L’autismo ai tempi del coronavirus:la gestione dell’emergenza con l’Approccio di Comunità e di Rete

Fabiana Sonnino, Consuelo Granatelli, Silvia Nazzicone, Chiara Surini, Siria Baffetti, Fulvia Ferrante

L’anno 2020 è stato segnato dalla pandemia causata dal virus Sars-Cov-2 determinando contesti straordinari e portando cambiamenti nelle abitudini e negli stili di vita delle persone. Le persone con diagnosi dello spettro autistico hanno dovuto introdurre cambiamenti pervasivi nelle loro routine, riadattando il contesto di vita in cui erano inseriti. Per rispondere alla situazione la nostra organizzazione, che si avvale dell’Approccio di Comunità e di Rete (Community Network Approach – CNA) di stampo cognitivo-comportamentale, ha dovuto estendere il suo paradigma e adattarsi anche a forme di intervento alternative, che potessero adeguarsi alle linee guida per la prevenzione e il contrasto del diffondersi del virus. Il CNA, che prevede la formulazione di un piano di intervento individualizzato che tenga conto della persona, del suo mondo e del suo progetto di vita, permette di integrare, al suo interno, aspetti specifici, riconosciuti e validi di altri approcci (Sonnino et al., 2019). Per adattare i suoi interventi alle necessità, il CNA si è ispirato ai principi dell’Attivazione Emotiva e Reciprocità Corporea (AERC; Zappella, 1996), integrandoli con l’esperienza della «scuola all’aperto» (Wattchow e Brown, 2011) e della «scuola in movimento» e facendo uso degli ausili informatici. Questo ha permesso l’organizzazione di una nuova routine, la preservazione e l’implementazione dei rapporti amicali, il rafforzamento delle abilità sociali e il miglioramento della qualità della vita attraverso l’acquisizione di una maggiore flessibilità.

DOI
10.14605/AUT1922105

Keywords
Autismo, Natura, Coronavirus, Emergenza, Flessibilità, Abilità sociali, Apprendimento.

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