La telepratica in logopedia e nella gestione della balbuzie

Alice Disarò, Claudio Zmarich, Federica Chiari, Caterina Pisciotta, Anna Accornero

L’utilizzo delle tecnologie per fornire servizi logopedici a distanza non è un fenomeno recente e in letteratura scientifica numerosi ricercatori hanno esaminato diversi fattori per comprendere quali vadano a favorire la sostenibilità della telepratica e quali rappresentino un ostacolo. Alcuni studiosi hanno suggerito che l’accettazione della telepratica da parte del professionista sanitario sia il fattore chiave per garantirne la diffusione. L’obiettivo del presente studio è indagare la percezione e l’accoglienza della telepratica da parte dei logopedisti operanti nel contesto italiano e approfondire il suo utilizzo con pazienti con balbuzie. Per raggiungere l’obiettivo, è stato creato un questionario divulgato tramite e-mail ai membri della Federazione Logopedisti Italiani. Si sono rilevate una scarsa diffusione della telepratica prima dell’anno 2020 e una percezione positiva riguardo a tale modalità. Sono emerse opinioni positive in merito alle tecnologie e alle piattaforme utilizzate e una buona soddisfazione dei logopedisti coinvolti, nonostante siano affiorate alcune criticità, come la percezione di una minore qualità della relazione terapeutica e dello scambio comunicativo o la percezione della riduzione di attenzione e collaborazione del paziente. È possibile notare, inoltre, un miglioramento dell’attitudine dei logopedisti verso la telepratica dopo averla utilizzata. Approfondendo l’indagine su quando tale modalità venga attuata con pazienti con balbuzie, dalle risposte al questionario affiora come il logopedista abbia una percezione di minore efficacia del contatto oculare, della comunicazione non verbale e dell’espressione delle emozioni nella relazione con il paziente che balbetta.

DOI
10.14605/LOG1732105

Keywords
Telemedicina, Telepratica, Balbuzie, Questionario, Federazione Logopedisti Italiani.

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