Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 14, n. 2, 2018

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

Ricerca internazionale

Nicola J. Pitchford, Chiara Papini, Laura A. Outhwaite, Anthea Gulliford

Le abilità fino-motorie predicono le abilità matematiche meglio di quanto predicano le abilità di lettura nei primi anni della scuola primaria

DOI: 10.14605/DIM1421801

Le abilità fino-motorie rappresentano un fondamento importante per lo sviluppo in diversi ambiti dell’apprendimento scolastico. Sono stati condotti due studi su bambini della scuola primaria del Regno Unito per analizzare le relazioni intercorrenti tra due componenti delle abilità fino-motorie, la Precisione Fino-Motoria e l’Integrazione Fino-Motoria, e gli sviluppi precoci in lettura e matematica. Gli studi hanno fornito due risultati significativi. Primo, è stata rinvenuta una prestazione migliore in lettura che in matematica. Secondo, le abilità fino-motorie si sono dimostrate un predittore migliore della capacità precoce in matematica rispetto alla capacità precoce in lettura. La regressione multipla gerarchica ha evidenziato che le abilità fino-motorie non predicono in modo significativo la capacità di lettura quando viene considerata l’influenza della memoria verbale a breve termine. Per contro, l’Integrazione Fino-Motoria resta un predittore significativo dell’abilità in matematica, anche dopo la considerazione dell’influenza del QI non verbale. Questi risultati suggeriscono che le abilità fino-motorie dovrebbero avere un ruolo fondamentale negli interventi educativi progettati per favorire lo sviluppo di abilità precoci in matematica.

Esperienze di ricerca in ambito educativo

Cristina Cunial

Dallo screening al potenziamento dei prerequisiti del calcolo nella scuola dell’infanzia

DOI: 10.14605/DIM1421802

La ricerca scientifica contemporanea ha rilevato che l’intelligenza numerica è precocissima nello sviluppo cognitivo del bambino tanto da sostenere che siamo nati per contare: questa naturale capacità pre-verbale di riconoscere e manipolare piccole quantità, definita subitizing, precede lo sviluppo del linguaggio stesso e accompagna il bambino nella costruzione del pensiero matematico già a partire dalla scuola dell’infanzia. Fin dalla nascita, infatti, i bambini sono predisposti a cogliere la numerosità di ciò che li circonda e su questo poggerà tutto il sapere matematico successivo, per cui risulta fondamentale sostenere l’apprendimento matematico nei bambini con interventi precoci. Il presente articolo vuole raccontare l’esperienza (avvenuta da settembre a novembre 2016) di un intervento di screening (con lo strumento standardizzato BIN 4-6) e di potenziamento dei prerequisiti del calcolo in un gruppo di 10 bambini dell’ultimo anno di una scuola dell’infanzia della provincia di Treviso, che ha privilegiato il «gioco» quale strumento didattico.

Esperienze di ricerca in ambito educativo

Claudio Girelli, Silvia Mora, Margherita Achille

«La matematica in mano». Esiti di una ricerca per valutare l’efficacia di attività di laboratorio extrascolastico con materiali Montessori

DOI: 10.14605/DIM1421803

A partire dalla considerazione che le difficoltà in matematica dipendono in molti casi da un problema metodologico e motivazionale nelle prime fasi dell’apprendimento, è stato realizzato un laboratorio extrascolastico che ha previsto il ricorso a materiali Montessori. Si è perseguito il fine di verificare se l’esposizione dei bambini all’uso spontaneo e ludico di materiali relativi al numero e al calcolo avrebbe potuto determinare un incremento dell’interesse e della motivazione, con ripercussioni positive sull’apprendimento e sulle prestazioni degli alunni che manifestano specifiche difficoltà. La ricerca ha coinvolto 11 bambini, alcuni dei quali manifestavano diverse problematiche rispetto all’apprendimento della matematica, con un’età compresa tra i 5 e gli 11 anni. Il disegno di ricerca ha previsto l’impiego dei seguenti strumenti: AC-MT 6-11. Test di valutazione delle abilità di calcolo e soluzione di problemi (Cornoldi, Lucangeli e Bellina, 2012), AC-MT 11-14. Test di valutazione delle abilità di calcolo e problem solving (Cornoldi e Cazzola, 2004) e BIN 4-6. Batteria per la valutazione dell’intelligenza numerica (Molin, Poli e Lucangeli, 2007). I risultati della ricerca presentano indizi di efficacia rispetto all’esperienza realizzata, offrendo indicazioni utili per lo sviluppo di percorsi educativi e di potenziamento da approfondire e valutare attraverso future esperienze.

Esperienze di ricerca in ambito educativo

Anna Busolli, Elena Zappaterra

Dall’esperienza alla regola.Un intervento per promuovere il problem solving nella scuola primaria

DOI: 10.14605/DIM1421804

Questo articolo racconta l’esperienza svolta in una scuola primaria relativa a un intervento concernente le abilità di problem solving. Questo intervento fa parte di un progetto più ampio che ha interessato l’intero istituto comprensivo «Giacomo Sichirollo» di Rovigo, dal nido alla scuola secondaria di primo grado, il cui fine era quello di attribuire una valenza positiva al termine «problema» già a partire dalla prima infanzia, promuovendo una maggiore consapevolezza rispetto alle procedure e alla ricerca di molteplici soluzioni relative a uno stesso problema. L’intervento ha previsto una prima fase di test, che ha permesso di desumere un profilo chiaro dei punti di forza e di debolezza degli studenti in questo ambito. Successivamente sono state proposte delle attività finalizzate allo sviluppo dei vari processi cognitivi sottesi al problem solving. Infine, è stato risomministrato il test iniziale per verificare i cambiamenti avvenuti. I dati sembrano indicare l’utilità di un approccio di questo tipo poiché al re-test tutte le aree indagate hanno evidenziato dei miglioramenti significativi.