Motivazione Incondizionata (UMO) e Motivazione Condizionata (CMO) nella regolazione dell’intensità sonora della voce

Maria Vincenza Picchiarelli

I disturbi dello spettro autistico sono spesso caratterizzati da anomalie comunicative che possono comprendere una prosodia e un tono della voce atipico. Nello specifico, un tono della voce basso è stato identificato come un ostacolo significativo al progresso delle competenze sociali, in quanto limita la comprensione dei contenuti da parte dell’interlocutore inficiandone la qualità della comunicazione. Nel presente studio è stato insegnato a tre ragazzi autistici, di età compresa tra gli 11 e i 15 anni da adottare un tono della voce appropriato con l’ausilio di uno strumento deputato alla misurazione del livello di pressione acustica (fonometro), attraverso una procedura di shaping, implementata durante l’emissione di mand. La variabile dipendente dello studio consiste nella intensità sonora dei mand, sottoposta al processo di shaping. I dati sono stati poi analizzati correlando l’intensità acustica e la numerosità dei mand, in relazione al tipo (UMO e CMO) di motivazione alla base della richiesta.

DOI
10.14605/AUT2412602

Keywords
Autismo, Tono della voce, Abilità sociali, Motivazione condizionata e incondizionata.

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