Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 10, n. 2, febbraio 2014

Indice

Ricerca italiana

Provazza Serena, Oliverio Emanuela, Giofrè David, Mammarella Irene C.

Relazione tra geometria, memoria di lavoro e intelligenza in bambini di quarta e quinta primaria

Allo scopo d’indagare la relazione esistente tra la geometria, la memoria di lavoro e l’intelligenza nei bambini delle classi 4a e 5a della scuola primaria, abbiamo sottoposto un ampio campione di studenti (176) a prove di geometria, memoria e intelligenza. In primo luogo, dai risultati ottenuti si evince che le prove Domande e Problemi di geometria sono significativamente correlate tra di loro; in secondo luogo, abbiamo rilevato come una prova di vocabolario spieghi una quota significativa di varianza nelle domande di geometria, mentre i problemi di geometria sono più correlati ad aspetti di ragionamento e di memoria di lavoro verbale; in terzo luogo, abbiamo messo in luce come la prova di geometria intuitiva, che in altri studi prediceva il successo in geometria, non sia correlata a una migliore prestazione in prove scolastiche di geometria. Sono dunque le prove d’intelligenza (Raven e Vocabolario) e di memoria di lavoro visuo-spaziale a spiegare meglio il successo in compiti scolastici di geometria. I dati ottenuti ci hanno permesso di supporre che, nel passaggio dalla 4a alla 5a, nel nostro campione vi era uno sviluppo nella prova di domande di geometria ma non nella prova di problemi di geometria. Infine sono state prese in esame le implicazioni teoriche e pratiche dello studio.

Strumenti applicativi

Boccaglini-Frank Anna, Bettini Paola, Brazzolotto Martina, Caviola Sara, Perona Mario, Poli Federica

Le prove ABCA 14-16

Questo articolo presenta le nuove prove di calcolo aritmetico avanzato sviluppate per studenti di età compresa tra i 14 e i 16 anni di età. Le prove nascono in continuità con il Test ABCA, ma presuppongono un ampliamento dei modelli teorici di riferimento usati per i numeri naturali. Le prove sono, quindi, illustrate alla luce di un nuovo modello generalizzato che vuole gettare le basi, anche teoriche, per realizzare futuri studi nell’ambito della cognizione nell’aritmetica avanzata. Al momento le prove ABCA sono l’unico strumento nell’ambito della psicologia cognitiva in Italia, tarato su un campione normale, che possa essere utilizzato per un riconoscimento di particolari difficoltà nell’ambito dell’aritmetica avanzata.

Verranno presentati i risultati di una ricerca che ha indagato le abilità matematiche degli alunni della scuola secondaria attraverso la batteria BDE (Biancardi e Nicoletti, 2004), al fine di aggiornare le norme già esistenti per la classe prima della scuola secondaria di primo grado, integrandole con nuove norme per le classi seconda e terza. Inoltre, al fine di ricavare alcune indicazioni sul trend evolutivo delle abilità indagate anche nella classe prima della scuola secondaria di secondo grado, la stessa batteria è stata somministrata in un istituto tecnico industriale. I risultati del campione non clinico verranno confrontati con quelli ottenuti dai ragazzi con diagnosi di DSA. Verranno infine discussi i risultati.

Spunti di riflessione

Re Anna Maria, Lucangeli Daniela, Pedron Martina

Ansia e Matematica: la storia di Emma

Con il presente contributo si intende proporre un ulteriore spunto di riflessione sulla relazione che intercorre tra ansia e difficoltà in matematica. In particolare verrà presentata la storia di Emma, una ragazza di 15 anni che manifesta notevoli difficoltà nell’ambito della matematica, le quali con il passare del tempo si sono intrecciate con l’ansia. Le difficoltà a scuola e l’ansia, interagendo tra di loro, hanno generato una situazione di difficoltà non solo nella materia in questione, ma anche nei rapporti con i compagni di classe, fino a diventare un problema più generale, anche di natura sociale. Verranno quindi descritti l’intervento sviluppato insieme alla ragazza e i risultati conseguiti alla fine del percorso intrapreso.

Editoriale

Lucangeli Daniela

Editoriale

Già prima dell’ingresso a scuola, la conoscenza numerica dei bambini provenienti da famiglie a basso reddito risulta inferiore a quella dei pari provenienti da famiglie a reddito medio. Questo scarto potrebbe rispecchiare la diversa esperienza pregressa dei due gruppi con attività numeriche informali, come l’uso di giochi da tavolo. L’esperimento 1 ha evidenziato che la conoscenza delle grandezze numeriche dei bambini prescolari provenienti da famiglie a basso reddito era inferiore a quella dei pari provenienti da famiglie più ricche. L’esperimento 2 ha mostrato che, giocando a un semplice gioco numerico da tavolo per 4 sessioni di 15 minuti, le differenze nelle prestazioni di stima numerica venivano meno. L’uso di un gioco nel quale i numeri erano sostituiti da colori non produceva questo effetto. Pertanto, l’uso di giochi numerici costituisce una modalità poco costosa per ridurre lo scarto nella competenza numerica che, all’inizio del percorso scolare, separa i bambini più e meno benestanti.