Recensioni / Reviews

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Reviews

a cura di Annamaria Di Fabio

Università degli Studi di Firenze

Bertetti, B., & Castelli, C. (Eds.). (2014). Relazioni d’aiuto e resilienza: Strumenti e indicazioni per il benessere degli operatori. Milano: FrancoAngeli. Pagine: 224; € 27.00.

Il volume nasce per rispondere alla necessità degli operatori delle relazioni di aiuto di potenziare la resilienza di fronte alle problematiche e alle difficoltà che presentano gli utenti. Il testo sottolinea il ruolo degli operatori come “tutori di resilienza” nelle relazioni di aiuto. Offrendo un approfondimento sui fattori che favoriscono il processo di resilienza e testimonianze di esperienze concrete degli operatori, il presente lavoro si configura come un prezioso contributo per quanti sono interessati a essere strumento di promozione del benessere e delle risorse degli individui.

Il volume è composto da tre parti. La prima parte, a cura di Bianca Bertetti, comprende due capitoli e riguarda la resilienza di fronte alle difficoltà sperimentate dagli operatori della relazione di aiuto. Nel primo capitolo vengono presentati i fattori di resilienza nelle professioni di aiuto: le risorse ambientali (famiglia e reti sociali), il valore del lavoro in équipe, la supervisione e la formazione, la rete tra i servizi, le politiche generali. Si sottolinea inoltre l’importanza dei fattori protettivi individuali in termini di valori, autostima, autoefficacia, ottimismo, emozioni positive, humor, problem solving, creatività, hardiness. Il secondo capitolo si focalizza sulle difficoltà lavorative, stress e burnout degli operatori delle professioni di aiuto, approfondendo le differenti tipologie di difficoltà lavorative che è possibile incontrare.

Per approfondire in maniera concreta le modalità di resilienza degli operatori, la seconda parte del volume, a cura di Bianca Bertetti, presenta una serie di storie complesse il cui esito è stato positivo, raccontate e commentate direttamente dagli operatori. Questa seconda parte comprende nove capitoli. Come introduzione alle storie di difficoltà lavorative, il primo capitolo racconta una storia di resilienza scritta per i bambini come iniziale stimolo di riflessione. Il secondo capitolo raccoglie storie relative a difficoltà con gli utenti, focalizzandosi in particolare su racconti dove gli operatori si confrontano con attacchi aggressivi, verbali e fisici, rivolti sia verso altri utenti sia verso i professionisti stessi. Il terzo capitolo presenta storie in cui l’obiettivo è quello di risolvere le sfide che pongono bambini e ragazzi. Nel capitolo successivo, vengono presentati racconti in cui gli operatori si trovano a fronteggiare situazioni di straordinaria complessità quali ad esempio casi di pedofilia da parte di un educatore all’interno di una struttura per minori, casi in cui bisogna difendersi da accuse infondate di negligenza verso un utente o quando bisogna sostenere il dramma di due genitori di fronte al figlio in gravissime condizioni di salute. Il quinto capitolo è centrato su storie in cui gli operatori sono chiamati a riconoscere il disagio di fronte all’utente, che può provenire da fattori soggettivi, sottolineando pertanto l’importanza di potenziare la consapevolezza del proprio percorso di vita, dei fattori di rischio e dei fattori di protezione che ognuno possiede. Nel capitolo successivo sono presentati racconti relativi alle modalità per affrontare lo stress organizzativo, evidenziando come risulti essenziale fare ricorso non solo alle risorse personali, ma in particolare costruire una solida rete di supporto tra gli operatori. Il settimo capitolo propone storie di gestione efficace del mobbing e delle problematiche tra colleghi, mostrando la possibilità di apprendere anche da esperienze negative a fare scelte più congrue con le proprie esigenze. Nel capitolo successivo, vengono presentati casi di riorganizzazione dopo un licenziamento, sottolineando il ruolo dei familiari che fungono da “tutori di resilienza” nel mantenere la speranza e incoraggiare a trovare nuove strade. L’ultimo capitolo di questa seconda parte del volume presenta alcune riflessioni conclusive, evidenziando i fattori di protezione per gli operatori di fronte a situazioni di fatica e stress anche elevati.

La terza parte del volume è relativa alla riflessione su possibili percorsi per promuovere la resilienza negli operatori psicosociali e si articola in tre capitoli. Il primo capitolo di Bianca Bertetti presenta pratiche per promuovere la resilienza che si basano sulle discipline orientali da un lato, dall’altro su prospettive dell’attuale psicologia occidentale. Per quanto riguarda le discipline orientali si fa riferimento ai principi psicologici del percorso dello yoga e alle pratiche di meditazione buddiste. Relativamente alle prospettive della psicologia occidentale si sottolineano la proposta della mindfulness, le indicazioni della psicologia positiva, l’approccio cognitivista dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) e l’enfasi sui valori. Il capitolo successivo di Cristina Castelli si focalizza sulla cura di sé attraverso la narrazione, la scrittura e altre tecniche espressive come la fotografia. Si evidenzia l’importanza di interventi per aiutare le persone a uscire da condizioni di sofferenza, rendendole attive e capaci di creatività e aumentando la loro consapevolezza delle proprie potenzialità e capacità. Infine il terzo capitolo di Diego Boerchi e Francesca Farina introduce lo sport come “tutore di resilienza”, presentando modelli teorici ed esperienze sul campo. Si sottolinea come lo sport rappresenti un’attività in grado di ridurre i rischi di marginalità, devianza e solitudine, promuovendo lo sviluppo della resilienza in contesti emotivamente positivi.

Al termine della lettura il volume appare nella sua preziosa utilità, con riflessioni teoriche supportate da esempi concreti e proposte operative, configurandosi per questo come un contributo di valore, particolarmente attuale, sia per coloro che operano nell’ambito delle relazioni di aiuto e sono interessati a incrementare la propria resilienza di fronte alle problematiche che presentano gli utenti, sia per chiunque sia interessato da un lato a comprendere e dall’altro ad agire la ricchezza del “tutore di resilienza” per porsi al servizio del benessere e della promozione delle risorse delle persone.

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