Donne senza dimora tra partecipazione e processi di advocacy
Tecla Belometti
Il fenomeno dell’homelessness, con le sue molteplici dimensioni, è al centro di un crescente interesse nelle politiche sociali, in particolare per quanto riguarda la partecipazione attiva delle persone senza dimora nella costruzione dei propri percorsi di supporto. Questo studio esplora i processi di partecipazione e advocacy all’interno di uno spazio destinato alle donne senza dimora nella città di Bergamo, con l’obiettivo di comprendere come queste dinamiche si manifestano e possano essere valorizzate per promuovere un cambiamento significativo. I risultati indicano che, sebbene i processi di advocacy siano ancora embrionali, essi rappresentano importanti occasioni di ripresa di voce per le donne coinvolte. La ricerca sottolinea l’importanza di un lavoro sociale che integri un approccio relazionale e partecipativo, che vada oltre la mera assistenza, riconoscendo e valorizzando le risorse individuali delle donne. Tuttavia, la mancanza di risorse adeguate e di un quadro progettuale strutturato ostacola la realizzazione piena di questo approccio. Il lavoro mette in evidenza la centralità della relazione e dell’ascolto, proponendo un modello che favorisca l’inclusione e il riconoscimento delle donne senza dimora come soggetti attivi nella società. La ricerca, pur consapevole dei suoi limiti, prova ad aprire la strada per ulteriori sviluppi di pratiche di advocacy che, a partire dalle esperienze dirette, possano influenzare nuove prospettive nella progettazione delle politiche sociali.
DOI 
10.14605/SrLS212505
Keywords
Donne senza dimora, Advocacy, Lavoro sociale relazionale, Progettazione partecipata, Politiche sociali.