“La periferia non è Charlie”: note di un’antropologa sui fatti di Parigi

Federica Tarabusi - federica.tarabusi2@unibo.it

Questo breve saggio nasce dall’insoddisfazione di molti scienziati sociali e antropologi di fronte alle letture prevalenti nel dibattito pubblico legate ai tragici fatti di Parigi. Senza nessuna pretesa di trattare un fenomeno sociale così complesso in modo esaustivo, ci limiteremo in questa sede a mettere sotto osservazione critica alcune delle retoriche prevalenti nello spazio pubblico e a spostare lo sguardo verso le discriminazioni quotidiane che si strutturano nelle periferie francesi (le banlieues), da cui provengono i giovani attentatori, in un contesto storico in cui le società europee hanno costruito e normalizzato l’alterità come minaccia politica all’unità della nazione e le culture come realtà reificati e differenti in modo incommensurabile. Nel fare questo, ci riferiremo alle riflessioni elaborate da chi è restato più ai margini di questo dibattito, come quelle degli antropologi e scienziati sociali, che dopo gli episodi di Parigi hanno espresso sulla stampa e sul web le loro diverse prospettive.

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