L’imprenditorialità può essere considerata un processo che si sviluppa nel corso del tempo (Gartner, Shaver, Gatewood, & Katz, 1994; Kyrö & Carrier, 2005). Per questa ragione, l’intenzione imprenditoriale viene considerata come il primo step nel processo di creazione di impresa (Lee & Wong, 2004). In letteratura l’intenzione imprenditoriale viene infatti ritenuta un importante antecedente del comportamento imprenditoriale (Ajzen, 1991, 2011; Fayolle, Gailly, & Lassas-Clerc, 2006; Kolvereid, 1996). Inoltre l’intenzione di realizzare un comportamento imprenditoriale può essere determinata da numerosi fattori, come ad esempio bisogni, valori, credenze (Bird, 1988; Lee & Wong, 2004).

Anche fattori esterni come vincoli temporali e influenza di altre persone in termini di pressione sociale possono contribuire allo sviluppo dell’intenzione imprenditoriale (Ajzen, 1987; Boyd & Vozikis, 1994; Lee & Wong, 2004; Tubbs & Ekeberg, 1991).

La rilevazione dell’intenzione imprenditoriale è una questione rilevante che merita di essere approfondita (Liñán & Chen, 2009). Krueger, Reilly e Carsrud (2000) utilizzano un sigle item per misurare il costrutto di intenzione imprenditoriale. Kolvereid e Isaksen (2006) affiancano un sigle item per rilevare l’intenzione imprenditoriale a uno strumento per valutare l’imprenditorialità. In alcuni studi viene invece chiesto ai partecipanti di scegliere tra la probabilità di scegliere un lavoro autonomo e quella di scegliere un lavoro dipendente all’interno di un’organizzazione (Erickson, 1999; Fayolle et al., 2006).

Un importante contributo in relazione alla rilevazione del costrutto di intenzione imprenditoriale è stato fornito da Liñán and Chen (2009) che hanno sviluppato l’Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ), integrando la letteratura psicologica con la letteratura relativa all’imprenditoria. Liñán and Chen (2009, p. 596) definiscono l’intenzione imprenditoriale come «lo sforzo che la persona compie per mettere in atto un comportamento imprenditoriale». L’intenzione imprenditoriale è accompagnata da tre fattori motivazionali, o antecedenti, che influenzano il comportamento imprenditoriale (Ajzen, 1991; Liñán, 2004). Attitude toward start-up (personal attitude, PA) si riferisce al grado in cui l’individuo possiede una valutazione personale positiva o negativa in relazione all’essere un imprenditore (Ajzen 2001; Autio, Keeley, Klofsten, Parker, & Hay, 2001; Liñán & Chen, 2009; Kolvereid, 1996). Questa valutazione include considerazioni non solo di natura affettiva (mi piace, mi attrae essere imprenditore), ma anche di natura valutativa (è vantaggioso per me essere imprenditore) (Liñán & Chen, 2009, p. 596). Subjective norm (SN), «indica la pressione sociale percepita nel mettere in atto – o non mettere in atto – un comportamento imprenditoriale» (Liñán & Chen, 2009, p. 596). Perceived behavioral control (PBC) è definito come «la percezione della facilità o della difficoltà di diventare un imprenditore» (Liñán & Chen, 2009, p. 596).

Nel loro studio (Liñán & Chen, 2009) mostrano come questi tre fattori motivazionali offrano un contributo nello spiegare l’intenzione imprenditoriale. L’imprenditorialità è inoltre associata alla propensione a introdurre cambiamenti e a sviluppare risorse personali e organizzative (Gray, 2002). Nello specifico per rilevare l’intenzione imprenditoriale, Liñán e Chen (2009) hanno sviluppato una scala composta da sei item. Questi item rappresentano affermazioni generali relative a differenti aspetti dell’intenzione imprenditoriale. Esempi di item sono: «Sono deciso a creare un’impresa in futuro» e «Ho pensato molto seriamente ad avviare un’impresa». L’Entrapreneurial Intention Questionnaire mostra buona validità e attendibilità con un alfa di Cronbach pari a .94 in linea con l’unidimensionalità della scala (Liñán & Chen, 2009).

