Terapia, Educazione, Ricerca

Direzione scientifica: Ferruccio Cartacci
Periodicità: marzo, giugno, novembre

Vol. 4, n. 1, 2018

Editoriale

ANUPI Educazione

Educazione e prevenzione

Ivano Spano

L’INFANZIA OGGI – ALLA RICERCA DI UN MONDO PERDUTO

Quando si osservano i bambini nelle loro multiformi espressioni si dovrebbe partire dall’ipotesi che, qualunque sia il loro comportamento, esso ha sempre una sua giustificazione logica, e se gli adulti non la rilevano non è perché essa non esiste, ma piuttosto perché il loro modo di ragionare pecca di adultocentrismo e impedisce di comprendere a fondo la logica infantile (Gallino, 1990).

Educazione e prevenzione

Erminio Gius

PER UN’ETICA DELLA PREVENZIONE

Prevenzione: tutti ne parlano. Tutti, soggetti individuali e soggetti collettivi, hanno una rappresentazione mentale cognitiva reale o stereotipizzata di essa, ma nessuno sa bene che cosa sia realmente e a quali realtà, tra le molte, inerisca di fatto. È un oggetto misterioso. Nella nostra società post-industriale e post-moderna, inoltre, si parla sempre più di etica: in ogni settore, non solo quello morale e teologico, ma anche politico, economico, filosofico, sociologico.

L’articolo rivisita le pratiche della psicomotricità educativa e preventiva, allo scopo di evidenziarne le cifre epistemologiche, fondarne l’orientamento pedagogico, favorirne l’integrazione nei contesti educativi alla luce di categorie proprie del problematicismo pedagogico e della pedagogia della complessità.

L’articolo vuole suggerire una possibile chiave di lettura di stili comportamentali infantili difficilmente codificabili e ritenuti a volte inspiegabili. Tali comportamenti, rilevati nella vita di relazione con i pari e con gli adulti durante l’esperienza della scuola dell’infanzia, sono spesso associati a una situazione di molteplici difficoltà di adattamento. La teoria dell’attaccamento, e nello specifico i dati emersi dalle ricerche sulle classi di valutazione dell’attaccamento, individuano modelli interpretativi e predittivi del disagio nell’infanzia. L’intervento di prevenzione psicomotoria può trovare in questi studi una molteplicità di spunti di lavoro, soprattutto per ciò che concerne le risposte educative più adeguate e calibrate sulle situazioni individuate e per ciò che riguarda la realizzazione di un lavoro di rete con insegnanti e famiglie, in una prospettiva di cambiamento evolutivo.

Editoriale

ANUPI TNPEE

Riabilitazione e terapia

Eraldo Berti

DI ESPLORAZIONE

Sempre più si utilizza come strumento di osservazione la videoregistrazione che permette di effettuare un’osservazione distaccata e differita, che compensa il limite dell’irreversibilità temporale proprio dell’osservazione partecipante; perché sia realmente efficace, è opportuno che sia un’operazione collettiva e che la descrizione linguistica dell’azione utilizzi un linguaggio «basic» il più denotativo e il meno connotativo possibile.

Riabilitazione e terapia

Claudio Ambrosini

L’ESAME PSICOMOTORIO

L’articolo si apre con la citazione del primo esame psicomotorio di E. Guilmain e dei suoi sviluppi che mantengono, pur provenendo da autori differenti, un’uniformità di intenti. Prosegue precisando gli strumenti valutativi della terapia psicomotoria, l’osservazione e l’esame psicomotorio, e ne definisce la specificità.Si citano poi gli autori che, in ambito nazionale, hanno contribuito a un approfondimento dell’esame psicomotorio, per passare infine a una sintetica descrizione di quello utilizzato dall’autore dell’articolo. Si conclude citando il rapporto tra l’esame psicomotorio della motricità e le attuali ricerche neurofisiologiche sulle reti neurali dei sistemi motori.

Riabilitazione e terapia

Claudio Ambrosini

L’OSSERVAZIONE NEUROPSICOMOTORIA

Alcune premesse sull’atto dell’osservare e i suoi principi introducono una sintesi delle tematiche specifiche legate all’osservazione neuropsicomotoria, il suo setting, i suoi obiettivi e i suoi parametri espressi attraverso alcune mappe esplicative. Segue una riflessione sull’approccio descrittivo e «partecipato» all’osservazione.

I tre gruppi sono stati analizzati utilizzando il Test Movement Assessment Battery for Children (M-ABC) e il Test di Percezione Visiva e Integrazione Visuo-Motoria (TPV). I risultati suggeriscono che, tra i due gruppi diagnosticati con DSA (Disgrafici e Cattivi Scrittori), vi sono evidenti differenze sotto il profilo neuropsicologico. Pur tenendo conto della limitatezza del campione, si può comunque evincere che le abilità percettive hanno un’influenza determinante sulla qualità della scrittura e possono contribuire alla manifestazione dei meccanismi di controllo motorio.