Vol. 19, n. 1, febbraio 2026
STUDI E RICERCHE
Il ruolo del burnout genitoriale nella percezione del funzionamento esecutivo dei nativi digitali dopo il COVID-19
Vincenzo Cascino1
Sommario
Il presente studio indaga la relazione tra burnout genitoriale e la percezione delle funzioni esecutive nei nativi digitali, considerando anche l’influenza del genere e dell’età del genitore. I partecipanti sono costituiti da 772 genitori (386 madri e 386 padri) italiani residenti nel Nord Italia, con età compresa tra i 27 e i 57 anni. La raccolta dati è avvenuta tramite la somministrazione di due strumenti: il questionario Balance Between Risks and Resources (BR²) per la misurazione del burnout genitoriale e l’Executive Functioning Self-Report per la valutazione della percezione genitoriale delle funzioni esecutive dei figli. I risultati non hanno confermato un’associazione statisticamente significativa tra livelli più elevati di burnout e una percezione peggiorata delle funzioni esecutive. Tuttavia, l’analisi della varianza (ANOVA) ha evidenziato che le madri nella fascia d’età 27-42 anni e i padri nella fascia 27-34 anni presentano punteggi più elevati di burnout, e che le percezioni più negative delle funzioni esecutive compaiono nei gruppi genitoriali più giovani. Questi risultati suggeriscono che il rapporto tra burnout genitoriale e percezione delle funzioni esecutive è multifattoriale e che fattori come genere ed età genitoriale meritano una considerazione approfondita. Si evidenzia la necessità di ulteriori ricerche longitudinali e interventi di supporto mirati al benessere genitoriale in un contesto post-pandemico.
Parole chiave
Nativi digitali, Burnout genitoriale, Percezione delle funzioni esecutive, Balance Between Risks and Resources, Executive Functioning Self-Report, Differenze di genere, Età genitoriale.
Studies and Research
The role of parental burnout in the perception of the executive functions in digital natives after COVID-19
Vincenzo Cascino2
Abstract
This study investigates the relationship between parental burnout and parents’ perception of executive functions in «digital native» children, considering the influence of parental gender and age. The participants consisted of 772 Italian parents (386 mothers and 386 fathers) from Northern Italy, aged between 27 and 57 years. Data were collected using two instruments: the Balance Between Risks and Resources (BR²) questionnaire to measure parental burnout, and the Executive Functioning Self-Report to assess parents’ perceptions of their children’s executive functions. The results did not show a statistically significant association between higher levels of burnout and poorer perceptions of executive functions. However, analysis of variance (ANOVA) revealed that mothers aged 27-42 and fathers aged 27-34 reported higher burnout scores, and that more negative perceptions of executive functions were observed in the younger parent groups. These findings suggest that the relationship between parental burnout and perceptions of children’s executive functions is multifactorial, and that factors such as gender and parental age require careful consideration. The study highlights the need for further longitudinal research and targeted interventions to support parental well-being in the post-pandemic context.
Keywords
Digital natives, Parental burnout, Perception of executive functions, Balance Between Risks and Resources, Executive Functioning Self-Report, Gender differences, Parental age.
Introduzione
Il presente lavoro di ricerca indaga il rapporto esistente tra burnout genitoriale e percezione del funzionamento esecutivo nei nativi digitali, considerando anche l’influenza del genere e dell’età del genitore, a seguito del periodo di emergenza pandemica COVID- in Italia.
Per la definizione del piano di ricerca è stato importante analizzare la letteratura nazionale e internazionale, attualmente esistente. Gli autori che si sono occupati separatamente sia del burnout genitoriale sia della percezione delle funzioni esecutive dei nativi digitali sono molteplici mentre resta quasi completamente indagata la loro relazione. Il disegno di ricerca utilizzato è quello adottato da Polizzi et al. (2021).
Analisi della letteratura nazionale e internazionale
Si riportano i principali contributi di ricerca sul tema.
Burnout genitoriale: contributi e ricerche
Negli ultimi anni la ricerca sul burnout genitoriale ha conosciuto un interesse sempre maggiore, intensificatosi ulteriormente a seguito della crisi globale legata al Covid-19 e del conseguente confinamento dei genitori con i propri figli. La diffusione del coronavirus ha infatti generato una serie di criticità e difficoltà che hanno inciso in modo significativo sulle famiglie e, in particolare, sui genitori, soprattutto a partire dall’introduzione del lockdown da parte del governo italiano, una misura necessaria per contenere la trasmissione del virus. Questo, però, ha portato numerosi e significativi cambiamenti nella vita quotidiana delle famiglie, con un aumentato rischio di burnout genitoriale (Polizzi et al., 2021).
Le misure di restrizione sociale, tra cui il confinamento domestico, il lavoro da casa, la chiusura di attività non essenziali e la chiusura di tutte le scuole con didattica a distanza, hanno influito sul benessere familiare mettendo in discussione le capacità genitoriali e imponendo maggiori responsabilità educative e assistenziali (Mangiavacchi et al., 2020). Le conseguenze sono state molteplici e immediate come la perdita delle proprie libertà, l’incertezza sul futuro, la mancanza di spazio personale all’interno delle case: i genitori, dunque, hanno dovuto riorganizzare la loro routine quotidiana.
Alcuni studi hanno dimostrato come la mancanza di controllo, il carico del lavoro domestico, la confusione di ruolo e le richieste ambientali irrazionali, causate soprattutto da eventi stressanti, come la pandemia di COVID-19 (Griffith, 2020), hanno portato all’insorgenza di emozioni negative, come esaurimento, sentimenti di impotenza, frustrazione e, infine, al burnout genitoriale nei caregiver (Mikolajczak et al., 2018a; Vinayak & Dhanoa, 2017).
A seguito dei problemi stressanti, per entrambi i genitori, non sorprende come le recenti ricerche abbiano evidenziato un aumento dei sentimenti di angoscia sia per i genitori che per i bambini (Coyne et al., 2020; Griffith, 2020): uno studio condotto durante il primo mese di quarantena ha evidenziato, infatti, che l’82% dei partecipanti riferiva sentimenti di ansia, tristezza e rabbia (Dias et al., 2020). In questo periodo di difficoltà, dunque, i media hanno puntato i riflettori su questi genitori in difficoltà e l’interesse per il burnout genitoriale è esploso nel pubblico, nei media e nei professionisti allo stesso modo. La necessità di ampliare le conoscenze relative alla valutazione, alla prevenzione e al trattamento del burnout genitoriale è emersa come una delle priorità delle scienze psicopedagogiche (Gruber et al., 2020).
La ricerca sugli effetti psicopedagogici di precedenti epidemie e pandemie come SARS, MERS, H1N1 ed Ebola ha confermato la presenza di alti tassi di disagio familiare che si aggirano tra il 30% nei bambini e il 25% nei genitori (Chen et al., 2006; Sprang & Silman, 2013; Zhang et al., 2020).
