Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 12, n. 1, 2015

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

Robert S. Siegler, Greg J. Duncan, Pamela E. Davis-Kean, Maria Ines Susperreguy, Kathryn Duckworth, Amy Claessens, Mimi Engel, Meichu Chen

Predittori precoci del rendimento in matematica nella scuola secondaria di secondo grado

Identificare le conoscenze matematiche che sono maggiormente predittive degli apprendimenti nel lungo termine è essenziale per migliorare sia le teorie dello sviluppo matematico sia l’insegnamento di questa disciplina. Per individuarle abbiamo esaminato i predittori a lungo termine della conoscenza dell’algebra e del rendimento complessivo in matematica da parte di studenti di scuola secondaria di secondo grado. Le analisi di due grandi insiemi di dati, rappresentativi a livello nazionale e relativi agli Stati Uniti e al Regno Unito, hanno evidenziato che la conoscenza che gli alunni della scuola primaria hanno delle frazioni e della divisione predice con straordinaria accuratezza la loro conoscenza dell’algebra e il rendimento complessivo in matematica a livello di scuola secondaria di secondo grado, a distanza di 5 o 6 anni, anche dopo avere controllato statisticamente gli altri tipi di conoscenza matematica, le capacità intellettive generali, la memoria di lavoro e il grado di istruzione e reddito delle famiglie di provenienza. Vengono discusse le implicazioni di questi risultati ai fini della comprensione e della promozione dell’apprendimento matematico.

Un ambiente di geometria dinamica è un software che consente di costruire figure geometriche mediante strumenti equivalenti matematicamente alla «riga e compasso» con cui, però, a differenza che per le costruzioni in ambiente carta e matita, è possibile interagire mediante il mouse. Un buon ambiente di geometria dinamica consente una percezione visiva-non-verbale di tipo dinamico di elementi e proprietà di figure bidimensionali. Sfruttando queste potenzialità dell’ambiente GeoGebra, è stato proposto un percorso didattico mirato a potenziare le conoscenze geometriche e alcuni «modi di pensare matematici» di studenti della scuola secondaria di primo grado. Il percorso didattico sembra avere aiutato gli studenti a migliorare il loro approccio alla Geometria Euclidea, in particolare negli aspetti lessicali, sintattici, ma soprattutto semantici, delle figure geometriche e delle loro proprietà. Particolarmente utili sono risultate le attività riguardanti la costruzione delle cosiddette figure robuste (stabili per trascinamento) e lo sviluppo della consapevolezza degli studenti delle proprietà necessarie per costruire figure di questo tipo.

I risultati vengono presentati secondo le diverse variabili considerate nella ricerca: tipologia della stima cognitiva valutata, età dei bambini ed effetti riscontrati nelle due modalità di presentazione del compito.

Dalla somministrazione delle prove e dal colloquio con genitori e insegnanti sono emersi miglioramenti significativi sia nel calcolo a mente che in quello scritto, ma soprattutto un’importante riduzione del livello d’ansia nei confronti della matematica e un atteggiamento propositivo verso una materia scolastica precedentemente temuta ed evitata.

Contare in avanti è un compito che si automatizza, mentre contare all’indietro richiede il pieno coinvolgimento della memoria di lavoro, il tutto monitorato dal sistema attentivo. Presentiamo uno studio realizzato su un campione di 1.360 soggetti, distribuiti tra le 5 classi della scuola primaria e le 3 classi della scuola secondaria di primo grado, a cui abbiamo chiesto di enumerare in avanti e indietro da 1 a 20 per la classe prima, da 1 a 50 per la classe seconda, da 50 a 100 per le altre classi, al fine di raccogliere i tempi di esecuzione e le tipologie di errori. L’analisi qualitativa e quantitativa condotta sembra confermare l’ipotesi riportata già in altri lavori (Cubelli e Biancardi, 1999; Mehrnoosh, Fusi e Lo Presti, 2014), secondo la quale gli errori che si commettono in questo compito potrebbero essere maggiormente dovuti a una ridotta capacità di controllo o una deficitaria memoria di lavoro piuttosto che alla presenza di una discalculia. I nostri risultati rilevano, inoltre, come questa semplice prova possa rappresentare uno dei possibili strumenti di monitoraggio delle abilità di calcolo e delle funzioni esecutive sottostanti.