Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 14, n. 1, 2017

Indice

Editoriale

Daniela Lucangeli

Editoriale

Ricerca internazionale

Emma Carey, Francesca Hill, Amy Devine, Dénes Szücs

L’uovo o la gallina? La direzione del rapporto tra ansia per la matematica e prestazione in matematica

DOI: 10.14605/DIM1411701

Il presente studio esamina le due possibili direzioni causali del rapporto tra ansia per la matematica (AM) e scarsa prestazione nella materia. Le possibilità sono due: la scarsa prestazione può scatenare l’AM (secondo la Teoria del deficit), oppure può essere l’AM a ridurre la prestazione futura (secondo il Modello dell’ansia debilitante). Le evidenze sono in conflitto: se da una parte la Teoria del deficit è sostenuta da studi longitudinali e da studi su bambini con disabilità di apprendimento della matematica, dall’altra parte il Modello dell’ansia debilitante si fonda su ricerche che manipolano i livelli di ansia e osservano un cambiamento della prestazione matematica. Ciò che si suggerisce nel presente articolo è che questo mix eterogeneo di prove finora disponibili riporti a un rapporto bidirezionale tra AM e prestazione (secondo la Teoria della Reciprocità), in cui i due fattori possono influenzarsi a vicenda con la generazione di un circolo vizioso.

Ricerca italiana

Dora Tramarin, Sara Caviola, Irene C. Mammarella

Memoria di lavoro visuo-spaziale e abilità di calcolo: uno studio in bambini della scuola primaria

DOI: 10.14605/DIM1411702

Nella presente ricerca abbiamo voluto indagare il rapporto tra abilità di calcolo e memoria di lavoro visuo-spaziale (MLVS), distinguendola nelle sue sottocomponenti (visiva, spaziale-simultanea e spaziale-sequenziale). Lo studio ha coinvolto 582 bambini frequentanti le classi quarta e quinta della scuola primaria: lo screening ha permesso la creazione di 3 gruppi distinti per livello di impairment nel calcolo (alto, medio e assente), di circa 25 bambini per gruppo. Nella fase successiva sono state somministrate ulteriori prove per la valutazione delle abilità di calcolo e di lettura, del funzionamento cognitivo generale e della MLVS. Quest’ultima è stata valutata con sei prove computerizzate: due indagavano la memoria visiva, due la memoria spaziale-simultanea e due la memoria spaziale-sequenziale. I risultati dimostrano che solo nelle prove di memoria spaziale si differenziano i bambini con e senza difficoltà di calcolo, a dimostrazione di un maggior coinvolgimento della componente spaziale della MLVS nell’abilità di calcolo.

La legge di conservazione dell’energia meccanica afferma che in un sistema conservativo la somma delle energie cinetica e potenziale è costante: un aumento di una è compensato dalla diminuzione dell’altra. Se però nel sistema entrano in gioco forze dissipative, l’energia totale diminuisce. Adattando questa legge a un contesto di apprendimento, si immagini il discente come un sistema fisico: l’energia cinetica corrisponde alle sue azioni e prestazioni, quella potenziale alle sue potenzialità latenti e le forze dissipative comprendono fattori ostacolanti come disagi emotivi, ansia, difficoltà di apprendimento. In tale ottica, le figure educative hanno una grande possibilità: agire sui fattori dissipativi per aiutare lo studente a trasformare il suo potenziale in azione. Quest’idea ha accompagnato il potenziamento in matematica di Alice, bambina di nove anni con diagnosi di dislessia e grandi difficoltà in ambito aritmetico. Si illustrano qui le fasi, le principali attività e i risultati del percorso intrapreso.

Il re-test mostra segni di miglioramento rispetto alle acquisizioni didattiche e all’atteggiamento nei confronti della matematica, con una lieve attenuazione dell’ansia, pur confermandosi la specificità e la persistenza del disturbo. Ci si propone di illustrare alcune azioni di supporto che aiutino i ragazzi a considerare la discalculia non solo in termini di disturbo, ma anche come caratteristica di apprendimento rispetto alla quale strategie e motivazione possono essere la chiave per riscoprirsi capaci e interessati ad apprendere.

L’articolo descrive il lavoro di potenziamento delle abilità matematiche rivolto a due studentesse della scuola secondaria di primo grado. L’esperienza si è sviluppata all’interno del progetto «Mal di matematica…», che si è svolto nell’a.s. 2015/2016 con lo scopo di individuare, all’interno delle classi della scuola secondaria di primo grado di un Istituto Comprensivo, gli alunni con specifiche difficoltà in matematica, elaborarne un profilo e programmare e attuare attività di potenziamento ad hoc. L’individuazione dei casi è stata effettuata attraverso la somministrazione alle classi, a inizio anno, delle prove AC-MT 11-14 (Cornoldi e Cazzola, 2003) e del Test MeMa (Caponi et al., 2012). Dall’analisi dei dati raccolti sono emersi i due casi presi in esame nel presente articolo e su di essi è stata strutturata e realizzata una specifica attività di potenziamento della conoscenza numerica, del calcolo e delle componenti metacognitive di supporto all’apprendimento. Al termine del training di potenziamento, sono stati risomministrati i due test e il confronto dei dati ha dimostrato l’efficacia di questi interventi. Nell’ambito di tale percorso di studio si è cercato anche di stabilire, in termini di ottimizzazione delle risorse disponibili all’interno della normale organizzazione scolastica, le condizioni di fattibilità di tali attività, diverse e innovative rispetto alle attività di recupero solitamente previste, in orario curricolare e non.