L’arrampicata come intervento inclusivo per bambini con disturbo dello spettro autistico
Vittoria Vendrametto, Chiara Davico, Lorenzo Bertoldi, Ludovico Zamara, Nicola Galizia, Beatrice Fossat, Daniele Marcotulli
Il progetto ARRAMPI_CARE, promosso dalla Società Arrampicata Sportiva Palavela (SASP, Torino, Italia) e sostenuto dall’Unione Buddhista Italiana (UBI) e dalla Fondazione Mazzola, mira a rendere l’arrampicata accessibile, integrando elementi ludici e psicoeducativi e sostiene inoltre la ricerca scientifica di tal ambito. È stato condotto uno studio di fattibilità su 39 persone con ASD, con lezioni individuali di arrampicata. Le valutazioni hanno incluso test motori e cognitivi e interviste ai genitori per indagare soddisfazione, inclusività e progressi percepiti. Il campione presentava un’età media di 11 anni (range 5–34). L’adesione è stata eccellente e i genitori hanno riportato un’elevata soddisfazione, sottolineando accessibilità del progetto e il ruolo motivazionale del supporto degli istruttori. I miglioramenti sono stati percepiti soprattutto nella sfera motoria, mentre i progressi cognitivi e sociali sono risultati più variabili. Le analisi statistiche hanno confermato guadagni significativi sia nelle prestazioni cognitive (p = 0,037) sia in quelle motorie (p = 0,022), con i bambini con fragilità attentive che, pur partendo da livelli più bassi, mostravano un notevole recupero nel tempo. L’arrampicata appare quindi uno sport promettente per promuovere l’inclusione e una possibile strategia riabilitativa per bambini con ASD, favorendo lo sviluppo motorio e cognitivo in un contesto inclusivo.
DOI 
10.14605/AUT2422604
Keywords
Autismo, Sport, Arrampicata, Inclusione, Accessibilità.