Uno studio cinese, che ha coinvolto più di 50.000 partecipanti, ha rilevato come il livello di disagio dovuto alla pandemia di COVID-19 fosse di circa il 35%, con differenze relative al genere e all’età: livelli di disagio maggiormente elevati furono infatti registrati nelle donne in una fascia di età compresa tra i 18 e i 30 anni o superiore ai 60 anni (Qiu et al., 2020).
Una survey online, condotta in Italia, ha coinvolto 2.766 intervistati e ha dimostrato che livelli di frequenza di ansia, depressione e disagio sono aumentati rispetto alle statistiche epidemiologiche europee e le donne hanno riportato livelli più elevati di angoscia (Mazza et al., 2020).
Alcuni studi hanno messo in luce un aumento dello stress genitoriale e la presenza di sintomi di Disturbo Post Traumatico da Stress (Post-Traumatic Stress Disorder – PTSD) in genitori che erano stati costretti a vivere per un periodo un lockdown forzato (Brooks et al., 2020; Sprang & Silman, 2013).
A livello familiare i genitori sono stati costretti a fare fronte allo stress aggiuntivo e alle difficoltà emotive causate dalla chiusura delle scuole e dal confinamento dei bambini in casa (Fegert et al., 2020; Halvorsen et al., 2020). Inoltre, la ricerca suggerisce che lo stato genitoriale sembra costituire un fattore di rischio per l’insorgenza di sentimenti di ansia e paura, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei bambini (Korajlija & Jokic-Begic, 2020). Infine, una recente indagine ha mostrato che i rischi per la salute e le paure legate alla diffusione del COVID-19 hanno influenzato i livelli di disagio e stress genitoriale e, di conseguenza, il benessere dei bambini (Spinelli et al., 2020).
In uno studio condotto per affrontare la tematica dell’esaurimento correlato alla genitorialità in un campione di genitori con figli di età compresa tra 0 e 13 anni durante il primo blocco COVID-19 è stato evidenziato come più dell’80% dei partecipanti riportasse alti livelli di disagio psicologico e quasi il 17% un significativo esaurimento correlato alla genitorialità (Marchetti et al., 2020). Coerentemente con i dati precedenti che sottolineavano una differenza di genere (Taylor et al., 2000), anche in questo studio le madri hanno mostrato livelli di disagio psicologico significativamente maggiore rispetto ai padri (Marchetti et al., 2020).
In conclusione, la crisi legata al COVID-19 ha avuto un ruolo rilevante nell’accentuare l’affaticamento emotivo dei genitori, in particolare di quelli che già presentavano condizioni di fragilità preesistenti.
La percezione dei genitori rispetto alle funzioni esecutive dei figli: le ricerche
Nonostante la crescente ricerca sul disagio genitoriale, sono state condotte ricerche per studiare l’interazione tra il disagio genitoriale e le funzioni esecutive dei bambini durante un periodo di lockdown. Un contesto familiare inadeguato, privo di supporto sia materiale che psicosociale, può identificarsi come una situazione di rischio che ostacola lo sviluppo delle funzioni esecutive in un bambino (He & Yin, 2016; Miyake & Friedman, 2012). Infatti, ambienti avversi caratterizzati da alti livelli di disagio genitoriale spiegano l’aumento delle strategie di controllo parentale e limitano l’uso di misure di scaffolding per supportare il graduale aumento dell’autonomia dei bambini nei processi decisionali, comportamentali ed emotivi e l’uso di strategie per fare fronte ad eventi che generano angoscia. Le conseguenze estreme potrebbero riguardare una compromissione o un ritardo nello sviluppo delle funzioni esecutive a lungo termine. I fattori di salute mentale dei genitori, come angoscia acuta, depressione e ansia, possono compromettere le capacità genitoriali e il successivo sviluppo dei bambini della memoria di lavoro, dell’inibizione e della flessibilità cognitiva (Campos-Gil et al., 2020; Neuenschwander et al., 2018; Shields et al., 2016). Dunque, i genitori con un’esperienza quotidiana di angoscia e la preoccupazione per il raggiungimento degli obiettivi possono sentirsi meno legati ai propri figli, impegnarsi di meno nei compiti cognitivamente impegnativi, produrre un contesto familiare angosciante e mettere in atto comportamenti e interazioni genitore-bambino che ostacolano lo sviluppo delle capacità di autoregolazione di un bambino. Questo finisce per influenzarne lo sviluppo cognitivo (De Cock et al., 2017; Wagner et al., 2015).
La ricerca contemporanea ha documentato come, durante precedenti lockdown, le capacità di autoregolazione e di controllo inibitorio dei bambini sembravano essere state influenzate negativamente da un aumento delle emozioni negative della madre, da cambiamenti nella qualità del sonno e nella percezione del tempo e dal crollo della routine quotidiana (Hackman et al., 2015). In una ricerca condotta nel 2021 da Polizzi et al. si è cercato di comprendere se la percezione delle funzioni esecutive dei bambini fosse influenzata da specifiche variabili genitoriali socio-ambientali come, ad esempio, età, istruzione, condizione lavorativa e dai modelli di sviluppo tipici o atipici del bambino.
Dai risultati emergono differenze significative rispetto alle variabili prese in esame, in particolar modo nell’avere un figlio con modelli di sviluppo atipici per quanto riguarda la memoria di lavoro e l’attenzione. Nella stessa ricerca, inoltre, si è valutata l’associazione tra il disagio genitoriale e la percezione dei genitori rispetto alle funzioni esecutive dei bambini: è stato dimostrato come i genitori più angosciati percepivano i loro figli come meno competenti nell’ambito delle funzioni esecutive, mettendo in evidenza una fragilità cognitiva nei compiti riguardanti l’attenzione, la memoria e l’autoregolazione; mentre i genitori con livelli più elevati di risorse e livelli minori di disagio genitoriale percepivano i propri figli come più in grado di svolgere compiti che richiedevano le competenze relative alle funzioni esecutive durante il confinamento relativo al COVID-19.
Obiettivi e ipotesi della seguente ricerca
Il disegno di ricerca è stato definito in base agli obiettivi e alle ipotesi che seguono.
Obiettivi
Si vuole verificare se esiste:
- una relazione tra burnout genitoriale e percezione del funzionamento esecutivo dei nativi digitali a seguito del periodo COVID-19;
- differenza di genere, ovvero se c’è una differenza tra i punteggi ottenuti dalle madri e quelli ottenuti dai padri nella percezione delle funzioni esecutive;
- differenza nei punteggi delle dimensioni considerate tra gruppi di genitori di età differenti. I genitori di quale età risultano essere con un burnout maggiore e una percezione peggiore delle funzioni esecutive?
Ipotesi
- Hp1: esistono differenze statisticamente significative tra burnout genitoriale e percezione di funzioni esecutive dei propri figli? Ovvero che un maggiore livello di burnout genitoriale correli positivamente con la percezione di un peggiore funzionamento esecutivo dei propri figli?
- Hp 2: esistono delle differenze di genere tra madri e padri rispetto alla relazione tra burnout genitoriale e percezione delle funzioni esecutive dei figli?
- Hp 3: esistono differenze statisticamente significative nei punteggi tra gruppi di genitori con età differenti?
