Disprassia Verbale Evolutiva (DVE)
Irina Podda
La Disprassia Verbale Evolutiva (DVE) è un disordine dello speech che si manifesta quasi sempre nel contesto di una costellazione di disturbi del neurosviluppo, coinvolgendo i domini cognitivo-linguistico, senso-motorio e socio-emozionale. Gli studi con neuroimmagini e di genetica hanno contribuito a identificare le basi neurobiologiche del disturbo, con circa quaranta geni associati anche alla DVE, oltre che ad altri disordini del neurosviluppo e dello speech. La DVE co-occorre frequentemente con il disturbo dello spettro autistico, la disabilità intellettiva, l’ADHD, il disturbo della coordinazione motoria e, soprattutto, con il disturbo evolutivo di linguaggio e con le difficoltà di lettura e scrittura. Dal punto di vista del trattamento la DVE è descritta storicamente come resistente ai trattamenti contrastivi, per cui sono stati sviluppati gli approcci motori, principalmente intesi come protocolli basati sui principi dell’apprendimento motorio e caratterizzati da alta intensità, feedback strutturato e cue multimodali. Tuttavia, le evidenze di efficacia rimangono limitate, soprattutto per bambini con DVE e disordini co-occorrenti del neurosviluppo. Un approccio dimensionale e altamente personalizzato, flessibile e multidisciplinare, centrato sui punti di forza e debolezza del singolo bambino, appare più adeguato rispetto ad approcci derivanti da classificazioni categoriali degli Speech Sound Disorder rigide, obsolete e metodologicamente discutibili.
Keywords
Disprassia verbale evolutiva; Approccio dimensionale; Disordini del neurosviluppo; Trattamento logopedico; Disturbi dello speech.