Vol. 14, n. 3, novembre 2021 — pp. 1-3

EDITORIALE

Questo terzo numero dell’annata 2021 chiude un anno complesso, durante il quale è continuato il confronto con le questioni legate alla pandemia Covid-19, riflettendo sulle possibilità e sulle strategie per emergere dalla sfida globale che sta interessando il mondo intero.

Complessivamente questo numero della rivista offre una ricca varietà di stimoli sia in termini di ricerca sia di applicazioni, continuando sulla scia di una mission finalizzata a promuovere interventi evidenced-based, metodologicamente congruenti con i risultati delle ricerche empiriche e di una vision aperta alla transdisciplinarietà e alla contaminazione positiva tra diversi settori e ambiti scientifico-disciplinari.

La sezione degli articoli invitati include due contributi entrambi in lingua inglese. Il primo articolo di Giuseppe Scaratti offre una preziosa riflessione sul tema del decent work, ribadendo, nella complessità dello scenario attuale e della pandemia Covid-19, il valore del paradigma del significato per il decent work e delle organizzazioni adhocratiche (flessibili, adattive, agili) con professionalità ibride, generate da processi di apprendimento organizzativo opportunamente sviluppati. Si sottolineano inoltre le potenzialità aperte dalla messa in dialogo della psychology of working theory con la psychology of sustainability and sustainable development (una nuova prospettiva psicologica che si focalizza sulla promozione del benessere e della qualità della vita sostenibili nei diversi ambienti fisici, interpersonali, sociali, organizzativi e virtuali) e con altri e consolidati framework concettuali, per alimentare dibattiti generativi e produttivi, costruendo in maniera concreta autentiche esperienze di decent work.

Il secondo articolo invitato di Emanuele Leporelli, Giovanni Santi e Abdelghani Tayyibi, si colloca nella tradizione transdisciplinare della rivista, connettendo i temi della psychology of sustainability and sustainable development con quelli della transizione ecologica e della frugal creativity in architettura. Il contributo si propone di individuare i criteri di intervento per una progettazione healthy ed ecologica, con particolare attenzione sia agli aspetti psicologici sia architettonici, verificando tali criteri attraverso alcuni casi studio nella città di Marrakech in Marocco, focalizzati su un design innovativo per l’uso, l’accessibilità e la gestione degli spazi.

La sezione successiva Studi e ricerche si apre con il contributo di Emiliano Bazzan, Concetta Mazza, Monica Mazzoli, Mariangela Spinosa e Daniele Tovoli relativo al supporto offerto agli operatori durante l’emergenza COVID-19 dal Servizio di Prevenzione e Protezione dell’AUSL di Bologna. L’articolo presenta e discute i risultati di un percorso dedicato con l’istituzione di un numero telefonico per l’accoglienza dei bisogni degli operatori.

Il contributo successivo di Manuela Zambianchi esamina la relazione tra prospettiva temporale e partecipazione civica in studenti universitari. I risultati evidenziano che gli studenti mostrano un basso coinvolgimento nella partecipazione politica, preferendo attività prosociali quali il volontariato e la raccolta di donazioni. Inoltre, per quanto riguarda la prospettiva temporale, il presente fatalistico risulta associato inversamente con la partecipazione civica prosociale, mentre il passato positivo, il presente edonistico e il futuro positivo risultano associati in maniera positiva con la partecipazione civica prosociale.

Nell’ambito della sostenibilità e dello sviluppo sostenibile per le risorse umane nelle organizzazioni, l’articolo di Annamaria Di Fabio e Andrea Svicher analizza le relazioni tra Trait Emotional Intelligence (EI) e Human Capital Sustainability Leadership (HCSL), controllando per i tratti di personalità. I risultati mostrano che la trait EI aggiunge una percentuale di varianza incrementale oltre i tratti di personalità in relazione alla HCSL, rappresentando una promettente risorsa in strength-based prevention perspectives per healthy organizations.

Nell’articolo di Andrea Svicher e Annamaria Di Fabio vengono esaminate in studenti universitari le associazioni tra career decision-making self-efficacy e benessere sia edonico sia eudaimonico, controllando per i tratti di personalità. I risultati indicano che la career decision making self-efficacy offre un contributo in relazione al benessere sia edonico che eudaimonico, ma in particolare in relazione al benessere eudaimonico, delineando future prospettive di ricerca e di intervento anche in prospettiva di prevenzione primaria.

La sezione Strumenti presenta il contributo di Gerardo Petruzziello, Rita Chiesa e Marco Giovanni Mariani che analizza le proprietà psicometriche della versione italiana della Career Engagement Scale che concerne la misura di comportamenti proattivi funzionali alla riuscita della carriera. I risultati dello studio confermano la struttura unidimensionale della scala, in linea con la letteratura esistente, e mostrano ottimi indici di consistenza interna. La scala si configura come un promettente strumento per l’utilizzo nel contesto italiano sia in ambito di ricerca che di intervento nell’orientamento e nel career counseling.

Gli articoli inclusi in questo numero della rivista consentono di ampliare le prospettive di ricerca e di intervento considerando ambiti e target diversi. Inoltre la presenza di un numero sempre maggiore di articoli in lingua inglese e la modalità open access rispondono alla volontà di rendere sempre più fruibili i contenuti della rivista non solo al pubblico nazionale ma anche internazionale. Si incoraggiano i lettori alla sottomissione di articoli scientifici ed esperienze ancorate alla letteratura scientifica. L’auspicio e la direzione è incrementare il dialogo produttivo tra ricerca e applicazione, con una sempre maggiore diffusione tra ricercatori, studiosi e professionisti a livello sia nazionale che internazionale, aumentando i benefici della circolarità positiva che intrinsecamente ne deriva.

Annamaria Di Fabio, Mario Fulcheri, Guido Sarchielli

 

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