In tale cornice di riferimento appare significativo poter disporre di uno strumento per rilevare l’intenzione imprenditoriale anche nel contesto italiano. Il presente studio si è pertanto posto l’obiettivo di analizzare le proprietà psicometriche dell’Entrapreneurial Intention Questionnaire nella versione italiana a cura di Di Fabio e Palazzeschi, al fine di offrire un primo contributo alla validazione dello strumento per l’utilizzo nel contesto italiano.

Metodo

Partecipanti

Hanno partecipato allo studio 172 lavoratori di differenti organizzazioni pubbliche e private della Toscana. In relazione al genere, 76 partecipanti sono maschi (44.19%) e 96 partecipanti sono femmine (55.81%) con un’età media di 41.64 anni (DS = 10.02).

Strumenti

Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ). Per valutare l’intenzione imprenditoriale è stato utilizzato l’Entrapreneurial Intention Questionnaire (Liñán & Chen, 2009) nella versione italiana a cura di Di Fabio e Palazzeschi. Lo strumento è composto da sei item con un formato di risposta su scala Likert a 7 punti (da 1 = Completamente in disaccordo a 7 = Completamente d’accordo). L’EIQ presenta una struttura unidimensionale. Esempi di item sono: «Sono deciso a creare un’impresa in futuro» e «Ho pensato molto seriamente ad avviare un’impresa». Le proprietà psicometriche della versione italiana dell’EIQ saranno analizzate nel presente studio. Gli item della versione originale dell’EIQ sono stati tradotti tramite il metodo della back translation.

Intrapreneurial Self-Capital Scale (ISCS). Per valutare l’Intrapreneurial Self-Capital è stata utilizzata l’Intrapreneurial Self-Capital Scale (ISC, Di Fabio, 2014b). L’ISCS è composta da 28 con formato di risposta su scala Likert a 5 punti (da 1 = Completamente in disaccordo a 5 = completamente d’accordo). Esempi di item sono «Sono in grado di affrontare la maggior parte dei miei problemi», «Io sento di essere in grado di produrre idee innovative», «Uno dei miei obiettivi è acquisire nuove competenze». Il coefficiente alfa di Cronbach della scala è di .84 (Di Fabio, 2014b).

Proactive Personality Scale (PPS). Per valutare la personalità proattiva è stata utilizzata la Proactive Personality Scale (Bateman & Crant, 1993) nella versione italiana a cura di Di Fabio e Gori (2016c). Questa scala è composta da 17 item con modalità di risposta su scala Likert a 7 punti (da 1 = Fortemente in disaccordo a 8 = Fortemente d’accordo). Esempi di item sono: «Sono costantemente alla ricerca di nuovi modi per migliorare la mia vita», «Se vedo qualcosa che non mi piace, posso modificarlo». Il coefficiente alfa di Cronbach della scala è di .91 (Di Fabio & Gori, 2016b).

Acceptance of Change Scale (ACS). Per valutare l’accettazione del cambiamento è stata utilizzata l’Acceptance of Change Scale (Di Fabio & Gori, 2016b). La scala è composta da 20 item con formato di risposta su scala Likert a 5 punti (da 1 = per niente a 5 = del tutto). La scala rileva 5 dimensioni: Predisposition to change (esempio di item: «Pensare a nuovi piani è facile per me»); Support for change (esempio di item: «Mi fido delle persone a me vicine di fronte ai cambiamenti»); Change Seeking (esempio di item: «Anche se non vedo benefici, non vedo l’ora di cambiare»); Positive Reaction to Change (esempio di item: «Sono consapevole delle modifiche che comporta il cambiamento»); Cognitive Flexibility (esempio di item: «Se necessario, non è difficile per me cambiare idea»). I coefficienti alfa di Cronbach della Scala sono: .83 per Predisposition to change, .79 per Support for change, .80 per Change Seeking, .75 per Positive Reaction to Change, .72 per Cognitive Flexibility, .88 per il punteggio totale.

