Diagnosi, interventi e ruolo della scuola

Direzione scientifica: Gian Marco Marzocchi
Periodicità: dicembre, aprile

Vol. 9, n. 2, aprile 2014

Indice

Diagnosi

Di Pietro Mario, Lenti Carlo, Fornaro Emiddio, Ottolini Alberto, Maschietto Dino, Vio Claudio, Valagussa Stefania, Marzocchi Gian Marco, Rollo Dolores

Le Funzioni Esecutive in soggetti con Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività: un nuovo strumento multitasking

Deficit alle Funzioni Esecutive (FE) sono stati ampiamente documentati in bambini e ragazzi con Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD). Nel presente lavoro ci prefiggiamo l’obiettivo di indagare il profilo esecutivo di questa popolazione clinica attraverso la somministrazione di un nuovo strumento, il Test dei Bruchi, Palline e Gettoni (BRUPAGE), che ambisce a fornire una panoramica maggiormente integrata, dinamica ed ecologica dei domini esecutivi. Il Test BRUPAGE è stato somministrato complessivamente a 768 soggetti in età scolare (range 8-13 anni), 614 con sviluppo tipico e 154 con diagnosi di Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività con o senza comorbilità. I risultati ottenuti confermano la presenza di una compromissione esecutiva nella popolazione clinica. Bambini e ragazzi con Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività si caratterizzano soprattutto per difficoltà mnestiche e strategiche. La compromissione esecutiva sembrerebbe dipendere dalla sola presenza di ADHD, a prescindere da eventuali comorbilità.

Diagnosi

Dickerson Mayes Susan, L. Calhoun Susan

Profili dei bambini con ADHD alle scale WISC-IV e WISC-III

Sono stati confrontati i profili ottenuti con la Wechsler Intelligence Scale for Children, terza e quarta edizione, da bambini con ADHD e intelligenza nella norma (WISC-III n = 586 e WISC-IV n = 118). I punteggi medi per gli Indici di Comprensione Verbale (ICV) e di Organizzazione Percettiva/Ragionamento Percettivo (IOP/IRV) erano significativamente superiori all’Indice di Libertà dalla Distraibilità/Indice di Memoria di Lavoro (ILD/IMV) e all’Indice di Velocità di Elaborazione (IVE); Ricerca di simboli era superiore a Cifrario. I punteggi ILD/IMV e IVE sono risultati simili per entrambe le versioni della scala, ma l’ICV e l’IOP/IRV, valutati con la WISC-IV, erano maggiori di quelli rilevati con la WISC-III. Perciò, le discrepanze tra indici erano maggiori con la WISC-IV, il che suggerisce che questa potrebbe essere più accurata della WISC-III nel rilevare i punti di forza e di debolezza dei bambini con ADHD. Tutti i bambini del gruppo WISC-IV hanno ottenuto i loro punteggi più bassi nell’IMV o nell’IVE, mentre solo l’88% del gruppo WISC-III ha conseguito i suoi punteggi più bassi nell’ILD o nell’IVE. Quindi, la WISC-IV potrebbe essere più utile della WISC-III nella diagnosi dell’ADHD.

In questo articolo viene presentato nell’adattamento per l’età prescolare l’Alabama Parenting Questionnaire, che misura le pratiche educative correlate ai sintomi ADHD e DOP (Disturbo Oppositivo-Provocatorio). In linea con Clerkin et al. (2007), sono esclusi gli item del monitoring più validi per i genitori di preadolescenti. Viene confermata la struttura a tre fattori: parenting positivo, disciplina incoerente e parenting negativo. Quest’ultimo correla positivamente con l’oppositività dei figli, la disciplina incoerente con la disattenzione/iperattività. Le madri risultano più calorose e coerenti ma anche più punitive; infine per entrambi i genitori risulta un aumento dell’incoerenza disciplinare in associazione con credenze di locus esterno.

Interventi

Polidori Lisa, Manfredi Azzurra, Ruglioni Laura, Milone Annarita, Muratori Pietro, Ceolin Lavinia, Lochman John

Disturbi del Comportamento Dirompente e problem solving sociale: applicazione di uno strumento di valutazione

Lo studio, prendendo in esame un campione italiano di bambini con Disturbo da Comportamento Dirompente (DCD), si propone di analizzare la fase del problem solving sociale relativa alla scelta della soluzione. In letteratura i bambini con DCD risultano meno efficaci degli altri nel generare soluzioni adattive di fronte a un problema e tendono a usare soluzioni di tipo aggressivo sia per modulare le proprie emozioni che per regolare le relazioni interpersonali. L’obiettivo parallelo dello studio, partendo da questi presupposti, è quello di valutare preliminarmente la validità di uno strumento utilizzato nel contesto americano per l’analisi della scelta della soluzione a un problema interpersonale: il Problem Solving Measure (PSM; Lochman e Lampron, 1986). I risultati mostrano che i bambini con DCD propongono un maggior numero di soluzioni aggressive nelle situazioni di conflitto con i pari. La frequenza delle soluzioni aggressive correla inoltre con la valutazione del comportamento aggressivo da parte dei genitori. Infine i punteggi ottenuti nel PSM mostrano una variazione nel tempo conforme agli obiettivi terapeutici che si pone il programma di trattamento seguito dai bambini.

Ruolo della scuola

Oliva Gabriele, Costantini Ilaria, Neri Ilaria, Grelloni Clementina, Roberto Denis, Romaniello Roberta, Bagnolo Valentina, Terribili Monica

Adhd e disgrafia: studio sperimentale sull’uso del Tablet nel trattamento

La letteratura riporta come soggetti con diagnosi di ADHD presentino difficoltà motorie (Flyers et al., 2008; Pitcher, Piek e Hay, 2003; Stray et al., 2009), che frequentemente compromettono la scrittura a livello di leggibilità e fluenza (Brossard-Racine et al., 2011). Nel nostro studio abbiamo coinvolto 6 soggetti di età compresa tra gli 8 e i 10 anni di sesso maschile con diagnosi di ADHD e DCM (Disturbi della Coordinazione Motoria). I bambini sono stati divisi in 2 gruppi: uno sperimentale, che ha utilizzato un Tablet, e l’altro di controllo, con cui è stato svolto un training carta e matita. Per ciascun bambino sono stati effettuati 7 incontri della durata di 60 minuti ciascuno. Questo lavoro era finalizzato a individuare le caratteristiche comuni del tratto grafico presenti nel nostro campione in base alla diagnosi e osservare se, attraverso l’uso di due metodi diversi, si potesse riscontrare un aumento dell’attenzione sostenuta nei bambini con ADHD trattati con Tablet. I risultati mostrano, nel nostro campione, l’esistenza di caratteristiche comuni nel tratto grafico in base alla diagnosi, e che tutti i bambini hanno avuto una percentuale di miglioramento indipendentemente dallo strumento utilizzato. Nell’osservazione clinica i bambini ADHD del gruppo sperimentale evidenziavano un comportamento compliante e una maggiore attenzione sostenuta rispetto al gruppo di controllo. I nostri risultati sembrano sottolineare come un trattamento integrato potrebbe risultare efficace grazie anche a una maggiore motivazione, manifestata dal bambino, in riferimento all’uso del Tablet.