Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 8, n. 1, ottobre 2011

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

Il fatto che, per l'identificazione del disturbo specifico di apprendimento nel calcolo (DSC), la ricerca utilizzi punteggi di cut-off più o meno restrittivi può portare a creare gruppi di soggetti con profili diversi in termini di abilità matematiche e altre connesse, come quelle di lettura, visuospaziali e di memoria di lavoro. Questo studio ha confrontato l'evoluzione di queste abilità in tre gruppi di bambini: due gruppi con DSC, uno con prestazioni al TEMA-2 inferiori al 10º (N = 22) e uno con prestazioni inferiori al 25º percentile (N = 42), e un gruppo di controllo (N = 146). Nonostante alcune similarità, fra i gruppi sono emerse differenze qualitative tra la scuola dell'infanzia e la terza classe primaria che confermano l'importanza di considerare, oltre alla prestazione matematica in sé, anche gli ambiti di competenza associati.

Ricerca italiana

Michela Zavagnin, Chiara Antonazzo, Erika Borella, Barbara Carretti

Un training di memoria di lavoro può migliorare le abilità di calcolo? Uno studio con bambini di quinta primaria

La memoria di lavoro svolge un ruolo cruciale nelle abilità cognitive di ordine superiore e nei processi di apprendimento, come ad esempio in alcune abilità legate al calcolo. Poiché un crescente numero di studi suggerisce che la prestazione di memoria di lavoro può essere potenziata, anche nei bambini, attraverso training specifici, sarebbe interessante capire se il miglioramento in prove di memoria di lavoro corrisponde a un miglioramento in prove di calcolo. Per rispondere a tale quesito, nella presente ricerca è stato proposto un training di memoria di lavoro valutandone il beneficio in prove di calcolo. Dai risultati emergono scarsi effetti di generalizzazione al calcolo, nonostante l'incremento nella prestazione di memoria di lavoro.

Ricerca italiana

Silvia Sbaragli, Irene C. Mammarella

Insegnare e apprendere la geometria

Il presente lavoro* offre una revisione della letteratura sulla geometria da due punti di vista: la didattica della matematica e la psicologia dello sviluppo. Dopo alcuni cenni storici riguardanti l'insegnamento della geometria e i motivi che hanno condotto a un progressivo disinteressamento da parte della didattica, viene approfondito il rapporto tra realtà e concetti geometrici. Vengono, quindi, presentati alcuni studi classici sullo sviluppo del pensiero geometrico, seguiti da ricerche più recenti che considerano l'esistenza di concetti geometrici innati e il rapporto tra geometria e abilità visuospaziali.

Strumenti applicativi

Paola Amadei, Valeria De Filippis, Chiara Grandi

Adattamento delle prove BIN attraverso simboli iconici PCS

Diagnosticare bambini con serie difficoltà di comprensione verbale è difficile. Lo si è fatto adattando le prove BIN per un piccolo paziente di quasi 6 anni, seguito per grave difficoltà di comprensione verbale, in comorbilità con altri disturbi (altrove diagnosticato come DGS-NAS). Abbiamo riformulato, semplificando e traducendo in simboli iconici, i quesiti della BIN relativi alla comparazione tra numeri arabici (area semantica), completamento di seriazione (area conteggio), corrispondenza tra codice arabico e quantità e gli item della prova uno-tanti (area pre-sintassi), cui non aveva saputo rispondere. È stato così possibile escludere un disturbo dell'intelligenza numerica.

Strumenti applicativi

Luisa Salmaso

La matematica illustrata da Mitsumasa Anno

Viene qui presentata una breve analisi di alcune opere dell'autore giapponese Mitsumasa Anno, al fine di sollecitare insegnanti e editori a scoprire, o meglio riscoprire, questo grande didatta e artista che con i suoi libri, a partire dagli anni Sessanta, ha permesso a moltissimi bambini di accostarsi ai concetti matematici mediante splendide illustrazioni e poetiche narrazioni. La presentazione delle opere di Anno ha una grande valenza educativa, sia per i ragazzi con difficoltà di apprendimento, che vengono facilitati dalla visualizzazione di alcuni concetti matematici, sia per i bambini più abili, che possono potenziare il proprio apprendimento attraverso sollecitazioni ai molteplici livelli di lettura delle opere.