Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 7, n. 2, febbraio 2011

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

In questo lavoro viene esaminato il rapporto tra conteggio e sviluppo della rappresentazione di grandezze in bambini della scuola dell'infanzia (4-7 anni), valutandone anche la conoscenza dei simboli numerici, il recupero di fatti numerici, le abilità verbali e la memoria a breve termine. I risultati portano a concludere che i bambini piccoli potrebbero non essere in grado di discriminare grandezze numeriche quando le grandezze fisiche co-varianti sono contrapposte al numero. In queste condizioni, il ruolo più importante potrebbe essere svolto dal funzionamento esecutivo, e in particolare dall'inibizione.

Ricerca italiana

Silvia Sbaragli

Le competenze nell’ambito della matematica

Il presente articolo è il secondo di una serie di tre contributi, che saranno pubblicati nei tre numeri consecutivi di questa rivista, dedicati al concetto di competenza, affrontato da tre diversi punti di vista: quello della Didattica generale, della Didattica della matematica e della Psicologia dello sviluppo. Pur essendo elaborati da studiosi di uno specifico settore — Berta Martini per la Didattica generale, Silvia Sbaragli per la Didattica della matematica, Daniela Lucangeli e Irene Mammarella per la Psicologia dello sviluppo — essi partecipano unitariamente al tentativo di una lettura «incrociata» della competenza, al fine di individuare uno spazio efficace ai fini della progettazione del curricolo scolastico e dei dispositivi di insegnamento.

In questo lavoro viene descritto un caso di difficoltà in ma tematica. Nella parte introduttiva si prendono in esame la differenza tra difficoltà o disturbo, l'intervento, le indicazioni per la sua validità e i motivi per cui è utile studiare il caso singolo. Nell'affrontare quello qui descritto vengono proposte e discusse nel dettaglio quattro fasi, dal colloquio iniziale alla proposta di un progetto d'intervento. Nella parte finale vi è l'analisi del trend del trattamento, verificato mediante osservazioni ripetute con il Discalculia Test prima, durante e dopo il trattamento. Viene inoltre riportata la relativa significatività con il Test C per i due parametri di correttezza e velocità.

Strumenti applicativi

Elisabetta Monari Martinez, Nives Benedetti

Imparano la matematica i ragazzi con sindrome di Down? Un resoconto di alcuni studi

È possibile che le difficoltà in matematica degli studenti con sindrome di Down non riguardino in ugual misura tutta la matematica, ma siano maggiori in aree specifiche come il conteggio e il calcolo a mente? Nel presente studio, circa 30 studenti con sindrome di Down di scuola secondaria di primo e secondo grado sono stati capaci di risolvere problemi di matematica usando equazioni algebriche, nonostante avessero scarse abilità numeriche e necessità di usare la calcolatrice anche per i conti più elementari. Questi dati sono il risultato dell'integrazione scolastica di tutti gli studenti disabili nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado.

Le convinzioni degli studenti sulla conoscenza e sul suo apprendimento orientano il loro approccio alla risoluzione dei problemi e la loro disposizione verso le attività didattiche. Nel caso della matematica, si ritiene che l'apprendimento di procedure e passaggi da applicare a classi chiuse di compiti non favorisca adeguatamente lo sviluppo delle convinzioni epistemologiche riguardo al problem solving. A partire da questi presupposti l'obiettivo della ricerca è stato indagare se un cambiamento nella didattica della matematica potesse modificare alcune convinzioni su determinati aspetti della disciplina. I risultati mostrano come, pur nell'arco del mese e mezzo in cui si è svolta la ricerca, sia possibile avviare dei cambiamenti su alcune convinzioni matematiche degli studenti.