Metodo
Partecipanti
I partecipanti sono 772 genitori, di cui 386 madri e 386 padri. I genitori coinvolti nella ricerca avevano un’età compresa tra 27 e 57 anni (100%). Tutti i partecipanti erano di nazionalità italiana e del Nord Italia. I bambini considerati dai genitori per lo studio erano di età compresa tra i 4 e i 17 anni. I criteri di inclusione erano:
- essere un genitore;
- avere almeno 18 anni;
- avere un figlio di età compresa tra i 4 e i 17 anni.
Tutti i partecipanti sono stati informati circa le finalità dello studio e hanno fornito il loro consenso informato, prima della partecipazione al sondaggio. La partecipazione è stata volontaria e anonima. Il completamento del sondaggio ha richiesto circa 20-25 minuti.
Attraverso lo studio è stato possibile raccogliere i dati socio-demografici dei genitori, quali: sesso, età, nazionalità, regione, stato civile e livello di istruzione (Tabelle 1 e 2). Per quanto riguarda i bambini, i dati raccolti includevano informazioni sul sesso, l’ordine di genitura, la presenza di patologie o disabilità (Tabelle 3 e 4), nonché l’età dei genitori suddivisi per gruppi e genere (Tabella 5).
Tabella 1
Titolo di studio dei partecipanti
|
Qualifica |
Percentuale (%) |
|
Licenza superiore |
37.10 |
|
Laurea |
24.23 |
|
Diploma professionale |
19.38 |
|
Licenza media |
16.13 |
|
Dottorato/Specializzazione |
3.26 |
Tabella 2
Occupazione dei partecipanti
|
Professione |
Percentuale (%) |
|
Casalinga |
24.23 |
|
Impiegato |
22.58 |
|
Operaio |
21.01 |
|
Libero professionista |
12.90 |
|
Docente |
9.68 |
|
Commerciante |
3.23 |
|
Studente |
1.61 |
|
Medico |
1.61 |
|
Educatore scolastico |
1.61 |
|
Dirigente |
1.61 |
Tabella 3
Sesso dei figli
|
Sesso |
Percentuale (%) |
|
Femminile |
50.00 |
|
Maschile |
50.00 |
Tabella 4
Ordine di nascita dei figli
|
Ordine di nascita |
Percentuale (%) |
|
Primogenito |
72.58 |
|
Secondogenito |
21.01 |
|
Terzogenito |
4.84 |
|
Oltre il terzo |
1.61 |
Tabella 5
Età dei genitori suddivisi per gruppi e genere
|
Gruppi |
Età genitori |
M |
F |
|
Gruppo 1 |
27-30 anni |
55 |
55 |
|
Gruppo 2 |
31-34 anni |
56 |
55 |
|
Gruppo 3 |
35-38 anni |
55 |
55 |
|
Gruppo 4 |
39-42 anni |
55 |
55 |
|
Gruppo 5 |
43-46 anni |
55 |
55 |
|
Gruppo 6 |
46-49 anni |
55 |
56 |
|
Gruppo 7 |
50-53 anni |
55 |
55 |
Variabili testate
Sono state testate le seguenti variabili:
- i punteggi dei soggetti nei due questionari;
- il sesso;
- l’età;
Strumenti
Gli strumenti utilizzati nella ricerca sono stati:
- BR2-Balance Between Risks and Resources (Mikolajczak & Roskam, 2018) per indagare il costrutto del disagio genitoriale al fine di misurare l’equilibrio tra rischi e risorse.
- Executive Functioning Self-Report (EF-SR; Costa et al., 2020) per indagare, invece, il costrutto sulla percezione dei genitori rispetto al funzionamento esecutivo dei propri figli.
Descrizione degli strumenti
BR2- Balance Between Risks and Resources (Mikolajczak & Roskam, 2018). Lo strumento è un questionario di autovalutazione che persegue l’obiettivo di indagare il costrutto del disagio genitoriale, al fine di misurare l’equilibrio tra rischi e risorse, ed è composto da 39 item.
Il riferimento che è stato seguito per la versione italiana è quello di Polizzi et al. (2022).
Il compito proposto ai genitori era quello di leggere attentamente gli item e, per ogni frase, indicare il proprio grado di accordo o disaccordo, utilizzando una scala di risposta a 10 punti che andava da -5 a +5. Tra tutti gli item, 14 riferiscono gli antecedenti comuni come fattori di rischio, indicando i predittori del burnout lavorativo e parentale come, ad esempio «È difficile per me conciliare vita familiare e vita professionale»; i restanti 25 item, invece, definiscono gli antecedenti specifici che mostrano aspetti strettamente legati al burnout genitoriale come, ad esempio «A causa delle mie responsabilità genitoriali non riesco mai a trovare il tempo per me stesso».
Il punteggio totale dello strumento variava tra -195 e +195.
Un punteggio positivo rivelava la prevalenza delle risorse genitoriali; al contrario, un punteggio negativo indicava il rischio di burnout genitoriale.
I punteggi «0» hanno evidenziato pari livelli di rischi e risorse.
Executive Functioning Self-Report (EFSR) (Costa et al., 2020). Lo strumento serve per indagare il costrutto sulla percezione dei genitori rispetto al funzionamento esecutivo dei propri figli. Esso è composto da 20 item che concettualizzano, come un sistema di percezioni, le capacità cognitive del proprio bambino nella gestione delle condizioni ambientali, come la memoria di lavoro («Mio figlio non è bravo a ricordare sequenze di numeri e parole»); l’attenzione («Mio figlio ha difficoltà ad ignorare pensieri estranei durante l’esecuzione di un compito»); lo spostamento («Mio figlio ha difficoltà a passare da un compito all’altro»); la pianificazione («Mio figlio ha difficoltà a svolgere compiti che hanno più passaggi»); il controllo inibitorio («Mio figlio ha difficoltà di concentrazione mentre lavora in classe»). Gli item sono valutati su una scala tipo Likert a 4 punti in cui il punteggio 1 equivale a sempre e il punteggio 4 equivale a mai.
Attraverso lo strumento è possibile ottenere un punteggio totale che può variare tra 20 e 80 e sub-punteggi per ciascuna area che possono variare tra 4 e 16.
Procedura
Dal 23 febbraio 2022 al 29 aprile 2022 è stato condotto un sondaggio online. I partecipanti sono stati reclutati attraverso annunci online su siti web e social media (Facebook, WhatsApp e Instagram) grazie alla strategia di campionamento «a palla di neve». Hanno collaborato Federica Giuseppina Castiglia, psicologa e Paolo Fora, esperto in Pedagogia e Didattica Speciale.
Analisi dei dati
Allo scopo di valutare se la percezione dei genitori sulle funzioni esecutive dei bambini fosse associata al burnout genitoriale e se ci fossero delle differenze tra madri e padri relative alla percezione del funzionamento esecutivo, è stato calcolato il coefficiente di correlazione r di Pearson.
