Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 2, n. 1, ottobre 2005

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

Ricerca internazionale

Karin Landerl, Anna Bevan, Brian Butterworth

Discalculia evolutiva e capacità numeriche di base

Un gruppo di 21 bambini con discalculia e/o difficoltà di lettura è stato confrontato con un gruppo di controllo su una serie di compiti di elaborazione numerica di base. I bambini solo con discalculia hanno evidenziato in questi compiti una prestazione scadente, quelli con difficoltà di lettura hanno mostrato una lieve flessione nelle prestazioni solo nei compiti che prevedevano l'espressione orale, mentre i bambini con entrambi i tipi di difficoltà hanno evidenziato un profilo di disabilità numerica simile a quello del gruppo di discalculici, senza altre particolarità conseguenti ai loro deficit di linguaggio o lettura. La nostra conclusione è che la discalculia sia l'esito di disabilità specifiche nell'elaborazione numerica di base, più che l'effetto di deficit in altre capacità cognitive.

La discalculia evolutiva è un'entità eterogenea per manifestazioni cliniche ed eziologia. L'esatta definizione del profilo di discalculia richiede un approccio organico che consideri: l'età di sviluppo del soggetto, l'acquisizione dei prerequisiti all'apprendimento matematico, l'utilizzo di strategie spontanee, la compresenza di problemi di lateralizzazione, una familiarità per disturbi specifici dell'apprendimento, l'eventuale comorbilità, la prestazione a prove di problem solving aritmetico e l'analisi qualitativa degli errori commessi dai bambini discalculici. Da questo tipo di approccio non possono prescindere la scelta di eventuali percorsi rieducativi e il successo di tali interventi.

Attraverso i compiti descritti in questo articolo si è cercato di confermare quanto già abbondantemente riportato in letteratura, e cioè come la capacità di manipolare e comprendere le quantità e i numeri sia qualcosa che avviene ben prima dell'entrata nella scuola primaria e dei conseguenti apprendimenti. Questo articolo è la seconda di tre parti in cui il lavoro è stato suddiviso.

Ricerca italiana

Francesca Bartolomei, Gaetana Serenella Bartolomei

Strategie per facilitare la memorizzazione delle tabelline

Imparare le tabelline è un momento importante anche per apprendere a svolgere i successivi compiti matematici. È importante individuare, soprattutto con gli alunni in difficoltà, metodologie efficaci e strategie didattiche capaci di favorire la loro acquisizione. Il presente articolo espone i principali metodi impiegati per facilitare l'apprendimento mnestico delle tabelline, facendo anche riferimento a un programma ri/abilitativo.

In questo secondo articolo vengono presentati due strumenti che rivoluzionano l'approccio didattico alla matematica in classe prima sviluppando una conoscenza diretta della serie numerica fino al 10.000 e una capacità di calcolo immediata entro il 20. Vengono approfondite le caratteristiche teoricopratiche del metodo analogico, che è il dissolvimento della concettualità e il trasferimento del calcolo fuori dall'ambito disciplinare nella sede di origine, che è quella dei meccanismi della visione interiore.

L'educazione matematica può contribuire, anche per le persone disabili, alla conquista dell'autonomia individuale e sociale e quindi alla formazione culturale del cittadino e al suo prendere parte in modo critico alla vita della collettività. Si analizzano alcuni concetti matematici la cui conquista ha una diretta ricaduta sull'acquisizione di competenze per l'autonomia, quali l'uso del denaro, ricevere e dare informazioni sui percorsi stradali in città. Si riferisce su alcuni casi di studenti disabili con i quali è stato sperimentato un itinerario di apprendimento di tali concetti.