Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 13, n. 1, 2016

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

Ricerca internazionale

Silvia Benavides-Varela, Brian Butterworth, Francesca Burgio, Giorgio Arcara, Daniela Lucangeli, Carlo Semenza

Le attività con l’uso dei numeri e le informazioni apprese in casa si correlano alle abilità di calcolo esatto nei bambini di 5/6 anni

DOI: 10.14605/DIM1311601

Attualmente esiste consenso sul fatto che lo svolgimento di determinate attività all’interno dell’ambiente familiare contribuisca a sviluppare abilità numeriche precoci nel periodo prescolare. Tuttavia, non è ancora noto se questa esperienza precoce influenzi la rappresentazione dei numeri esatta e/o approssimata e, in tal caso, quale sia più importante ai fini dell’esecuzione dei compiti numerici. Il presente studio ha valutato la prestazione matematica di 110 bambini (con età media di 5 anni e 11 mesi), con l’impiego di una batteria di test comprendente prove sulle abilità numeriche approssimate ed esatte e sui problemi numerici della vita di tutti i giorni. Oltre a ciò, nei bambini è stata valutata la conoscenza delle informazioni sui numeri apprese nel contesto domestico. I genitori dei partecipanti hanno fornito notizie circa le attività quotidiane dei figli e le caratteristiche sociodemografiche della famiglia. I risultati hanno evidenziato che la quantità di informazioni sui numeri apprese in casa è un predittore significativo della prestazione dei partecipanti nella risoluzione dei problemi numerici della vita di tutti i giorni e nelle rappresentazioni numeriche esatte, anche tenendo conto dell’età, dello span di memoria e dello status socioeconomico e culturale della famiglia. È stato anche scoperto che alcune specifiche attività, come i giochi di società, si correlano con le capacità di calcolo dei bambini, che sono fondamentali per l’aritmetica. Occorre rilevare che i risultati delle prove che si sono fondate sulle rappresentazioni approssimate non sono stati predetti dalle conoscenze numeriche acquisite nel contesto familiare. La presente ricerca sostiene pertanto le affermazioni in merito all’importanza e alla natura delle esperienze familiari nell’acquisizione della matematica da parte dei bambini.

Ricerca italiana

Riccardina Lorusso, Dolores Sciarra, Sebastiano Pegorer, Silvia Benavides-Varela, Daniela Lucangeli

Crescere i problem solvers di domani

DOI: 10.14605/DIM1311602

Scopo dell’articolo è presentare una panoramica della letteratura circa il potenziamento delle abilità matematiche e di problem solving nei bambini prima del loro ingresso nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.Particolare attenzione verrà rivolta all’influenza degli aspetti formali e informali nell’apprendimento: vari studi, infatti, hanno dimostrato che alcune attività svolte a casa contribuiscono allo sviluppo delle abilità numeriche prima che il bambino inizi la scuola.Secondo il modello teorico di Le Fevre et al. (2010), le abilità linguistiche, quantitative e attentive sono propedeutiche allo sviluppo delle competenze matematiche nei primi anni di scuola.Altri autori (Lucangeli, Tressoldi e Cendron, 1998) hanno suggerito che, per la risoluzione di un problema, siano necessarie alcune abilità cognitive e metacognitive: comprensione della situazione problema, rappresentazione del testo, categorizzazione, pianificazione, automonitoraggio e autovalutazione.Anche le funzioni esecutive (memoria di lavoro, shifting e inibizione) sembrano essere alla base delle future performance matematiche e di problem solving. Verranno quindi descritti alcuni compiti volti a favorirne lo sviluppo. Infine sarà esaminato il modello del Problem Based Learning (PBL) come metodo d’insegnamento per il potenziamento delle abilità di risoluzione dei problemi.

