Vol. 17, n. 1, febbraio 2024 — pp. 141-143

RECENSIONi/REVIEWs

a cura di (edited by) Annamaria Di Fabio

Monaco, M. P. (2023).

Benessere, organizzazione e contratto di lavoro.

Adapt University press, pp. 179

Il volume, radicato in una prospettiva giuridica, si focalizza sul complesso tema del benessere organizzativo in termini di capacità di un’organizzazione di promuovere e mantenere il più elevato grado di benessere fisico e psicologico. Si sottolinea sapientemente come non si possano considerare organizzazioni promotrici di benessere quelle nelle quali non venga garantita la dignità dei lavoratori e non vengano impedite situazioni di stress, disagio e malessere in quanto possono generare danni per la salute.

Il volume si propone di riflettere sulle complessità del benessere organizzativo a partire dall’analisi delle disposizioni giuridiche e dalle interpretazioni che ne ha dato la giurisprudenza, valutando quali fra le norme giuridiche già presenti possano facilitare il datore di lavoro nell’adottare scelte organizzative volte alla promozione del benessere dei lavoratori.

Relativamente alla sua articolazione il testo è composto da tre capitoli. Il primo capitolo tratta le tematiche della dignità e del benessere nel contesto organizzativo. Partendo da un’introduzione al tema del benessere organizzativo, l’autrice introduce la dimensione dei diritti umani e della dignità nel contesto organizzativo, inclusi il legame tra il lavoratore considerato persona e il contratto di lavoro da un lato e l’incidenza del collegamento tra lavoratore e contratto sull’organizzazione dall’altro. Si passa poi a trattare il tema del benessere organizzativo posto in relazione al tratto personalistico della prestazione di lavoro e al superamento dell’approccio taylorista, fino a delinearne il relativo quadro normativo e l’emersione dei rischi psicosociali. L’autrice delinea i differenti approcci del benessere organizzativo focalizzandosi sulla distinzione tra aspetti organizzativi e legati alla persona.

Il secondo capitolo si centra sul malessere organizzativo, sulla discriminazione e sullo stress lavoro- correlato. Dopo una riflessione su benessere versus malessere, l’autrice si focalizza sui rischi psicosociali e lo stress lavoro-correlato e sull’elemento del rischio. Si attua un passaggio dalla teoria alla pratica con la trattazione della metodologia Inail. Si sottolinea come la mancata valutazione dello stress lavoro-correlato possa avere delle conseguenze che possono richiedere un intervento giuridico. In questo secondo capitolo si passa successivamente a trattare il tema delle molestie, attraverso le lenti della prospettiva sul tema introdotta dalla convenzione ILO C190 (Convenzione sulla violenza e sulle molestie, 2019), inclusa la responsabilità del datore di lavoro per le molestie sessuali sul posto di lavoro. Infine viene affrontato il mobbing, considerato come evento sentinella, delineando i diversi tipo di mobbing che si possono presentare, l’imputabilità dei fatti, la struttura e la tipologia dei danni risarcibili, in particolare la del danno biologico. Viene anche trattato il mobbing nella prospettiva dell’Inail e si analizzano le possibilità di gestione di tale rischio psicosociale che l’Inail suggerisce. L’autrice inoltre approfondisce ciò che può accadere al di fuori del perimetro del mobbing, quando si ha la mancanza di qualche elemento nella costruzione della fattispecie mobbing, quindi riferendosi a straining, stress lavoro-correlato e burnout. Questo secondo capitolo si conclude sottolineando come l’articolo 2087 del Codice civile sulla tutela delle condizioni di lavoro possa andare a costituire il presupposto fondante di azioni di adempimento piuttosto che di azioni risarcitorie.

Il terzo capitolo del presente volume propone un’ulteriore riflessione sul benessere organizzativo nei luoghi di lavoro. Il capitolo si apre con un esercizio di rilettura dell’articolo 41 della Costituzione, sottolineando come le organizzazioni che rechino danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana non possano essere considerare orientate al benessere. L’autrice introduce una diversa visione del rapporto tra organizzazione e salute, enfatizzando il valore della prospettiva della prevenzione primaria per il benessere degli individui nelle organizzazioni. All’interno di questa prospettiva di prevenzione primaria l’autrice sottolinea le contraddizioni del sistema esistente, individuando un primo inquadramento generale per quanto riguarda i modelli organizzativi di gestione a partire da una lettura attenta del decreto legislativo n. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, nel capitolo, in riferimento alla responsabilità delle organizzazioni, si analizzano il presupposto, la colpa organizzativa e i criteri di imputabilità dell’evento. Si approfondiscono i criteri di imputazione della responsabilità in caso di malessere, includendo anche la responsabilità penale. Si trattano inoltre i modelli organizzativi e di gestione che possono essere messi in atto in caso di mobbing e si propongono alcune considerazioni sul rischio residuo.

Nel capitolo l’autrice offre una traccia per ripensare il benessere nei luoghi di lavoro, enfatizzando la sfida di coniugare aspetti teorici con un insieme di proposte di aggiornamento di strumenti per favorire l’introduzione di un nuovo modello sociale e culturale. Nel capitolo si introducono dunque ulteriori aspetti: dal risarcimento del danno al danno punitivo, la certificazione dell’organizzazione del lavoro, la configurazione delle Commissioni e i loro poteri istruttori, i possibili vantaggi di una certificazione dell’organizzazione e il supporto delle tecnologie informatiche nella prevenzione del rischio.

Offrendo percorsi di lettura volti a ripensare il benessere nei luoghi di lavoro nella prospettiva giuridica da un lato e sottolineando come sia difficile realizzare situazioni di benessere organizzativo attraverso il solo strumento normativo dall’altro, il testo si configura come un’opera preziosa e una grande opportunità per tutti coloro che sono interessati al tema del benessere organizzativo in un’ottica transdisciplinare. Offrendo una rassegna attuale, ragionata e puntuale, il testo costituisce un imperdibile stimolo sia per la ricerca che per l’intervento in questi ambiti per tutti i ricercatori e i professionisti delle varie discipline coinvolte. Grazie alla trattazione sapiente e illuminata, l’Autrice ossigena i tradizionali approcci applicativi e con vision riesce ad amplificare il profondo valore introdotto dalla prospettiva giuridica.

Annamaria Di Fabio1


1 Università degli Studi di Firenze.

 

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