Terapia, prevenzione, formazione

Direzione scientifica: Ferruccio Cartacci
Periodicità: marzo, giugno, novembre

Vol. 2, n. 3, 2016

Il sistema visivo dell’uomo discrimina i colori, si adatta alla luminosità dell’ambiente, mette a fuoco a diversa distanza, distingue i particolari, percepisce le profondità, consente la localizzazione spaziale e la calibrazione dell’azione motoria, veicola e sostiene fin dalla nascita la comunicazione tra esseri umani. La sua mancata integrità riverbera direttamente sul neurosviluppo richiedendo interventi specifici di abilitazione volti a promuoverne e ottimizzarne l’uso adattivo.Dopo avere inquadrato sinteticamente i disordini visivi per grandi categorie, in base alla loro origine e gravità, le autrici presentano un protocollo sincronico di osservazione-valutazione della funzionalità visiva, mettendo a confronto le competenze attese con il comportamento visivo rilevato in età 0-3.

Il tema dell’inclusione è qui centrato sull’inserimento nel gruppo classe del bambino ipoacusico attraverso «buone pratiche».Viene esaminato l’aspetto pedagogico e didattico grazie al contributo di alcune insegnanti e della dirigente scolastica della scuola primaria «Clericetti» di Milano, che da molto tempo si occupa di bambini con disturbi sensoriali. Viene poi approfondito l’aspetto psicomotorio a sostegno del bambino ipoacusico nella sua affermazione personale e nelle sue doti relazionali con il gruppo. Infine viene introdotto il ruolo dello psicomotricista in un contesto istituzionale come facilitatore di sinergie efficaci.

Il bambino sordo o ipoacusico deve giungere ad «ascoltare» partendo dal «sentire» pur essendo deprivato della sensazione pluridirezionale dell’udito, altrimenti sarebbe ostacolato nell’apprendere il linguaggio verbale che gli servirà successivamente da ponte per integrare gli aspetti cognitivi ed emotivo-relazionali.L’esperienza descritta è una terapia integrata logopedica-neuropsicomotoria che vuole accompagnare una bambina di 5 anni non a sentire e guardare la realtà solo con gli occhi, come spesso fanno i bambini sordi, ma a integrare tutti i linguaggi e le emozioni che il suo corpo, se resta in ascolto, le rinvia. Per questo si propone un processo terapeutico con alcune esperienze di deprivazione visiva.

L’articolo descrive la specificità dell’intervento neuropsicomotorio nei disordini della funzione visiva in età 0-3 e propone un modello operativo di training per l’abilitazione visiva precoce attraverso la presentazione di tre casi clinici dove vengono descritti obiettivi, attività e setting pensati per il bambino con disordine visivo e per i suoi caregiver.

L’articolo prende in considerazione le funzioni visuo-spaziali (FVS) e l’importanza che queste rivestono riguardo alle funzioni cognitivo-adattive.Le FVS rappresentano quelle funzioni deputate alla co-organizzazione di apprendimenti sia di attività di vita quotidiana sia scolastici. Verranno quindi analizzate le competenze visuo-attentive, visuo-percettive, visuo-prassiche, di percezione spaziale, di integrazione visuo-motoria e di memoria di lavoro visuo-spaziale incluse nelle FVS e verranno presentati alcuni esempi di attività utili ai fini valutativi/abilitativi.

Riabilitazione e terapia

Francesco Pucci

Gruppi terapeutici – La co-conduzione tnpee-psicomotricista

Il tema della co-conduzione (C-C) di gruppi di terapia neuropsicomotoria è praticamente privo di riferimenti teorici reperibili nella letteratura specifica della nostra professione, e quelli provenienti da altre professioni non sempre si adattano perfettamente al nostro operare quotidiano. L’autore descrive delle esperienze di C-C TNPEE-psicomotricista in corso da alcuni anni e cerca di trarne dei primi elementi di metodo per aprire un dibattito su questa pratica, sicuramente tanto diffusa quanto ancora poco esplorata e descritta.

Questo contributo vuole fornire alcuni spunti relativi al tema della validità di uno strumento di valutazione neuro-psicomotorio. Nello specifico, l’articolo presenta alcune considerazioni sull’utilizzo degli strumenti di valutazione come indicatori di outcome terapeutico ed evidenzia alcuni passaggi che caratterizzano un processo di validazione.