Come le neuroscienze cognitive stanno cambiando il modo di pensare alla sordità e alla cecità
Francesco Pavani
Le neuroscienze cognitive stanno cambiando il modo di guardare ai processi mentali e al comportamento. In questo breve contributo proporrò alcuni esempi di come il nostro modo di pensare alla sordità e alla cecità sia stato influenzato negli ultimi decenni dalle neuroscienze cognitive. In particolare, nel parlare dei fenomeni di plasticità cerebrale nella sordità e nella cecità mi soffermerò su fatto che le cortecce uditive di persone sorde o le cortecce visive di persone cieche invece di rimanere inutilizzate e silenti sono sistematicamente coinvolte nell’elaborazione dei segnali che provengono dai sistemi sensoriali integri. Questo fenomeno, chiamato plasticità crossmodale, sta progressivamente portando a una migliore comprensione di come il cervello delle persone con sordità o cecità cambi per effetto di queste esperienze di privazione sensoriale. Tuttavia, è stato anche utilizzato per orientare decisioni cliniche o educative relative alla sordità e alla cecità, a volte traslando concetti complessi verso implicazioni troppo semplicistiche — se non addirittura fuorvianti. Questo esempio è particolarmente evidente nel caso delle interpretazioni maladattive della plasticità crossmodale per le persone sorde che hanno acquisito un’esperienza uditiva dopo l’impianto cocleare.
Keywords
Neuroscienze Cognitive, Sordità, Cecità, Impianti Cocleari, Multisensorialità, Plasticità Crossmodale.