Sostegno e insegnamento individualizzato

Direzione scientifica: Daniela Lucangeli
Periodicità: ottobre, febbraio

Vol. 1, n. 2, febbraio 2005

Indice

Daniela Lucangeli

Editoriale

Ricerca internazionale

Rochel Gelman, Charles R. Gallistel

Il linguaggio e l’origine dei concetti numerici

Le ricerche condotte con gli indigeni delle tribù amazzoniche Piraha e Munduruku del Brasile forniscono degli spunti per discutere il ruolo del linguaggio nell'origine dei concetti numerici. I dati rilevati indicano che, a prescindere dal fatto che sappiano contare fino a numeri elevati, gli umani condividono con gli animali privi di linguaggio verbale una rappresentazione dei numeri indipendente dal linguaggio, con una limitata precisione che non varia in funzione della scala di grandezza. Qual è dunque il ruolo causale rivestito dalla conoscenza del linguaggio del contare? In questo articolo consideriamo l'ipotesi di Whorf nelle versioni forte (quella del determinismo linguistico) e debole (secondo la quale il linguaggio influenza il modo di pensare) e la possibilità che il «linguaggio del pensiero» corrisponda a quello parlato o a sistemi simbolici.

Da sempre la matematica rappresenta lo spauracchio per molti studenti, generando talvolta vera e propria ansia. Non è chiaro quanto dipenda da caratteristiche della disciplina stessa e quanto invece dagli atteggiamenti e dalle convinzioni degli studenti, ma senza dubbio vi contribuiscono la credenza diffusa che per riuscire in matematica sia necessario essere «portati», e più in generale essere «intelligenti» e il fatto che in matematica le eventuali difficoltà sono subito lampanti. Poiché questa ansia incide negativamente sull'apprendimento e sulla qualità dell'esperienza scolastica e successivamente può condizionare le scelte di studio, appare necessario rilevarla e trattarla opportunamente, e a questo scopo viene proposto un questionario specifico, la Scala MARSR, che si è dimostrato efficace e di agevole utilizzo.

Perché fare i calcoli è difficile? Oggi in Italia a scuola vengono segnalati 5 bambini per classe (di 25 alunni circa) con difficoltà di calcolo (20%), mentre la discalculia evolutiva riguarda lo 0,5% della popolazione. L'analisi della letteratura può aiutare a capire come mai i bambini trovino così tanta difficoltà e quali siano gli aspetti da potenziare per permettere un apprendimento adeguato. La presente rassegna prende in esame i modelli psicologici dell'abilità di calcolo nel tentativo di definire i processi cognitivi sottostanti. L'analisi delle diverse componenti attivate consente di comprendere meglio la natura delle principali difficoltà che un bambino può incontrare in fase di apprendimento rendendo possibile, se necessario, un intervento mirato.

Nasciamo predisposti al linguaggio e molto precocemente questa abilità viene, per così dire, «allenata». Nasciamo però anche predisposti a contare, enumerare, seriare, eppure questa nostra capacità raramente viene riconosciuta e difficilmente viene rafforzata (perlomeno non al pari del linguaggio). Questo articolo cerca di sottolineare la caratteristica innata della conoscenza numerica, attraverso la somministrazione di semplici prove a bambini del periodo prescolare. È la prima parte di un lavoro che è stato suddiviso in tre.

Il presente lavoro intende offrire una riflessione sulle modalità di analisi di testi scientifico-matematici da parte di studenti universitari; in particolare, si sono volute indagare le abilità implicate nella comprensione del testo e l'influenza esercitata dal grado di expertise. Un dato particolarmente interessante, e allo stesso tempo preoccupante, rilevato dalla ricerca è il fatto che gli studenti tendono ad attribuire le difficoltà incontrate nella comprensione di un testo scientifico a loro stessi, alle loro scarse capacità, e ciò può determinare una riduzione dell'immagine e del valore di sé, con conseguenti ricadute negative sulla motivazione e sull'impegno nello studio.

Strumenti applicativi

Antonella Chifari, Simona Ottaviano, Manuel Gentile, Monica Fiandaca, Manuela Iacono

Imparare a risolvere problemi matematici nel “Bosco incantato”

«Il Bosco incantato» è un ambiente multimediale di apprendimento interattivo volto al recupero e alla promozione delle abilità cognitive e metacognitive necessarie alla comprensione e soluzione di problemi matematici. In seguito all'individuazione delle abilità cognitive coinvolte nella risoluzione di problemi in matematica e dei possibili elementi di difficoltà che possono ostacolare tale processo, si è costruito un itinerario didattico in cui le componenti multimediali contribuiscono a creare un contesto di apprendimento motivante in cui gli studenti sono protagonisti del processo di costruzione della conoscenza.

Strumenti applicativi

Marta Barison, Katia Belluco, Marisa Magnan, Anna Mascitelli, Cristiana Pastò, Alessandra Pavanello, Maria Teresa Toffano

Un’esperienza di laboratorio di problem solving

Il seguente contributo intende illustrare il lavoro realizzato da un gruppo di insegnanti di scuola elementare volto a facilitare gli alunni nella soluzione dei problemi matematici, esercitando l'intero flusso di abilità cognitive e metacognitive implicate in tale processo. Il percorso di attività si compone di cinque parti: una per ciascuna delle operazioni aritmetiche di base più una sezione con le prove di ingresso per la classe successiva.