La richiesta di un percorso di potenziamento nel problem solving matematico in una classe quinta di scuola primaria è stata motivata dal fatto che gli alunni presentano sempre più, a partire dalla classe terza, una certa difficoltà nella risoluzione dei problemi matematici. Dopo avere effettuato uno screening iniziale della classe, attraverso la somministrazione del test SPM (Lucangeli,Tressoldi e Cendron, 1998), è stato avviato per due mesi un percorso di potenziamento sul problem solving, in cui gli alunni si sono esercitati nelle seguenti abilità cognitive/metacognitive: comprensione, rappresentazione, categorizzazione, pianificazione, svolgimento, autovalutazione. I risultati del pre-test, dopo il training di potenziamento, hanno confermato che tutte le aree erano in qualche modo compromesse, anche se l’area della pianificazione e quella dello svolgimento hanno necessitato di un ulteriore consolidamento. Al termine dell’anno scolastico, la somministrazione del post-test all’intera classe ha rilevato che, nonostante tutte le componenti manifestassero ancora delle «incertezze», il numero di soggetti posizionati nella fascia critica era diminuito in tutte le aree riducendo le criticità di circa la metà e aumentando, di conseguenza, le posizioni nelle fasce medio-alte. Al fine di appurare se l’intervento di potenziamento avesse mantenuto i risultati ottenuti, è stato somministrato a distanza di quattro mesi dal post-test il follow-up, il cui mantenimento degli esiti conseguiti ha confermato la validità della proposta formativa.

Allegato per lo studente

Davide Marsale

La matematica nel Medioevo e i giochi matematici di Fra' Luca Pacioli

DOI: 10.14605/DIM1311603

Nell’anno accademico 2015-2016, al termine del Percorso Abilitante Speciale organizzato dall’Università di Padova, per la classe di concorso A059 «Matematica e Scienze nella Scuola Secondaria di Primo Grado», è stato chiesto di sviluppare un’unità di apprendimento che facesse riferimento agli insegnamenti del corso e che risultasse legata alle Indicazioni Nazionali per il Curricolo, in cui vengono fornite le linee guida da seguire per far raggiungere a tutti gli studenti le competenze necessarie per acquisire una completa e matura consapevolezza del sapere matematico.L’unità di apprendimento qui descritta trova la sua collocazione in quest’ottica: integrare un breve segmento del programma di matematica di classe terza con delle attività laboratoriali sulla matematica ricreativa dei primi algebristi del Cinquecento. Questa attività, effettuata tra i mesi di marzo e aprile 2015, ha comportato un impegno complessivo di 17 ore.

Ricerca italiana

Laura Franzoi

Una didattica metacognitiva della matematica a distanza

DOI: 10.14605/DIM1311605

Dal primo anno della scuola primaria circa il 20% degli alunni presenta difficoltà d’apprendimento in matematica. Se si analizzano più nello specifico i risultati ottenuti nell’area matematica dagli studenti del biennio superiore, questo dato è ancora più evidente e riflette una situazione di forte disagio e di inadeguatezza degli stessi. La debolezza di uno studente, che può presentarsi anche in altre aree, risulta più evidente in matematica e, dal punto di vista emotivo-motivazionale, genera maggiore ansia rispetto a quanto accade per le altre discipline. Di conseguenza uno degli obiettivi principali di un percorso di potenziamento in matematica, accanto al miglioramento della conoscenza numerica e del calcolo, dovrebbe essere l’implementazione del senso di autoefficacia percepito. Lo studente dovrebbe sperimentare situazioni di successo e rinforzarsi per essere portato ad acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie competenze.Nel presente articolo verrà illustrato un percorso di potenziamento in matematica rivolto a una ragazza frequentante il secondo anno della scuola secondaria di secondo grado. Tale intervento è stato realizzato a partire da una valutazione iniziale degli apprendimenti in matematica e delle componenti emotivo-motivazionali ad essi associate; successivamente è stato svolto un percorso intensivo di potenziamento della durata di circa due mesi.