Procedura

Le somministrazioni sono avvenute collettivamente, a opera di personale specializzato e nel rispetto delle leggi sulla privacy. L’ordine di somministrazione è stato controbilanciato per controllare gli effetti dell’ordine di presentazione.

Analisi dei dati

La struttura fattoriale dell’Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ) è stata analizzata mediante Analisi Fattoriale Confermativa (AFC) attraverso l’utilizzo del programma statistico AMOS versione 6 (Arbuckle, 2005) con il metodo della massima verosimiglianza. Per valutare statisticamente il fit dei dati empirici al modello teorico sono stati utilizzati differenti indici: il rapporto del chi quadrato con i gradi di libertà (χ2/gdl), il Tucker-Lewis Index (TLI), il Comparative Fit Index (CFI), lo Standardized Root Mean Square Residual (SRMR) e il Root Mean Square Error of Approximation (RMSEA). Valori del rapporto del chi quadrato con i gradi di libertà (χ2/gdl) compresi tra 1 e 3 sono considerati indicatori di un buon adattamento.

In relazione al TLI, Bentler e Bonnet (1980; Hu & Bentler 1999) affermano che un valore maggiore di .90 rappresenta un buon fit. Anche riguardo al CFI valori superiore a .90 sono considerati buoni (Bentler & Bonnet, 1980). Valori dell’SRMR e dell’RMSEA minori di .08 (Browne & Cudeck, 1993) sono indici di un buon fit (Giannini, Gori, De Sanctis, & Schuldberg, 2011; Schermelleh-Engel, Moosbrugger, & Muller, 2003; Steiger, 1990). L’attendibilità dell’EIQ è stata verificata attraverso il coefficiente alfa di Cronbach e le correlazioni item-totale corrette. Per verificare aspetti di validità concorrente, sono state esaminate, mediante il coefficiente r di Pearson, le correlazioni dell’EIQ con l’ISCS, la PPS e la ACS.

Risultati

Per verificare la struttura unidimensionale dell’Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ), è stata condotta un’analisi fattoriale di tipo confermativo. Gli indici di Goodness of Fit sono riportati in Tabella 1.

 

Tabella 1. Analisi Fattoriale Confermativa: Goodness of Fit

3-2016-fig-9 

Relativamente agli indici considerati, la versione italiana della scala conferma una struttura unidimensionale. Al fine di verificare la consistenza interna dello strumento in esame sono stati calcolati il coefficiente alfa di Cronbach e le correlazioni item-totale corrette (Tabella 2).

Tabella 2. Correlazioni item-totale corrette e alfa di Cronbach dell’Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ)
3-2016-fig-10

Nota. N = 172. ** p < .01.

 

Le correlazioni dell’Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ) con l’ISCS, la PPS, e l’ACS sono riportate in Tabella 3.

 

Tabella 3. Correlazioni dell’Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ) con l’ISCS, la PPS, e l’ACS

3-2016-fig-11
Nota.
N = 172. ** p < .01.

Discussione

L’obiettivo del presente lavoro è stato quello di offrire un primo contributo alla validazione della versione italiana dell’Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ) a cura di Di Fabio e Palazzeschi.

L’Analisi Fattoriale Confermativa ha mostrato l’adeguatezza del modello unidimensionale. L’attendibilità della scala verificata mediante il calcolo del coefficiente alfa di Cronbach e le correlazioni item-totale corrette è risulta buona e in linea con la versione originale (Liñán & Chen, 2009). Le correlazioni positive e significative dell’EIQ con l’ISCS, la PPS, e l’ACS evidenziano un’adeguata validità concorrente della scala relativamente alle misure effettuate. L’intenzione imprenditoriale risulta positivamente legata all’Intrapreneurial Self-Capital, “un nuovo core di caratteristiche degli individui come intrapreneur delle loro vite per affrontare i continui cambiamenti e transizioni attraverso la creazione di soluzioni innovative di fronte ai vincoli dell’ambiente per trasformare tali vincoli in risorse” (Di Fabio, 2014d, p. 100). Questa relazione sottolinea come gli individui con un’elevata intenzione imprenditoriale potrebbero avere anche maggiori risorse che potrebbero essere usate per creare innovazione e migliorare la qualità del lavoro all’interno dell’organizzazione di appartenenza (De Smet, Loch, & Schaninger, 2007; Di Fabio, 2014a; Di Fabio & Kenny, 2016).

