Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 3, n. 2, febbraio 2007

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

Ricerca internazionale

Rochel Gelman, Brian Butterworth

Quale relazione esiste tra numeri e linguaggio?

La capacità di sviluppare concetti numerici dipende dalla capacità di usare il linguaggio? In questo articolo esaminiamo il ruolo del «vocabolario numerico» nello sviluppo dei concetti numerici, mettendo in discussione la teoria del «caricamento automatico in memoria» (bootstrapping), secondo la quale i bambini passano dall'uso di qualcosa di simile a un «fileoggetto» — un processo attentivo per rispondere a piccole numerosità — all'uso di un processo veramente aritmetico in seguito all'apprendimento delle parole necessarie per contare. Mettiamo inoltre in discussione l'interpretazione delle scoperte recenti relative ad alcune culture amazzoniche che hanno vocabolari numerici molto limitati. Il nostro esame dei dati e delle teorie dispononibili, oltreché dei risultati delle neuroscienze, suggerisce che i concetti numerici hanno un'origine ontogenetica e una base neurale indipendenti dal linguaggio.

Ricerca italiana

Marta Carenini, Cristina Gremizzi, Gian Marco Marzocchi

Influenza dei fattori cognitivi ed emotivo-motivazionali nella soluzione dei problemi aritmetici

La presente ricerca si propone di studiare l'influenza di variabili cognitive ed emotivo-motivazionali sulle abilità di problem solving aritmetico in bambini frequentanti la scuola primaria. A tal fine, a partire da un campione di 504 soggetti, sono stati individuati quattro diversi gruppi in base alla presenza/assenza di difficoltà matematiche e/o elevati livelli d'ansia. I risultati consentono di confermare l'importante ruolo che le componenti emotivo-motivazionali rivestono nel processo di soluzione dei problemi aritmetici, chiarendo anche come esse caratterizzino in modo più o meno disfunzionale i soggetti considerati.

La ricerca si è proposta di verificare se una struttura di lavoro di tipo cooperativo può contribuire a sviluppare la competenza e la motivazione degli studenti nella soluzione di problemi matematici. Il gruppo sperimentale, costituito da 16 bambini di una 3 a classe di scuola primaria, ha affrontato un training per la soluzione di problemi basato su un lavoro a coppie, mentre il gruppo di controllo, di 13 alunni, affrontava gli stessi problemi individualmente. I risultati mostrano nel gruppo sperimentale punteggi più alti al post-test nella soluzione di problemi, uno stile attributivo più focalizzato sull'impegno e una visione dell'intelligenza più di tipo incrementale rispetto al gruppo di controllo.

Ricerca italiana

Roberta Focchiatti, Grazia Falco, Beatrice Caponi

L’apprendimento matematico e i suoi contesti: il gruppo docente e le famiglie (2° parte)

Ogni bambino, nel suo processo di apprendimento, è al centro di una rete di relazioni emotive e affettive che vede coinvolti la famiglia, gli insegnanti, i compagni di classe, e che caratterizza sostanzialmente il contesto sociale in cui è inserito. Il sistema di convinzioni, lo stile attributivo e l'atteggiamento verso la matematica posseduto da ognuna di queste componenti influenzano in maniera considerevole, nel bambino, la formazione dell'epistemologia matematica e della personale modalità di approccio alla disciplina. Questo giustifica l'attenzione rivolta nel presente contributo al complesso sistema di teorie personali che docenti e famiglie mettono in gioco nell'esperienza scolastica. A conclusione, viene tracciata un'ipotesi di formazione pensata per insegnanti e genitori che vuole porsi come naturale completamento di una valida proposta metacognitiva.

Strumenti applicativi

Maria Chiara Passolunghi, Maria Bizzaro

Sviluppo delle abilità di risolvere i problemi aritmetici

Scopo di questo lavoro è valutare l'efficacia di un training cognitivo e metacognitivo, rivolto ad alunni con disabilità matematiche, atto a potenziare non solo specifiche componenti cognitive, ma anche i processi relativi alla memoria di lavoro e all'aggiornamento delle informazioni, che la recente ricerca ha dimostrato essere in stretta relazione con il processo risolutivo. A tal fine, sono stati selezionati tre gruppi di alunni di quarta primaria: gruppo «training innovativo» e gruppo «training standard», composti entrambi da alunni con disabilità matematiche, e gruppo di controllo, costituito da alunni con abilità matematiche nella norma. L'analisi statistica ha evidenziato una ricaduta positiva del training innovativo, confermando la validità dello strumento didattico elaborato.

Scopo del contributo è verificare l'efficacia di alcune proposte didattiche sulla risoluzione di problemi matematici. Il programma da noi proposto, a orientamento metacognitivo, ha l'obiettivo di esercitare le componenti implicate nelle diverse fasi di elaborazione dell'informazione del testo problemico attraverso l'utilizzo del codice visivo (immagini) e verbale (espressioni guida del procedimento). La ricerca, condotta in due classi quinte della scuola primaria, ha inteso inoltre verificare l'efficacia di esercizi di categorizzazione presentati successivamente alla risoluzione del problema. I risultati mostrano che le modalità didattiche introdotte hanno incrementato le prestazioni degli alunni e migliorato l'atteggiamento nei confronti del compito.