Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 11, n. 1, ottobre 2014

Indice

Ricerca italiana

Da Re Alessandra, Da Dalt Wilma, Todeschini Marta

Ipergeometria: racconto di un’esperienza a scuola

Il progetto «Psicologia dell’apprendimento della matematica: valutazione degli apprendimenti in geometria e potenziamento delle abilità implicate», organizzato dall’ANSAS – Nucleo territoriale Veneto e dall’Ufficio Scolastico Regionale in collaborazione con l’Università di Padova, è stato condotto con un alunno di classe prima che presentava un disturbo dell’attenzione e iperattività, associati a un disturbo opposi-tivo-provocatorio. Le insegnanti hanno potuto sperimentare insieme all’alunno un percorso didattico di ricerca-azione nell’ambito dell’apprendimento della geometria, stabilendo inizialmente il livello di partenza del bambino mediante l’uso di prove standardizzate. Sono state somministrate le prove re-lative alle conoscenze geometriche e alle abilità visuo-spaziali (Conosco le forme). Dopo un percorso di potenziamento, il retest ha dimostrato che il bambino ha acquisito le abilità specifiche delle aree che in un primo momento erano risultate carenti. L’esperienza realizzata ha permesso non solo di conte-stualizzare esperienze geometriche significative attraverso la manipolazione, i giochi, la costruzione di materiali, ma anche di stimolare la curiosità e il confronto tra ciò che il bambino sa e non sa, mantenendo la motivazione e incrementando i tempi di attenzione e concentrazione.

I problemi di geometria rappresentano spesso un muro insor-montabile per gli studenti, soprattutto nella scuola secondaria di primo grado e in particolare per coloro che manifestano un Disturbo Specifico di Apprendimento. L’articolo presenta quindi un percorso sperimentale finalizzato a potenziare il pensiero geometrico nell’ambito del problem solving, mettendo in atto una didattica metacognitiva che ha come base l’espe-rienza, privilegiando l’azione e la manipolazione degli alunni rispetto alla spiegazione dell’insegnante. L’intervento è stato sviluppato con un alunno con diagnosi di DSA, utilizzando prove standardizzate per la valutazione della disciplina e materiali sperimentali ideati da Mammarella, Todeschini e Lucangeli dell’Università di Padova.

Gli studi sull’acquisizione e lo sviluppo dei meccanismi di calcolo appaiono ancora in fase di evoluzione poiché molteplici sono le ipotesi avanzate e le variabili che possono entrare in gioco; emerge comunque preponderante il peso di questi fattori nel percorso curricolare a partire dalla Scuola Primaria. Molti bambini possiedono strategie rudimentali, che spesso ricadono negativamente sui tempi esecutivi e sulla correttezza del calcolo sia orale che scritto, influendo sulla fiducia nelle proprie capacità di apprendere e sull’atteggiamento verso la matematica. Partendo da tale assunto e riconoscendo l’alto valore motivazionale del gioco con una connotazione ludica, lo studio descrive la proposta logopedica di attività di poten-ziamento specifico, realizzate attraverso la costruzione di una Scatola della Matematica che, con materiali poveri, permette di creare giochi che stimolino la visualizzazione di quantità e la sperimentazione di strategie efficaci nel calcolo rapido.

Spunti di riflessione

D'Amore Bruno, Fandiño Pinilla Martha Isabel

Illusioni, panacee, miti nell’insegnamento-apprendimento della matematica

Il mondo dell’insegnamento-apprendimento della matematica è spesso soggetto a mode, a sogni, a illusioni di trovare una panacea per pervenire al successo cognitivo degli allievi. Nonostante questa caratteristica si sia sviluppata soprattutto negli anni ’70 e ’80, non è mai definitivamente tramontata e sembra che gli insegnanti siano sempre alla ricerca di ricette per insegnare con successo. In questo articolo si esamina questo interessante fenomeno e si forniscono motivazioni che con-sentono di spiegare perché tali panacee non possono esistere.

Ricerca italiana

Poli Federica, Baccaglini-Frank Anna

Il progetto di potenziamento «Imparare la matematica nel biennio delle superiori»

In questo articolo presentiamo un progetto di potenziamento messo in atto dal Polo Apprendimento di Padova nelle classi del biennio della scuola secondaria di secondo grado. Lo scopo del progetto era motivare e rimotivare gli studenti nello studio della matematica, suggerendo loro strategie e stru-menti adeguati per affrontare tale materia. In particolare si è lavorato sul potenziamento delle abilità del calcolo a mente, di approssimazione e stima, e sulle strategie di soluzione dei problemi risolvibili mediante l’uso dell’incognita. Il confronto delle prestazioni dei soggetti nel pre- e post-test mostra come le particolari strategie cognitive usate durante il potenzia-mento siano risultate efficaci. Il progetto ha riscontrato un atteggiamento positivo da parte degli studenti e dei docenti, che ne hanno testimoniato il successo.

Lucangeli Daniela

Editoriale

Ricerca internazionale

Re Anna Maria, Lucangeli Daniela, Pedron Martina, Tressoldi Patrizio

Risposta a un training specifico per studenti con disturbo o difficoltà di calcolo

Lo scopo di questo studio è stato quello di analizzare l’efficacia di un trattamento specifico per studenti con disturbo e difficoltà di calcolo. Cinquantaquattro studenti, aventi disturbo o difficoltà di calcolo, hanno partecipato alla ricerca e sono stati assegnati alla condizione di training o di controllo. Dieci studenti con disturbo di calcolo (discalculia evolutiva) e 17 con difficoltà di calcolo hanno seguito un training specifico, mentre 9 studenti con discalculia e 18 con difficoltà di calcolo hanno partecipato ad attività di «dopo-scuola». I risultati mostrano che gli studenti che hanno seguito il training specifico (sia con disturbo sia con difficoltà di calcolo) hanno ottenuto dei risultati migliori rispetto al gruppo che è stato seguito in un training generale scolastico (dopo-scuola) e che questi risultati si sono mantenuti nel tempo (follow-up dopo 4 mesi). Questi risultati offrono un contributo in merito all’efficacia di trattamenti specifici e mirati nei casi sia di discalculia sia di difficoltà di calcolo.