La proposta precoce della carrozzina manuale ad autospinta a sostegno dello sviluppo neuropsicomotorio del bambino con SMA

Lavinia Fanelli, Giorgia Coratti, Nicoletta Madia, Roberto De Sanctis, Nicola Forcina, Giulia Norcia, Sara Carnicella, Giulia Stanca, Beatrice Berti, Daniela Leone, Concetta Palermo, Maria Carmela Pera, Laura Antonaci, Anna Lia Frongia, Costanza Cutrona, Marika Pane, Eugenio Maria Mercuri

I bambini con Atrofia Muscolare Spinale (SMA) di tipo 2 e, recentemente, anche quelli di tipo 1 trattati precocemente, raggiungono il controllo del tronco ma presentano un importante ritardo nell’apprendimento di modalità di spostamento autonomo che, nella maggior parte dei casi, non arrivano ad acquisire. Nell’ottica di preservare un armonico sviluppo neuropsicomotorio e le competenze emotive di separazione-individuazione dalle figure di riferimento, compito del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE), in accordo con l’equipe medica, è la proposta e l’introduzione della carrozzina ad autospinta, per consentire al bambino di effettuare le prime esperienze di spostamento autonomo nell’ambiente. Tale attività rappresenta un vantaggio non solo dal punto di vista neuropsicomotorio ma anche biomeccanico, poiché richiede il precoce utilizzo in simmetria della motricità di tronco e arti superiori, favorendone la funzione e il mantenimento del trofismo. Per le peculiarità relative alla condizione neurologica e all’età di utilizzo secondo cui viene proposta, la carrozzina ad autospinta deve possedere alcune caratteristiche imprescindibili quali leggerezza, maneggevolezza e adattabilità alle esigenze posturali dei piccoli pazienti. In questo lavoro presentiamo la nostra esperienza come centro di terzo livello di riferimento per le patologie neuromuscolari.

Keywords
SMA, Carrozzina ad autospinta superleggera, Mobilità, Intervento precoce, Qualità della vita.

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