Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 7, n. 1, ottobre 2010

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

Ricerca internazionale

Ilaria Berteletti, Daniela Lucangeli, Manuela Piazza, Stanislas Dehaene, Marco Zorzi

La stima numerica in bambini di età prescolare

Il presente studio esamina lo sviluppo della capacità di stima numerica in bambini di età compresa fra i 3,5 e i 6,5 anni usando linee dei numeri da 0 a 100, da 1a 10 e da 1 a 20. Dai risultati emerge come le stime dei bambini passavano da una rappresentazione logaritmica della grandezza a una lineare entro la gamma dei numeri piccoli, mentre diventavano più accurate ma anche sempre più logaritmiche negli intervalli più grandi. L'accuratezza nella stima risulta correlata con la conoscenza dei numerali arabi e con la capacità di ordinamento. Questi risultati suggeriscono che lo sviluppo della stima numerica si fonda su una codifica logaritmica dei numeri — il carattere distintivo del sistema numerico approssimato — e viene successivamente definito dall'acquisizione di pratiche culturali con i numeri.

Nel presente contributo si interpreta il significato di competenza come mobilitazione di risorse interne. Ciò rimanda a un'opzione teorica che descrive la mobilitazione come costruzione di schemi di azione progressivamente più complessi. Si propongono, infine, due considerazioni — la prima riguardante l'organizzazione degli obiettivi formativi, la seconda riguardante la tipologia di situazioni didattiche — circa le condizioni di educabilità di questa mobilitazione.

Lo studio dei meccanismi che regolano la comprensione del testo matematico assume particolare importanza per intervenire efficacemente nei casi di difficoltà di risoluzione dei problemi. È a tale scopo che è stato realizzato il presente studio, che ha coinvolto 45 bambini frequentanti la quarta classe della scuola primaria. In particolare, sono state esaminate e messe in relazione tra loro la comprensione degli aspetti narrativi del testo e la comprensione degli aspetti legati al dato numerico. I risultati hanno evidenziato che la comprensione del dato numerico ha un peso maggiore nella risoluzione del problema aritmetico rispetto alla comprensione degli aspetti narrativi del testo.

Questa ricerca nasce dalla volontà di analizzare le diverse caratteristiche del disturbo di calcolo di tre bambini in trattamento presso la ASL 10 di Firenze. I dati ottenuti, correlati ai tre profili cognitivi, hanno permesso di intraprendere un trattamento mirato della durata di tre mesi. Coerentemente con le ricerche presenti in letteratura, emerge che le funzioni esecutive, soprattutto la memoria di lavoro e il controllo attentivo, sono gli elementi che maggiormente influiscono sulle abilità di calcolo. Il presente studio sottolinea come un corretto inquadramento dei deficit neuropsicologici che sono alla base del disturbo di calcolo sia indispensabile non solo a fini diagnostici ma soprattutto per predire l'efficacia del trattamento riabilitativo che ne consegue.

Strumenti applicativi

Sandro Ciufici, Simona Rutolo, Franca Iuliani

Potenziare le abilità di problem solving matematico: esperienza di un intervento nella scuola primaria

Nel presente articolo presentiamo gli esiti di un intervento di potenziamento delle abilità di soluzione dei problemi matematici effettuato su un gruppo di bambini frequentanti il secondo ciclo della primaria attraverso il programma «Risolvere problemi in 6 mosse» (De Candia, Cibinel e Lucangeli, 2009). Il lavoro ha previsto il coinvolgimento di 67 alunni distribuiti in 4 classi (2 sperimentali e 2 di controllo) di due scuole primarie in provincia di Chieti. L'intervento è risultato clinicamente efficace per la maggioranza dei soggetti delle classi sperimentali.