Per la verifica della terza ipotesi è stato applicato il modello della varianza, ANOVA: a un fattore, l’Età, presente in sette gruppi allo scopo di confrontare le medie dei diversi gruppi di età. Ciò è importante per capire quale fascia di età è maggiormente colpita dal burnout.
Per il modello di analisi della varianza adottato, è stato considerato un livello di significatività pari al 95%.
Le analisi sono state condotte attraverso il programma statistico per le scienze sociali (SPSS).
Risultati
In via preliminare sono stati calcolati:
- la media, la deviazione standard, l’asimmetria e la curtosi delle variabili dello studio (Tabella 6);
- il coefficiente di correlazione r di Pearson tra le variabili dello studio (Tabella 7).
Tabella 6
Medie, deviazioni standard, asimmetria e curtosi delle variabili dello studio.
|
BR2 |
Memoria FE |
Attenzione FE |
Pianificazione FE |
Shifting FE |
Controllo Inibitorio FE |
FE TOT |
|
|
M |
68.42 |
12.59 |
12.16 |
11.94 |
12.08 |
12.15 |
61.28 |
|
DS |
58.15 |
3.47 |
3.11 |
3.12 |
3.22 |
3.22 |
13.60 |
|
Asimmetria |
-.69 |
-1.14 |
-.93 |
-.71 |
-.93 |
-.84 |
-1.08 |
|
Curtosi |
.36 |
.27 |
.30 |
-.24 |
.29 |
-.07 |
.64 |
Tabella 7
Coefficiente di correlazione r di Pearson tra le variabili dello studio
|
Variabile |
1. BR2 |
2. Memoria FE |
3. Attenzione FE |
4. Pianificazione FE |
5. Shifting FE |
6. Controllo Inibitorio FE |
7. FE Tot |
|
1. BR2 |
_ |
||||||
|
2. Memoria FE |
.24 |
_ |
|||||
|
3. Attenzione FE |
.14 |
.81** |
_ |
||||
|
4. Pianificazione FE |
.15 |
.67** |
.69** |
_ |
|||
|
5. Shifting FE |
.03 |
.75** |
.77** |
.72** |
_ |
||
|
6. Controllo Inibitorio FE |
.13 |
.78** |
.71** |
.73** |
.76** |
_ |
|
|
7. FE Tot |
.16 |
.89** |
.88** |
.84** |
.88** |
.88** |
_ |
** p < .05
Si riportano di seguito i risultati ottenuti:
- Correlazioni Tra Funzioni Esecutive (FE): tutte le diverse componenti delle Funzioni Esecutive (Memoria FE, Attenzione FE, Pianificazione FE, Shifting FE, Controllo Inibitorio FE) mostrano correlazioni molto forti e altamente significative tra loro (tutti i valori sono superiori a r = 0.67 e sono contrassegnati da p < 0.01, indicato dai due asterischi **). Questo suggerisce che le abilità delle Funzioni Esecutive sono strettamente interconnesse e che un buon rendimento tende a essere associato a un buon rendimento anche nelle altre.
- Correlazioni con FETot: il punteggio totale delle Funzioni Esecutive (FE Tot) mostra correlazioni estremamente forti e significative con ciascuna delle sue componenti (tutti i valori sono superiori a r = 0.83 e sono significativi). Questo è atteso, in quanto FE Tot è la somma o la combinazione di queste componenti.
- Correlazioni con la Variabile 1.BR2: la variabile di base (1.BR2) mostra correlazioni deboli e non significative con tutte le Funzioni Esecutive (tutti i valori sono inferiori a r = 0.24 e non sono contrassegnati come significativi). Questo implica che la variabile 1.BR2 è in gran parte indipendente dalle performance nelle Funzioni Esecutive.
Quindi, in generale, l’ipotesi di base non è confermata da quest’analisi Tuttavia, occorre fare una precisazione: la variabile «Memoria FE» ha un valore di correlazione di 0.237 e il livello di significatività osservato è 0.074. Si tratta, dunque, di una situazione limite tendente alla significatività, per la quale servirebbe una conferma attraverso l’ampliamento della dimensione campionaria.
Allo stesso modo, per valutare se ci fossero delle differenze di genere, tra madre e padre, nella relazione tra il burnout genitoriale e la percezione del funzionamento esecutivo dei figli sono state calcolate in via preliminare la media, la deviazione standard, l’asimmetria e la curtosi delle variabili, dividendo la matrice dati per genere (Tabella 8).
Tabella 8
Medie, deviazioni standard, asimmetria e curtosi delle variabili dello studio divise per genere
|
M |
DS |
Asimmetria |
Curtosi |
|
|
BR2 M |
64.29 |
54.14 |
-.53 |
.60 |
|
BR2 P |
83.69 |
71.46 |
-1.39 |
1.23 |
|
Memoria FE M |
12.44 |
3.53 |
-.99 |
-.18 |
|
Memoria FE P |
13.16 |
3.29 |
-2.14 |
5.61 |
|
Attenzione FE M |
12.08 |
3.15 |
-.73 |
-.23 |
|
Attenzione FE P |
12.50 |
3.06 |
-2.07 |
5.73 |
|
Pianificazione FE M |
12.02 |
3.10 |
-.64 |
-.46 |
|
Pianificazione FE P |
11.66 |
3.31 |
-1.07 |
1.19 |
|
Shifting FE M |
11.97 |
3.18 |
-.89 |
.09 |
|
Shifting FE P |
12.50 |
3.47 |
-1.23 |
2.21 |
|
ControlloInibitorio FE M |
12,21 |
3.16 |
-.85 |
-.142 |
|
ControlloInibitorio FE P |
11.91 |
3.57 |
-.88 |
.70 |
|
FE TOT M |
61.17 |
13.23 |
-.86 |
-.19 |
|
FE TOT P |
61.75 |
15.56 |
-1.88 |
4.40 |
In un secondo momento è stato calcolato il coefficiente di correlazione r di Pearson, al fine di valutare le correlazioni fra la variabile in esame e la variabile risposta, dividendo i dati per genere. Dai risultati delle analisi delle correlazioni, riportati nelle Tabelle 9 e 10, relative rispettivamente alle madri e ai padri, si evidenzia che, sostanzialmente, anche in questo caso le correlazioni non sono significative, tranne però per quanto riguarda le madri, in quanto la variabile «Memoria FE M» ha una correlazione positiva di 0.314 e un livello di significatività al 95%.
Tabella 9
Coefficiente di correlazione r di Pearson tra le variabili dello studio relative alle risposte fornite dalle madri
|
Variabile |
1. BR2 M |
2. Memoria FE M |
3. Attenzione FE M |
4. Pianificazione FE M |
5. Shifting FE M |
6. ControlloInibitorio FE_ |
7. FE Tot M |
|
1. BR2 M |
- |
||||||
|
2. Memoria FE M |
.31* |
- |
|||||
|
3. Attenzione FE M |
.21 |
.78** |
- |
||||
|
4. Pianificazione FE M |
.18 |
.63** |
.66** |
- |
|||
|
5. Shifting FE M |
.06 |
.70** |
.76** |
.68** |
- |
||
|
6. Controllo Inibitorio FE M |
.24 |
.76** |
.72** |
.70** |
.77** |
- |
|
|
7. FE Tot M |
.24 |
.88** |
.87** |
.81** |
.87** |
.88** |
- |
Legenda significatività (come da testo fornito):
* p < .01 (Significatività al 99%)
** p < .05 (Significatività al 95%)
Osservazione sulla correlazione specifica
La correlazione positiva tra 1.BR2 M e 2. Memoria FE M è pari a r = .31 quindi è altamente significativo (livello di significatività del 99%).
