Il punto di vista delle assistenti sociali che operano nei Servizi per il Reddito di Cittadinanza

Federica Vezzoli

L’articolo esplora il punto di vista e le esperienze delle assistenti sociali nei Servizi per il Reddito di Cittadinanza (RdC) in Lombardia nell’ultimo anno di applicazione della misura (2023), evidenziando le sfide e le implicazioni connesse alle loro pratiche professionali. L’introduzione del RdC e le modifiche normative che si sono susseguite nel corso degli anni hanno infatti generato un profondo rallentamento nei servizi sociali competenti in materia e nella costruzione di pratiche professionali condivise. Il contributo qui presentato si inserisce all’interno di una ricerca più ampia condotta con una metodologia mista. In modo particolare, dalle interviste semi-strutturate rivolte alle assistenti sociali è emersa una rappresentazione degli elementi che influenzano negativamente o supportano la loro pratica professionale all’interno dei servizi di interesse. Si rilevano, inoltre, importanti considerazioni rispetto al tema delle condizionalità e ai vissuti di svalutazione professionale e stigma percepito dalle professioniste. Infine, i risultati della ricerca permettono di avviare riflessioni significative sul ruolo e le sfide del servizio sociale nella lotta alla povertà, anche alla luce dell’introduzione dell’Assegno di Inclusione, quale nuova e unica misura nazionale di sostegno al reddito per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

DOI 
10.14605/SrLS212502

Keywords
Reddito di Cittadinanza, assistenti sociali, pratiche professionali, contrasto alla povertà, stigma per associazione.

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