La relazione positiva tra intenzione imprenditoriale e personalità proattiva evidenzia come i lavoratori che mostrano una maggiore intenzione di avviare un’impresa autonoma sembrano avere una disposizione personale verso comportamenti proattivi in grado di avere un impatto sull’ambiente in cui l’individuo vive, in particolare comportamenti motivati al lavoro e allo studio (Bateman & Crant, 1993). Si tratta di un insieme di comportamenti di self-starting e di orientamento all’azione volti alla modificazione di un’azione per una maggiore efficacia personale o organizzativa (Unsworth & Parker, 2003). Infine la relazione positiva tra intenzione imprenditoriale e accettazione del cambiamento sottolinea come gli individui che hanno una maggiore intenzione di iniziare un percorso professionale di tipo imprenditoriale percepiscono di avere una maggiore accettazione dei cambiamenti che si trovano ad affrontare (Di Fabio & Gori, 2016b), caratteristica fondamentale anche all’interno delle organizzazioni che nel XXI secolo richiedono una maggiore flessibilità (Di Fabio, Bernaud, & Loarer, 2014).

Sebbene i risultati ottenuti mostrino come l’Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ) rappresenti uno strumento valido e attendibile per la misura della percezione dell’intenzione imprenditoriale nel contesto italiano, il presente studio mostra il limite di avere esaminato le proprietà psicometriche di tale strumento esclusivamente con lavoratori di aziende pubbliche e private della Toscana che non risultano rappresentativi della realtà italiana. Studi futuri dovrebbero pertanto considerare gruppi di partecipanti maggiormente rappresentativi della realtà italiana, comprendendo lavoratori di altre aree geografiche in Italia e anche di altri contesti organizzativi. Sarebbe anche auspicabile verificare le proprietà psicometriche dell’EIQ con studenti di scuola secondaria di secondo grado e universitari per studiare precocemente l’intenzione imprenditoriale. Sarebbe inoltre interessante verificare i risultati anche in contesti internazionali per favorire confronti con altri Paesi in relazione all’intenzione imprenditoriale.

Nonostante i limiti evidenziati, la versione italiana dell’Entrepreneurial Intention Questionnaire (EIQ) appare uno strumento in grado di rilevare in maniera accurata l’intenzione imprenditoriale anche nel contesto italiano. La possibilità di disporre di tale strumento potrebbe permettere di individuare in maniera anticipata l’intenzione imprenditoriale per promuovere il potenziamento precoce delle risorse individuali necessarie per facilitare lo sviluppo di un progetto imprenditoriale in accordo con una prospettiva di prevenzione primaria (Di Fabio, 2015; Di Fabio & Kenny, 2015, 2016; Di Fabio, Kenny, & Claudius, 2016; Di Fabio & Palazzeschi, 2015; Di Fabio, Palazzeschi, Asulin-Perez, & Gati, 2013; Di Fabio & Saklofske, 2014a, 2014b; Kenny & Hage, 2009). La disponibilità di questo strumento potrebbe anche permettere di individuare quei lavoratori che all’interno delle organizzazioni hanno una maggiore intenzione imprenditoriale che appare legata a un maggiore Intrapreneurial Self-Capital, a una maggiore proattività e a una maggiore accettazione del cambiamento. Essendo queste caratteristiche particolarmente desiderabili all’interno del mercato del lavoro odierno, le organizzazioni potrebbero investire sui lavoratori con maggiore intenzione imprenditoriale per avere maggiori vantaggi a favore delle organizzazioni stesse, promuovendo allo stesso tempo le risorse personali dei lavoratori e il loro benessere per healthy organizations e healthy business (De Smet, Loch, & Schaninger, 2007; Di Fabio, 2014a; Di Fabio & Gori, 2016a, 2016b; Di Fabio & Kenny, 2016; Snyder, Lopez, & Teramoto Pedrotti, 2014).

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