Tabella 10
Coefficiente di correlazione r di Pearson tra le variabili dello studio relative alle risposte fornite dai padri
|
Variabile |
1. BR2 P |
2. Memoria FE P |
3. Attenzione FE P |
4. Pianificazione FE P |
5. Shifting FE P |
6. ControlloInibitorio FE P |
7. FE Tot P |
|
1. BR2 P |
- |
||||||
|
2. Memoria FE P |
-.12 |
- |
|||||
|
3. Attenzione FE P |
-.12 |
.93** |
- |
||||
|
4. Pianificazione FE P |
.18 |
.89** |
.83** |
- |
|||
|
5. Shifting FE P |
-.10 |
.93** |
.83** |
.86** |
- |
||
|
6. Controllo Inibitorio FE P |
-.16 |
.82** |
.68* |
.83** |
.75** |
- |
|
|
7. FE Tot P |
-.07 |
.98** |
.91** |
.95** |
.94** |
.88** |
- |
Legenda significatività:
* p < .01 (Significatività al 99%)
** p < .05 (Significatività al 95%)
Principali Osservazioni:
- Correlazioni tra FE (Padri): analogamente alla Tabella 9, tutte le componenti delle Funzioni Esecutive (FE) mostrano correlazioni estremamente forti e significative tra loro (ad esempio r = .93 tra Memoria FE P e Attenzione FE P), con molti valori superiori a r = .80.
- Correlazioni con 1.BR2 P: a differenza della Tabella 9, la variabile di base 1.BR2 P mostra correlazioni deboli con tutte le variabili FE e nessuna di esse è significativa (p > .01). Gran parte delle correlazioni con 1.BR2 P sono negative, sebbene molto deboli.
La Tabella 11 presenta la distribuzione dell’età paterna suddivisa in sette fasce generazionali (dai 27 ai 53 anni), ponendo in relazione l’età cronologica con i punteggi medi e le deviazioni standard delle variabili BR2 (Burnout) ed EF-SR (Efficacia e Risorse). I dati permettono di osservare preliminarmente l’andamento dei carichi di stress e delle percezioni di autoefficacia al variare dell’età dei genitori.
Tabella 11
Età dei genitori suddivisi per gruppi e genere: Media e Deviazione Standard Padri
|
Gruppo |
Età genitori |
BR2 (M ± DS) |
EF-SR (M ± DS) |
|
1 |
27-30 |
34.82 ± 4.14 |
41.51 ± 5.02 |
|
2 |
31-34 |
33.54 ± 4.06 |
40.8 ± 4.85 |
|
3 |
35-38 |
31.52 ± 3.81 |
37.52 ± 4.71 |
|
4 |
39-42 |
31.24 ± 3.92 |
37.01 ± 4.91 |
|
5 |
43-46 |
30.07 ± 3.71 |
36.52 ± 4.84 |
|
6 |
46-49 |
29.82 ± 3.84 |
36.24 ± 4.7 |
|
7 |
50-53 |
29.5 ± 3.92 |
36.06 ± 4.72 |
La Tabella 12 illustra i risultati dell’analisi della varianza (ANOVA) a una via, eseguita per verificare se le differenze osservate nei livelli di Burnout (BR2) tra le diverse fasce d’età dei padri siano statisticamente significative o attribuibili al caso mentre nella Tabella 13 i risultati si riferiscono all’ANOVA- EF-SR (funzioni esecutive).
Tabella 12
ANOVA-BR2 (burnout)
|
Fonte |
SS |
df |
MS |
F |
p |
|
Tra gruppi |
310.02 |
6 |
51.67 |
2.14 |
.051 |
|
Entro gruppi |
1520.01 |
63 |
24.13 |
- |
- |
|
Totale |
1830.01 |
69 |
- |
- |
- |
Tabella 13
ANOVA- EF-SR (funzioni esecutive)
|
Fonte |
SS |
df |
MS |
F |
p |
|
Tra gruppi |
400.01 |
6 |
66.67 |
2.95 |
.015 |
|
Entro gruppi |
1425.01 |
63 |
22.62 |
- |
- |
|
Totale |
1825.02 |
69 |
- |
- |
- |
Sintesi interpretativa (Tabella 14):
- i padri più giovani (27-34 anni) mostrano maggiore burnout (BR2) rispetto ai padri più adulti (il valore p = 0.051 suggerisce una tendenza verso la significatività, o significatività con alpha = 0.10);
- i padri tra 27-34 anni percepiscono funzioni esecutive più negative nei propri figli (EF-SR, p = 0.015, significativo);
- le differenze tra gruppi di età più avanzata non risultano significative;
- il pattern osservato nei giovani padri è simile a quello osservato per le giovani madri.
Tabella 14
Età dei genitori suddivisi per gruppi e genere: Media e Deviazione Standard
Madri
|
Gruppo |
Età genitori |
BR2 (M ± DS) |
EF-SR (M ± DS) |
|
1 |
27-30 anni |
35.43 ± 4.21 |
42.83 ± 5.12 |
|
2 |
31-34 anni |
34.94 ± 3.92 |
42.12 ± 4.83 |
|
3 |
35-38 anni |
29.71 ± 4.03 |
36.91 ± 5.04 |
|
4 |
39-42 anni |
29.52 ± 3.84 |
37.02 ± 5.23 |
|
5 |
43-46 anni |
29.84 ± 4.12 |
36.73 ± 5.31 |
|
6 |
46-49 anni |
29.93 ± 3.74 |
36.84 ± 5.02 |
|
7 |
50-53 anni |
29.61 ± 4.07 |
36.61 ± 4.97 |
I risultati dell’ANOVA a una via confermano l’esistenza di differenze significative tra i gruppi d’età dei genitori per entrambe le variabili. La Tabella 15 illustra i risultati dell’analisi della varianza (ANOVA) a una via, per la variabile BR2 mentre la Tabella 16 quella per la variabile EF-SR.
Tabella 15
ANOVA a una via per la variabile BR2
|
Fonte |
SS (Somma dei Quadrati) |
df (Gradi di Libertà) |
MS (Quadrato Medio) |
F (Statistica F) |
p (Valore p) |
|
Tra gruppi |
540.21 |
6 |
90.03 |
5.82 |
0.001 |
|
Entro gruppi |
1080.51 |
63 |
17.15 |
- |
- |
|
Totale |
1620.73 |
69 |
- |
- |
Tabella 16
ANOVA a una via per la variabile EF-SR
|
Fonte |
SS (Somma dei Quadrati) |
df (Gradi di Libertà) |
MS (Quadrato Medio) |
F (Statistica F) |
p (Valore p) |
|
Tra gruppi |
740.43 |
6 |
123.44 |
6.25 |
< 0.001 |
|
Entro gruppi |
1243.11 |
63 |
19.73 |
- |
- |
|
Totale |
1983.52 |
69 |
- |
- |
- |
L’analisi della varianza ha rilevato differenze statisticamente significative nei punteggi medi di BR2 (F(6. 63) = 5.82, p = 0.001) e EF-SR (F(6. 63) = 6.25, p < 0.001) in funzione dell’età dei genitori.
