Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 15, n. 1, 2018

Indice

La discalculia, la dislessia e il disturbo specifico del linguaggio (DSL) sono disturbi dell’apprendimento di relativa specificità, rispettivamente in matematica, lettura e linguaggio orale, che compaiono nel contesto di una capacità intellettiva media e di opportunità ambientali adeguate. Le ricerche del passato sono state dominate da indagini concentrate sui singoli disturbi, nonostante l’ampio riconoscimento che i deficit sovrapposti e comorbidi siano comuni. Il presente studio ha adottato un approccio epidemiologico per analizzare i profili di apprendimento di lingua, lettura e matematica di un vasto campione di soggetti in età scolare. Sono stati esaminati sia profili di apprendimento generali, riflettenti una prestazione buona o scarsa in tutte le misure, sia profili specifici, che presentavano debolezze nel linguaggio o nella lettura o nella matematica, oppure nella matematica e nella lettura. Questi ultimi quattro profili hanno caratterizzato il 70% dei bambini, che evidenziavano un qualche disturbo dell’apprendimento. Bassi punteggi nella memoria fonologica a breve termine hanno caratterizzato il gruppo di studenti con fragilità nel linguaggio, mentre una consapevolezza fonologica bassa o variabile ha evidenziato un’associazione con le debolezze in lettura (ma non legate al linguaggio). Il gruppo con difficoltà in matematica non ha mostrato tali deficit fonologici. Questi risultati possono suggerire diverse eziologie per i deficit legati al linguaggio in lingua, lettura e matematica, per quelli legati alla lettura in lettura e matematica e per i disturbi isolati in matematica.

Esperienze di ricerca in ambito educativo

«Matematica? No problem». La somministrazione delle prove BIN 4-6 in classe prima primaria

DOI: 10.14605/DIM1511803

Le prove BIN 4-6 (Molin, Poli e Lucangeli, 2007) sono state frequentemente usate per valutare lo sviluppo dei precursori delle abilità di calcolo all’inizio della scuola primaria, allo scopo di individuare bambini a rischio di difficoltà, e di aiutarli implementando attività mirate al superamento delle criticità rilevate. Poiché la standardizzazione originaria delle prove BIN 4-6 si riferisce alla fascia d’età tipica della scuola dell’infanzia, presentiamo nuovi criteri normativi riferiti temporalmente, in modo selettivo, all’inizio della classe prima primaria. Si tratta di criteri che rispondono in modo più funzionale alla didattica prevista nella scuola primaria.

Il percorso descritto nel contributo ha perseguito questo obiettivo principale: aiutare i bambini a sviluppare il pensiero critico, partendo dalla quotidianità e dall’esperienza e favorendo lo sviluppo degli apprendimenti e delle strategie più appropriate attraverso il gioco, l’utilizzo di materiale presente nell’ambiente e attività pratiche.

Da un’indagine condotta all’inizio dell’anno scolastico 2014/15 tra i bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia «G. Sichirollo» di Rovigo è emerso che la risoluzione dei problemi in matematica ha una connotazione negativa già a quell’età. Si è quindi pensato di sviluppare un progetto tra i docenti di scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado della medesima scuola, al fine di favorire, attraverso la metacognizione, lo sviluppo del processo di apprendimento rispetto al problema e alle sue possibili soluzioni. All’inizio dell’anno scolastico 2014/15 si è quindi somministrato ai ragazzi della 1aA della scuola secondaria di primo grado «G. Sichirollo» di Rovigo il test AC-MT 11-14 (Cornoldi e Cazzola, 2004) per valutare il livello di apprendimento della matematica nelle varie aree cognitive. Successivamente all’analisi dei risultati del test, è stato individuato un caso che ha mostrato la necessità di richiesta di intervento immediato sulle aree cognitive riguardanti l’abilità di comprensione e produzione dei numeri e il ragionamento aritmetico. Durante l’anno scolastico si è lavorato con l’alunna sia individualmente che in classe applicando delle strategie incentrate sulle abilità da potenziare. Alla fine dell’anno è stato risomministrato il test AC-MT 11-14 a tutta la classe e dall’analisi dei dati si sono osservati il miglioramento e consolidamento di queste abilità matematiche per l’alunna sottoposta all’intervento di potenziamento.

Il progetto, che ha coinvolto i bambini di 4, 5 e 6 anni nella realizzazione di specifici percorsi laboratoriali, ha ottenuto riscontri positivi da parte degli insegnanti. Dalla valutazione test e retest è emerso che le prestazioni dei bambini nella denominazione, classificazione e ricomposizione delle forme geometriche sono migliorate significativamente.

Approfondimenti in psicologia e didattica della matematica

Didattica inclusiva della matematica nelle facoltà scientifiche: sogno o realtà? Riflessioni di un docente universitario

DOI: 10.14605/DIM1511806

L’articolo approfondisce la tematica dell’insegnamento della matematica a livello universitario, nelle facoltà scientifiche. L’autore ha un punto di vista privilegiato, avendo insegnato Analisi Matematica nel biennio di Ingegneria e lavorando ora nel campo dei Bisogni Educativi Speciali. Prendendo spunto dai tre principi dell’apprendimento come enunciati in Donovan e Bransford (2005), vengono quindi proposte delle pratiche didattiche di facile applicazione che implicano però un radicale cambiamento di prospettiva: l’apprendimento degli studenti, con le pratiche inclusive che lo facilitano, deve necessariamente entrare a fare parte del bagaglio didattico dei docenti. Quindi: didattica seminariale, anticipatori, metacognizione. E anche empatia. L’ultima parte, dedicata più agli addetti ai lavori, fornisce alcuni spunti di didattica inclusiva.