Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 5, n. 2, febbraio 2009

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

Passiamo in rassegna una serie di importanti studi empirici sulle capacità aritmetiche dei bambini con dislessia, i quali suggeriscono che le difficoltà scolastiche di questi soggetti non siano limitate alla lettura e scrittura, ma coinvolgano anche alcuni aspetti della matematica. Un dato rilevato sistematicamente è la difficoltà a rievocare i fatti numerici. I risultati degli studi considerati vengono analizzati in relazione all'ipotesi della debolezza delle rappresentazioni fonologiche e alla luce del modello del triplo codice. Si suggerisce che i deficit di elaborazione fonologica dei soggetti con dislessia compromettano alcuni aspetti della cognizione matematica che si basano sulla manipolazione dei codici verbali, mentre altri aspetti, meno dipendenti dalla manipolazione dei codici verbali, sarebbero integri. Vengono forniti suggerimenti per il vaglio di questa ipotesi.

Ricerca italiana

David Giofrè, Irene C. Mammarella, Daniela Lucangeli

L’apprendimento della geometria in bambini da 4 a 6 anni

Il presente lavoro si propone di fornire, attraverso un nuovo strumento, un'analisi delle prestazioni dei bambini dai 4 ai 6 anni. Nello specifico gli obiettivi della ricerca erano contribuire alla standardizzazione dello strumento, analizzare le differenze legate all'età e verificare se le competenze geometriche testate potessero essere distinte in conoscenze geometriche di tipo dichiarativo e abilità visuospaziali. A tale scopo lo strumento è stato somministrato a 269 bambini frequentanti le ultime due classi della scuola dell'infanzia e il primo anno di scuola primaria. I risultati indicano che lo strumento possiede buone proprietà psicometriche e che esiste un trend evolutivo dai 4 ai 6 anni. Infine, attraverso l'analisi fattoriale sono stati individuati due fattori, uno relativo alle conoscenze geometriche e uno alle abilità visuospaziali.

Tutti gli studenti con difficoltà in matematica sono discalcu lici? Perché la matematica crea tanti problemi agli alunni? È possibile aiutare i ragazzi a superare le difficoltà in questa disciplina? Si presentano i risultati del progetto di sperimentazione didattica per il potenziamento dell'intelligenza numerica nella scuola primaria, sperimentazione che ha seguito due filoni: uno centrato sul potenziamento delle abilità di calcolo e l'altro sulla soluzione dei problemi. Il lavoro ha seguito il metodo della ricerca-azione e ha coinvolto 19 classi di scuola primaria di Padova e provincia all'interno del regolare orario scolastico. Sono state valutate le abilità di calcolo di 347 bambini, di cui 192 hanno seguito la sperimentazione. L'intervento è risultato efficace per la maggioranza dei soggetti delle classi sperimentali.

L'esperienza di aggiornamento/formazione è iniziata a Nevegal nel 2007 ed è poi proseguita mantenendo un canale di collegamento tra formatori universitari e insegnanti di scuola primaria. Ciò ha contribuito all'approfondimento teorico e ha stimolato una discussione più ampia sulla pratica didattica. Il lavoro è stato suddiviso tra due gruppi; il secondo — il nostro — ha affrontato la tematica del problem solving partendo da un interesse per la metodologia del «flusso» proposto dall'équipe della professoressa Lucangeli. Un approccio strutturato in fasi ordinate permette infatti agli alunni di acquisire una metodologia di lavoro che organizza sia le conoscenze e le esperienze della quotidianità sia la riflessione cognitiva per il riconoscimento delle strutture profonde e risolutive del problema.

Trasformare la classe in un laboratorio dove gli alunni hanno avuto modo di costruire la conoscenza numerica è stata un'esperienza interessante e coinvolgente. L'apprendimento collaborativo, le fiabe, esperienze manipolative e motorie han no permesso ai bambini di interagire tra pari e di apprendere l'uso di strategie, che in seguito sono state interiorizzate e fatte proprie. L'attività didattica è stata efficace perché gli alunni hanno avuto modo di attivare la «zona di sviluppo prossimale», corrispondente alla zona cognitiva entro la quale un allievo riesce a svolgere, con il sostegno di un adulto o in collaborazione con un pari più capace, compiti che non sarebbe in grado di svolgere da solo.

In questo articolo viene presentato un percorso di potenziamento delle abilità di soluzione dei problemi matematici rivolto al secondo ciclo della scuola primaria. Il programma è articolato in due parti: nella prima vengono proposti dei problemi in cui viene esercitato l'intero flusso delle componenti e nella seconda vengono proposte delle esercitazioni sulle singole aree (comprensione, rappresentazione, categorizzazione, piano di soluzione, svolgimento e autovalutazione).