In sintesi:
- I genitori appartenenti ai gruppi d’età 27-30 anni e 31-34 anni (Gruppi 1 e 2) hanno ottenuto punteggi significativamente più elevati su entrambe le variabili rispetto a tutti i gruppi di età superiore (≥ 35 anni).
- Non sono state riscontrate differenze significative tra i gruppi d’età compresi tra 35 e 53 anni (Gruppi 3-7), che mostrano punteggi omogenei.
Discussione
Nella ricerca ci si è posto l’obiettivo di verificare se:
- esiste una relazione tra un maggior livello di disagio genitoriale e la percezione di funzioni esecutive peggiori dei propri figli;
- esiste una differenza di genere tra madri e padri rispetto a questa relazione;
- esiste una differenza nei punteggi delle dimensioni considerate tra gruppi di genitori di età differenti.
Per verificare tali ipotesi, è stata condotta un’indagine online dal 23 febbraio 2022 al 29 aprile 2022 attraverso la somministrazione di due differenti questionari utilizzati per indagare le variabili di interesse ovvero il burnout genitoriale, valutato attraverso il questionario BR2, e la percezione delle funzioni esecutive, valutata attraverso il questionario EF-SR. Sono stati raccolti, inoltre, i dati sociodemografici del campione.
Per quanto concerne la prima ipotesi, ovvero se esistono differenze statisticamente significative tra burnout genitoriale e percezione di funzioni esecutive dei propri figli, cioè se un maggiore livello di burnout genitoriale correli positivamente con la percezione di un peggiore funzionamento esecutivo dei propri figli, siamo in grado di concludere che nel campione della ricerca tale differenza non è stata riscontrata, in quanto nessuna delle variabili prese in esame risulta essere significativamente in relazione con un aumento del burnout genitoriale.
Sebbene la variabile «Memoria» abbia un valore tendente alla significatività, non è possibile confermare il risultato se non attraverso la ricerca futura e l’ampliamento della dimensione campionaria.
La letteratura internazionale ha ampiamente documentato come i genitori che sperimentano elevati livelli di esaurimento emotivo tendano a manifestare minore sensibilità e minore disponibilità affettiva verso i propri figli, influenzando indirettamente la qualità delle interazioni familiari e la percezione delle capacità cognitive e autoregolative dei bambini (Mikolajczak et al., 2018; Campos-Gil et al., 2020). Tuttavia, la percezione soggettiva delle funzioni esecutive può essere mediata da molteplici variabili, tra cui la resilienza personale, il supporto sociale, il livello socio-economico e il grado di consapevolezza del ruolo genitoriale, che possono attenuare l’impatto dello stress e modulare il giudizio dei genitori sui propri figli (De Cock et al., 2017; Neuenschwander et al.,2018).
Per quanto riguarda la seconda ipotesi, concernente le differenze di genere tra madri e padri rispetto alla relazione tra burnout genitoriale e percezione delle funzioni esecutive dei figli, possiamo affermare che le differenze di genere, tra madri e padri, non risultano statisticamente significative e quindi non esiste differenza tra madri e padri circa la relazione tra burnout genitoriale e percezione delle funzioni esecutive di bambini e adolescenti,
Tuttavia, per quanto riguarda le madri si sottolinea che un basso punteggio relativo al disagio genitoriale corrisponde a un aumento del punteggio relativo alla percezione della memoria, dunque un minor disagio genitoriale permette di percepire in modo migliore la memoria dei propri figli.
Per quanto riguarda i padri, invece, tutte le correlazioni sono negative, tranne che per la variabile «Pianificazione FE P». Dunque, se le correlazioni risultassero significative, si potrebbe sottolineare che i punteggi si muovono in direzioni differenti a seconda del genere.
In linea generale si sottolinea come, prendendo in considerazione le medie del punteggio relativo al disagio genitoriale, dividendo i dati per genere, le madri risultano avere un punteggio più alto di disagio genitoriale rispetto ai padri.
Coerentemente con quanto emerso in altri studi condotti in Italia e in Europa durante e dopo la pandemia (Griffith, 2020; Mangiavacchi et al., 2020, Marchetti et al., 2020), le madri mostrano in media livelli più elevati di disagio genitoriale rispetto ai padri. Tale differenza può essere interpretata alla luce della persistenza di un modello culturale che attribuisce alle madri la principale responsabilità della cura dei figli e della gestione domestica, aggravato dalle pressioni del lavoro e dalla riduzione delle reti di sostegno familiare e istituzionale durante il lockdown.
La letteratura sul burnout genitoriale suggerisce che le madri, più frequentemente dei padri, sperimentano sentimenti di colpa, autoefficacia ridotta e conflitti tra ruoli, elementi che alimentano il senso di inefficacia e la percezione di non essere all’altezza delle richieste educative (Mikolajczak et al., 2018). In questo quadro, il fatto che un minor disagio genitoriale sia associato a una percezione più positiva della memoria e delle capacità di autoregolazione dei figli nelle madri, pur non raggiungendo la significatività statistica, sembra coerente con la letteratura che collega il benessere psicologico genitoriale alla valutazione più equilibrata delle competenze cognitive dei bambini (Spinelli et al., 2020).
Per quanto riguarda le differenze legate all’età (terza ipotesi), i dati mostrano che i genitori appartenenti alla fascia 27-42 anni (in particolare le madri tra 27-34 anni e i padri tra 27-34 anni) riportano livelli di burnout più elevati. Questa fascia d’età coincide spesso con la fase di massima esposizione alle sfide della doppia carriera, alla gestione di figli piccoli e alla costruzione della stabilità economica. Il dato è coerente con le evidenze di Mangiavacchi et al. (2020), secondo cui la pandemia ha ampliato le disuguaglianze di genere nella distribuzione del tempo familiare e domestico, incrementando il carico mentale nelle coppie più giovani. Il burnout genitoriale, in tali casi, non deriva soltanto da un eccesso di compiti ma anche da una percezione di perdita di controllo e di scarsa reciprocità relazionale, fattori che si rivelano determinanti nel definire la qualità del benessere psicologico familiare (Griffith, 2020).
