Cabiati e Francesca Corradini
Milano, luglio 2025