Un ulteriore aspetto da considerare è la natura del costrutto di «percezione delle funzioni esecutive», che implica una componente soggettiva non sempre coincidente con le reali prestazioni cognitive dei figli. È plausibile che genitori con livelli più elevati di stress interpretino le difficoltà dei figli attraverso una lente maggiormente negativa, enfatizzando gli aspetti di disattenzione o scarsa pianificazione. Viceversa, genitori più sereni e con un senso di autoefficacia più sviluppato tendono a riconoscere e valorizzare le capacità cognitive e comportamentali dei propri figli, contribuendo così a rinforzarne lo sviluppo (Miyake & Friedman, 2012; Neuenschwander et al., 2018). Questa dinamica circolare evidenzia la necessità di considerare la percezione genitoriale come una variabile mediatrice, piuttosto che come un semplice indicatore oggettivo.
Dal punto di vista metodologico, alcuni limiti dello studio meritano di essere sottolineati. La ridotta numerosità campionaria può avere limitato la potenza statistica delle analisi, impedendo di rilevare correlazioni deboli ma significative. Inoltre, la raccolta dei dati, avvenuta in un momento successivo alla fase più critica dell’emergenza sanitaria, potrebbe avere attenuato gli effetti dello stress pandemico osservati in altri studi condotti durante il lockdown (Coyne et al., 2020). Un ulteriore limite riguarda la natura autovalutativa degli strumenti utilizzati, che può introdurre bias di percezione e desiderabilità sociale. Studi futuri potrebbero integrare misure oggettive di performance cognitiva dei bambini con valutazioni osservative o eterovalutative, per validare la relazione tra percezione genitoriale e funzioni esecutive reali.
Le prospettive di ricerca dovrebbero orientarsi verso approcci longitudinali capaci di esplorare l’evoluzione del burnout genitoriale nel tempo e la sua influenza sullo sviluppo cognitivo ed emotivo dei figli. In tal senso, un’area di grande interesse riguarda l’impatto degli interventi di counseling genitoriale e dei programmi di formazione psicoeducativa sulla riduzione dello stress e sul miglioramento della relazione genitore-figlio. Studi internazionali hanno dimostrato che i percorsi di sostegno psicologico e formazione genitoriale, soprattutto se orientati alla promozione della consapevolezza emotiva e della comunicazione efficace, contribuiscono a ridurre il burnout e a migliorare la percezione delle competenze cognitive dei figli (Taghikhani et al., 2024). Interventi di gruppo, in particolare, permettono ai genitori di condividere esperienze e strategie di coping, rafforzando le reti di supporto sociale che rappresentano un importante fattore protettivo contro lo stress cronico.
Infine, sul piano applicativo, i risultati di questa ricerca suggeriscono la necessità di considerare il burnout genitoriale non come un fenomeno esclusivamente individuale, ma come un indicatore del benessere sistemico della famiglia. Le politiche di prevenzione dovrebbero prevedere la collaborazione tra psicologi, pedagogisti e counselor per la realizzazione di percorsi integrati di sostegno che uniscano componenti psicoeducative, formative e relazionali. Il counseling genitoriale, in questa prospettiva, non si limita a fornire strategie di gestione dello stress, ma favorisce una rielaborazione del significato della genitorialità, promuovendo consapevolezza, empatia e fiducia nelle proprie competenze educative.
In conclusione, pur non confermando in modo univoco le ipotesi iniziali, questo studio contribuisce ad ampliare la comprensione delle dinamiche psicologiche e relazionali che legano il benessere genitoriale alla percezione delle funzioni esecutive dei figli. L’assenza di significatività statistica non implica l’assenza di relazione, ma suggerisce la necessità di indagare con maggiore profondità le variabili mediatrici-emotive, cognitive e contestuali, che plasmano la complessa interdipendenza tra genitori e figli nei contesti contemporanei, sempre più segnati da incertezza, accelerazione digitale e nuove forme di vulnerabilità.
Bibliografia
Brooks, S. K., Webster, R. K., Smith, L. E., Woodland, L., Wessely, S., Greenberg, N., & Rubin, G. J. (2020). The psychological impact of quarantine and how to reduce it: Rapid review of the evidence. The Lancet, 395(10227), 912-920. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30460-8
Campos-Gil, J. A., Ortega-Andeane, P., & Vargas, D. (2020). Children’s microsystems and their relationship to stress and executive functioning. Frontiers in Psychology, 11, Article 996. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2020.00996
Chen, R., Chou, K. R., Huang, Y. J., Wang, T. S., Liu, S. Y., & Ho, L. Y. (2006). Effects of a SARS prevention programme in Taiwan on nursing staff’s anxiety, depression and sleep quality: A longitudinal survey. International Journal of Nursing Studies, 43(2), 215-225. https://doi.org/10.1016/j.ijnurstu.2005.08.004
Costa, S., Bianco, A., Scifo, L., & Alesi, M. (2020). Preliminary evaluation of a short version questionnaire for executive functioning self-report (EF-SR). Current Psychology, 41(4), 2099-2108. https://doi.org/10.1007/s12144-020-01098-7
Coyne, L. W., Gould, E. R., Grimaldi, M., Wilson, K. G., Baffuto, G., & Biglan, A. (2020).
First things first: Parent psychological flexibility and self-compassion during COVID-19. Behavior Analysis in Practice, 13(2), 299-309. https://doi.org/10.1007/s40617-020-00437-5
De Cock, E. S., Henrichs, J., Klimstra, T. A., Maas, J. B., Vreeswijk, C. M., Meeus, W. H., & van Bakel, H. J. (2017). Longitudinal associations between parental bonding, parenting stress, and executive functioning in toddlerhood. Journal of Child and Family Studies, 26(6), 1723-1733. https://doi.org/10.1007/s10826-017-0703-z
Dias, S., Pedro, A. R., Abrantes, A., Gama, A., Moniz, A. M., Nunes, C., Parreira, C., Avelar, F., Soares, P., Laires, P., & Santana, R. (2020). Opinião social: Perceção individual do risco de contrair COVID-19 (Barómetro COVID-19). Escola Nacional de Saúde Pública, Universidade Nova de Lisboa.
Fegert, J. M., Vitiello, B., Plener, P. L., & Clemens, V. (2020). Challenges and burden of the coronavirus disease 2019 (COVID-19) pandemic for child and adolescent mental health. Child and Adolescent Psychiatry and Mental Health, 14, Article 20. https://doi.org/10.1186/s13034-020-00329-3
Friedman, N. P., & Miyake, A. (2017). Unity and diversity of executive functions: Individual differences as a window on cognitive structure. Cortex, 86, 186-204. https://doi.org/10.1016/j.cortex.2016.04.023
Griffith, A. K. (2020). Parental burnout and child maltreatment during the COVID-19 pandemic. Journal of Family Violence, 37, 725-731. https://doi.org/10.1007/s10896-020-00200-1
Gruber, J., Prinstein, M. J., Clark, L. A., Rottenberg, J., Abramowitz, J. S., Albano, A. M., Aldao, A., Borelli, J. L., Chung, T., Davila, J., Forbes, E. E., Gee, D. G., Hall, G. C. N., Hallion, L. S., Hinshaw, S. P., Hofmann, S. G., Hollon, S. D., Joormann, J., Kazdin, A. E., … Weinstock, L. (2020). Clinical psychological science’s call to action in the time of COVID-19. American Psychologist, 75(6), 833-846. https://doi.org/10.1037/amp0000707
Hackman, D. A., Gallop, R., Evans, G. W., & Farah, M. J. (2015). Socioeconomic status and executive function: Developmental trajectories and mediation. Developmental Science, 18(5), 686-702. https://doi.org/10.1111/desc.12246
Halvorsen, E., Stamu-O’Brien, C., Carniciu, S., & Jafferany, M. (2020). Psychological effects of COVID-19 on parenting and maternal-fetal mental health. Dermatologic Therapy, 33(4), e13559. https://doi.org/10.1111/dth.13559
He, Z. H., & Yin, W. G. (2016). Family environments and children’s executive function: The mediating role of children’s affective state and stress. The Journal of Genetic Psychology, 177(5), 143-155. https://doi.org/10.1080/00221325.2016.1158080
Korajlija, A. L., & Jokic-Begic, N. (2020). COVID-19: Concerns and behaviours in Croatia. British Journal of Health Psychology, 25(4), 849-855. https://doi.org/10.1111/bjhp.12436
Mangiavacchi, L., Patt, A., & Piccoli, L. (2020). COVID-19 and the gender gap in parental time use in Italy. Review of Economics of the Household, 19(1), 1-31. https://doi.org/10.1007/s11150-020-09561-3
Mangiavacchi, L., Piccoli, L., & Pieroni, L. (2020). Fathers matter: Intra-household responsibilities and children’s wellbeing during the COVID-19 lockdown in Italy (IZA Discussion Paper No. 13519). IZA Institute of Labor Economics.
Marchetti, D., Fontanesi, L., Mazza, C., Di Giandomenico, S., Roma, P., & Verrocchio, M. C. (2020). Parenting-related exhaustion during the Italian COVID-19 lockdown. Journal of Pediatric Psychology, 45(10), 1114-1123. https://doi.org/10.1093/jpepsy/jsaa093
Mazza, C., Ricci, E., Marchetti, D., Fontanesi, L., Di Giandomenico, S., Verrocchio, M. C., & Roma, P. (2020). How personality relates to distress in parents during the COVID-19 lockdown. International Journal of Environmental Research and Public Health, 17(17), Article 6236. https://doi.org/10.3390/ijerph17176236
Mikolajczak, M., Brianda, M. E., Avalosse, H., & Roskam, I. (2018a). Consequences of parental burnout: Its specific effect on child neglect and violence. Child Abuse & Neglect, 80, 134-145. https://doi.org/10.1016/j.chiabu.2018.03.025
Mikolajczak, M., Raes, M. E., Avalosse, H., & Roskam, I. (2018b). Exhausted parents: Sociodemographic, child-related, parent-related, parenting and family-functioning correlates of parental burnout. Journal of Child and Family Studies, 27(2), 602-614. https://doi.org/10.1007/s10826-017-0921-2
Mikolajczak, M., & Roskam, I. (2018). A theoretical and clinical framework for parental burnout: The balance between risks and resources (BR²). Frontiers in Psychology, 9, Article 886. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2018.00886
Mikolajczak, M., & Roskam, I. (2020). Parental burnout: Moving the focus from children to parents. New Directions for Child and Adolescent Development, 2020(174), 7-13. https://doi.org/10.1002/cad.20364
Miyake, A., & Friedman, N. P. (2012). The nature and organization of individual differences in executive functions. Current Directions in Psychological Science, 21(1), 8-14. https://doi.org/10.1177/0963721411429458
Neuenschwander, R., Hookenson, K., Brain, U., Grunau, R. E., Devlin, A. M., Weinberg, J., & Oberlander, T. F. (2018). Children’s stress regulation mediates the association between prenatal maternal mood and child executive functions for boys, but not girls. Development and Psychopathology, 30(3), 953-969. https://doi.org/10.1017/S0954579417000829
Polizzi, C., Burgio, S., Lavanco, G., & Alesi, M. (2021). Parental distress and perception of children’s executive functioning after the first COVID-19 lockdown in Italy. Journal of Clinical Medicine, 10(18), Article 4170. https://doi.org/10.3390/jcm10184170
Polizzi, C., Giordano, G., Burgio, S., Lavanco, G., & Alesi, M. (2022). Maternal competence, maternal burnout and personality traits in Italian mothers after the first COVID-19 lockdown. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19(16), Article 9791. https://doi.org/10.3390/ijerph19169791
Qiu, J., Shen, B., Zhao, M., Wang, Z., Xie, B., & Xu, Y. (2020). A nationwide survey of psychological distress among Chinese people in the COVID-19 epidemic. General Psychiatry, 33(2), e100213. https://doi.org/10.1136/gpsych-2020-100213
Shields, G. S., Sazma, M. A., & Yonelinas, A. P. (2016). The effects of acute stress on core executive functions: A meta-analysis and comparison with cortisol. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 68, 651-668. https://doi.org/10.1016/j.neubiorev.2016.06.038
Spinelli, M., Lionetti, F., Pastore, M., & Fasolo, M. (2020). Parents’ stress and children’s psychological problems in families facing the COVID-19 outbreak in Italy. Frontiers in Psychology, 11, Article 1713. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2020.01713
Sprang, G., & Silman, M. (2013). Post-traumatic stress disorder in parents and youth after health-related disasters. Disaster Medicine and Public Health Preparedness, 7(1), 105-110. https://doi.org/10.1017/dmp.2013.22
Taghikhani, G., Goudarzi, M., & Ahmadian, H. (2024). Effectiveness of the successful parenting training program on parental stress, children’s anxiety, and family functioning. Journal of Assessment and Research in Applied Counseling, 5(2), 16-28. https://doi.org/10.61838/kman.jarac.5.2.16
Taylor, S. E., Klein, L. C., Lewis, B. P., Gruenewald, T. L., Gurung, R. A. R., & Updegraff, J. A. (2000). Biobehavioral responses to stress in females. Psychological Review, 107(3), 411-429. https://doi.org/10.1037/0033-295X.107.3.411
Vinayak, S., & Dhanoa, S. (2017). Relationship of parental burnout with parental stress and personality among parents of neonates with hyperbilirubinemia. International Journal of Indian Psychology, 4(3), 102-111.
Wagner, S., Müller, C., Helmreich, I., Huss, M., & Tadić, A. (2015). A meta-analysis of cognitive functions in children and adolescents with major depressive disorder. European Child & Adolescent Psychiatry, 24(1), 5-19. https://doi.org/10.1007/s00787-014-0551-9
Zhang, J. J., Dong, X., Cao, Y. Y., Yuan, Y. D., Yang, Y. B., Yan, Y. Q., Wang, H. R., Wang, Y. Q., Li, Y. Q., Zhang, H. L., Zhang, H. L., Liu, Q., Zhao, Y. J., Xie, X. Y., Xu, X. F., Xu, F., & Gao, Y. D. (2020). Clinical characteristics of 140 patients infected with SARS-CoV-2 in Wuhan, China. Allergy, 75(7), 1730-1741. https://doi.org/10.1111/all.14238
Vol. 19, Issue 1, February 2026